Internet e l'aborigeno

28 aprile 2008

Barcellona in un giorno



E anche Barcellona è andata.
E' stato moooolto più faticoso che andare a Venezia, ma ne è valsa la pena.
18 euro di aereo, 1, 30 di volo.
21 euro di pulman, 70 min di viaggio (90-120 euro se avessi preso il taxi o 100 euro se avessi preso la macchina in affitto, e lì la benzina è poco costosa)

Bella. Davvero
E con un'aria allegra e festosa.
Alle 9.30 ero a Barcellona (stazione Nord, vicino all'arco di trionfo).
Ci siamo fatti un bel giro, davvero un bel giro (vedere qui).

Per prima cosa, visto che ci eravamo accanto, siamo passati sotto l'arco di trionfo.
Auff, nulla di che, e non si capisce bene per cosa dovessero "trionfare": un monumento senza storia e senza passato.

Poi siamo risaliti passeggiando per la "Passeig de Gracia", la via del quartiere Eixample dove gli architetti si son sbizzarriti a dar sfogo al loro genio.
Qui, passeggiando, si incontrano palazzi bellissimi ed i famosi Casa Battlò e Casa Milà.

La prima è stata costruita da Gaudì per i famosissimi "inventori" del Chupa Chups (il cui logo è stato disegnato da Dalì: si trattavano bene, i tipi).
E' bellissimo, sembra vivo, e i colori e le "scaglie" voglion ricordare il drago ucciso da San Giorgio.

Il secondo, chiamato anche "La Pedrera" (la pietraia), è il fantastico esempio di come Gaudì odiasse ogni linea retta ("Non esistono in natura" diceva sempre).
E' bellissimo e sinuoso, con ringhiere di ferro battuto dalle forme intricate.
In alto, i comignoli strani sembrano rappresentare delle teste, delle persone; si dice che a loro si siano ispirati gli inventori delle maschere dei "cattivi" di Guerre Stellari.
Sembra che la mancanza di linee rette sia una prerogativa anche degli interni. Essendo un condominio, le case dovevano soddisfare anche le necessità "pratiche" della vita di tutti i giorni.
Così una signora disse a Gaudì: "E io dove lo metto, il pianoforte? Non c'è una parete dritta". Allora Gaudì, altezzosamente risposte: "Signora, credo che lei debba imparare a suonare il flauto".

Tra i due palazzi, una mangiatina alla Cerveceria Catalana, con un panino di Jabugo che, seppur costosissimo (costa sui 100 euro al chilo) era veramente fantastico.


Poi di nuovo a piedi fino alla Sagrada Familia, sogno o incubo dello stesso Gaudì.
Gaudì morì investito da un tram, probabilmente assorto in pensieri relativi proprio a quella che doveva essere la sua opera più importante.
La Sagrada Familia fu pagata da un gruppo conservatore che ne voleva fare il centro di espiazione dei peccati di tutta la città.
Quel bigotto di Gaudì si senti tanto investito di un compito "divino" che ne fu ossessionato, tanto che, quando i costi divennero insostenibili e il gruppo committente tagliò i fondi, Gaudì pago di tasca propria o andò in giro a chiederne a chiunque.
Tutto il complesso è un inno a Dio (e Gaudì fu chiamato l'"architetto di Dio") e le guglie sono lavoratissime; a chi gli disse "Perchè perdere tempo con cose che gli uomini non vedono?" lui rispose, serafico "le vedranno gli angeli".
Una facciata è completamente dedicata alla passione di Cristo, gli ultimi giorni della sua vita e la crocifissione.
Vi è anche un "quadrato magico" dove le somme di tutte le cifre fa 33, gli anni di Cristo.
Non sono state realizzate da Gaudì, ma da un altro scultore che ha imposto il suo stile, squadrato, spigoloso, così differente dal sinuoso stile di Gaudì.
Questo stile è stato molto criticato: a me personalmente piace molto.
All'interno, stanno andando avanti i lavori, e la parte in costruzione è "la foresta", un complesso intrico di colonne che deve dare l'idea della foresta, appunto, anche per il modo in cui la luce filtra all'interno.
Purtroppo la fila per salire sulle guglie era davvero troppo lunga (2 ore!!) e abbiamo dovuto rinunciare.
Consiglio di passare alla Sagrada Familia subito, di prima mattina, se si vuol salire senza attendere ore.

Usciti dalla Sagrada Familia siamo scesi verso il mare, ci siamo fermati al Parco della Cittadella per riposare e mangiarci un panino con Jamon.
Purtroppo, mentre da noi diluviava, a Barcellona c'è stata siccità e quindi, per risparmiare acqua, la Cascada (una grossa fontana presente nel parco) era chiusa.
Scendendo per la via di Picasso (dove è un improbabile monumento-fontana, un cubo trasparente con dentro dei mobili incastrati uno nell'altro), siamo arrivati lungo le strade della Barceloneta, con vista sul porto pieno di barche.

Birretta, riposo, e siamo risaliti per le Rambla.
La mappa che ho riportato fa vedere un giro strano... in realtà esiste un ponte, da davanti al Maremagnum direttamente alla piazza di Cristoforo Colombo, con un ponte semovibile (ruota su se stesso quando deve far passare le barche).
Purtroppo, però, google maps è fatto per itinerari in macchina, e non a piedi. Il che, soprattutto nel caso di Barcellona, è un problema: la città è basata su strade intersecantesi tra loro, una in un verso ed uno in un altro... tutte a strade a senso unico, che si incrociano ogni 5 metri con altre strade a senso unico, in incroci a 90 gradi... un incubo per gli automobilisti, praticamente un incrocio ogni 5 secondi e, se non trovi parcheggio, devi fare tutto il giro dell'isolato!!!

Insomma, dicevo... Birretta, riposo, e siamo risaliti per le Rambla.
Erano circa le 16, e la gente oramai era ovunque. Le rambla erano strapiene, con gente a fare compere, artisti di strada a fare spettacoli, e ladri a rubare.
Abbiamo visto gente in lacrime dalla polizia, private di tutti i soldi e i documenti. Mamma mia.

Risalendo per le Rambla, ci siamo fermati alla Cattedrale, davvero bella, il quartiere Gotic davvero fantastico.

Oramai era ora di tornare.
Ci siamo incamminati un poco prima verso la stazione dei bus, e meno male, perchè c'era davvero il panico e abbiamo temuto di non riuscire ad entrare.

Ok, fine, ma davvero bello.

24 aprile 2008

Periodo di viaggi



Aufff
un breve resoconto delle mie ultime settimane
sto lavorando tanto e facendo tante cose
il che mi lascia poco tempo per scrivere
uno scrittore disse che la scrittura è inversamente proporzionale alla vita: più si vive e meno si scrive
è una questione di spazi

Oggi voglio affrontare il mio aspetto psicotico-viaggiante.
L'altro sabato io e il mio quarto abbiamo fatto un giorno a Venezia (di cui si possono vedere le foto nello slideshow).
Partenza alle 6.15 da Ciampino, ritorno alle 19.45 a Ciampino.
Santa Ryan-air! 40 euro andata e ritorno, 9 euro di parcheggio tutto il giorno, 20 euro di pulman da Treviso a Venezia. In totale 35 euro a testa di spostamenti.
Che sfizio! Un poco faticoso ma bello. Con il pranzo al sacco, come da pischelli.
Venezia è bella, devo ammettere. Un poco umida, forse ;-)
Murano mi è piaciuta anche di più, sinceramente: piccola, tranquilla, solare, colorata.

Tre consigli.

Uno: per andare a Murano prendete il 5, non il 41. Il secondo si ferma ogni due per tre, ci mette 15 minuti in più... anche se noi abbiamo sfruttato il tempo per rilassarci un poco, dopo una mattinata di passeggiate.

Due: il parcheggio "Alta Quota", fuori Ciampino costa 9 euro al giorno. Il parcheggio si può prenotare telefonando un paio di giorni prima. Essendo lontano, a piedi, dall'aeroporto, ti accompagnano con un pulmino (da calcolare, in caso di orario "trafficato").

Tre: se si parte con il bagaglio a mano e pesante meno di 5 Kg, conviene fare il check-in online; si può arrivare poco prima della partenza (noi siamo arrivati 30 minuti prima) e si ha anche la prelazione per l'accesso sull'aeromobile.

Sabato prossimo, pranzo a Barcellona... sarà moooolto più faticoso, ma per ora va bene così.
A fine maggio, invece, tre giorni a Valencia.
E poi, per Giugno, sono riuscito a comprare i biglietti per Italia-Olanda a Berna e i quarti (se l'Italia ci arriva!) a Basilea oppure a Vienna.
Svizzera-Austria, aspettateci!

04 aprile 2008

Ricordi di una sera d'estate

Quest'estate. Corsica. Dopo cena, sorseggiamo una birra Pietra in un locale in piazza.
Poca gente in giro, lì si va a letto presto, non è un paese da viveur.
Accanto a noi due ragazzi, una coppia che chiacchiera dolcemente. Si alzano, se ne vanno, e al loro posto arrivano 4 ragazzi, due coppie. Parlano rumorosamente, si siedono. Improvvisamente s'azzittano.
Ho il brutto vizio di guardarmi in giro, ovunque sono. Molti che mi parlano probabilmente odiano questo mio atteggiamento perchè sembro non dar retta a chi mi parla oppure sembro uno che non si fa i fatti suoi; ma è più forte di me, sono curioso e guardo tutto.
E vedo che il silenzio dei 4 ragazzi è accompagnato da strani gesti e cose dette alle orecchie.

Uno si alza e va in bagno. Torna e va al parcheggio quasi urlando "vado a prendere il maglione". E io mi vergogno. Mi vergogno per lui, mi vergogno perchè è italiano.
Perchè nel frattempo ho capito...
Seguendo gesti ho capito che aveva trovato sulla sedia il portafoglio del precedente ragazzo. È andato in bagno, ha preso i soldi e poi, vigliacco schifoso, è andato a buttare il portafoglio vuoto nel parcheggio.
Fregandosene di lasciare una persona in vacanza senza documenti nè carte.

Sbianco, stringo pugni e denti, il mio fisico descrive i miei sentimenti.
Mi chiedi cosa ho, e te lo racconto.
Leggo la tua stessa rabbia nei tuoi occhi, nel tuo viso.
La stessa capacità di indignarti, la stessa incapacità di comprendere queste cose che ci rende un pò alieni in questo mondo.
E finalmente ti sento vicina, in questa vacanza in cui tu sembravi allontanarti da me.
Mi alzo. Cerco il portafoglio. Lo trovo subito (la "cattiveria" è così banale).
Lo prendo e lo porto al barista corso.
Non cerco polemiche, gli do il portafoglio e basta. Ma lui capisce al volo, va al tavolo dei ragazzi e urla "dove hai detto che era il ragazzo del portafoglio? A questo tavolo?".
E ti guardo. Hai quasi i lucciconi agli occhi dalla rabbia; a te, vederli umiliati, sembra (e, infatti, lo è) troppo poco; se fossi stata più "grande" li avresti schiacciati con una manata.
Mi sei sembrata ancora più "scricciola" in quel momento.
E in quel risentimento per le ingiustizie, in quella rabbia per le cose brutte, ti ho voluto ancora più bene, bambina mia.



Dopo questi pensieri, un saluto a Ylenia, che mi ha regalato questo attestato di stima per la quale la ringrazio e la saluto "virtualmente", facendole che mi ha fatto immenso piacere riceverlo :-)

Io, invece, lo rigiro ad Emi ed a Renzo, per un sacco di motivi che travalicano quello che si legge nei loro blog.

Premio D eci e lode
"Premio D eci e lode"
Che cos'è?
"D eci e lode" è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.
Come si assegna?
Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il "Premio D eci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.

Le regole:
1. Esporre il logo del "Premio D eci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E' un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");
2. Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
3. Se non si lascia il collegamento al post originario già inserito nel codice html del premio provvedere a linkarlo (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");
4. Inserire il regolamento (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");
5. Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.

Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.

Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i "Premio D eci e lode" che vuole e quando vuole ( a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.