Internet e l'aborigeno

01 settembre 2017

Pariah - Steven Wilson - Traduzione

Dopo anni, mi sento costretto a tornare, inorridito dalle traduzioni che vedo in giro.
Mi cimento...

 "Pariah" - Steven Wilson feat. Ninet Tayeb

Sono stanco della debolezza, stanco dei miei piedi di argilla
Sono stanco dei giorni che devono venire, sono stanco dei giorni passati
E tutte le cose dette e stradette (consumate) che ho mai detto
Ora è troppo tardi, le parole mi rimangono in testa

Così il giorno ricomincerà
Lasciati consolare da me, ora sta a te
Sei ancora qui, e ti trincererai di nuovo (non sono sicuro...)
Questo ti è di consolazione, ora sta a te

Così, Paria, ricomincerai
Lasciati consolare da me
E io mi farò consolare da te

Sono stanco di Facebook, stanco della mia salute precaria
Sono stanco di tutti, compreso me stesso
Essere solo ora non mi tocca, non mi turba

Ma non sapere se tu lo sei, quello è stato l'inferno


Così il giorno ricomincerà
Lasciati consolare da me, ora sta a te
Sei ancora qui, e ti trincererai di nuovo
Questo ti è di consolazione, ora sta a te

Così, Paria, ricomincerai
Lasciati consolare da me
Ci vorrà tempo

Non ti preoccupare, non ti preoccupare di nulla
perché nulla muore davvero, nulla davvero finisce 

09 novembre 2009

Modello da seguire

Ho un nipote di 17 anni.
L'ho aiutato a studiare, a volte, e mi son reso conto che qualcosa non va.
Non in lui, lui è stato bravo sia nel sopportarmi (poverino) sia, poi, nei voti che ha ottenuto.
C'è qualcosa che non va nell'educazione in generale.
Vedo troppi ragazzi che ciondolano e non rendono.
Sono tutte capre? Idioti senza speranza? Io non credo.
Ma allora dove è il problema? Perché non riescono a interessarsi a nulla per più di 15 secondi consecutivi? Sono molti a non avere interessi, sono molti a non avere nulla da fare.

L'idea che mi sono fatto, ovviamente banalizzata e appiattita dal limite di parole e tempo che mi sono autoimposto, è che, semplicemente, si sono abituati alle scorciatoie.

Prendo tre elementi che, almeno per me, erano "fari" nella mia vita al tempo del liceo.

Ambiente scolastico: avevo dei professori abbastanza rigidi, ma comunque "schematici". Senza alcun tipo di sistema, mi sono sempre istintivamente accorto dei comportamenti ricorrenti delle persone. E li sfruttavo a mio piacimento. Sapevo come soddisfarli, se mi andava (con molti professori ho deciso apertamente di entrare in conflitto). In ogni caso, oltre a questo limite (in ogni libro di comunicazione l'esempio del pessimo comunicatore è sempre "il professore"), erano tosti e riuscivano comunque a farmi entrare in "competizione" con loro, quindi imparavo e devo a loro molto. In ogni caso, mia madre ne rimaneva fuori e la responsabilità dei rapporti con loro era mia.
Quello che vedo ora, invece, è un lassismo esagerato. I "poveri ragazzi" che devono studiare troppo e non riescono a seguire le loro 1234 attività che i loro genitori vogliono che seguano. Madri e padri sempre pronti a giustificare i propri figli e figli sempre pronti a giustificare se stessi. Tutto ciò che costa 10 minuti in più di fatica... ZAC, cancellato. Ed ecco che i programmi sono resi più brevi (non più interessanti e aggiornati), gli esami all'università vengono tagliati e accorciati, i voti semplificati. Non ci si rinnova, ci si semplifica (e la semplificazione non è un buon partito). E allora faticare ad eccellere non è più importante, perché è il mondo scolastico stesso che non ti chiede più di sforzarti.

Le amicizie: tra i ragazzi chi studia è stupido. Chi segue le regole, è stupido. Tra le ragazze, chi è bravo e non è un infame, è noioso. Questo non è sicuramente un problema moderno, ma porta comunque ad appiattirsi e a cercare comunque una scorciatoria: se essere infami e "irregolari" ti porta ad avere un riconoscimento "della piazza", si instaurano comunque meccanismi in cui i benefici sono molto elevati. Come fare in modo che abbia benefici anche chi si comporta in modo corretto? E' vero che la virtù è premio a se stessa (frase che si trova già tra i filosofi greci, nell'Eneide, poi in Spinoza eccetera), ma questa è una verità che si impara con il tempo, non si può sperare che un ragazzo lo capisca subito. Si deve dare un premio alla virtù, altrimenti si cerca gratificazione in altri lidi.

Lo sport e le competizioni in genere: non amo il modello super competitivo all'americana, dove bambini di pochi anni sono buttati nella mischia per vedere come se la cavano e per tirare fuori solo chi eccelle. Lo sport deve essere crescita e ambientamento, imparare a combattere ma anche ad accettare le sconfitte. In quel poco che ho visto, sempre tramite gli occhi di persone più giovani di me, invece, sto vedendo solo un "finto professionismo". Quel spingere tutto all'eccesso sacrificando il sorriso e il divertimento. Bè, anche questo, secondo me, porta a semplificare tutto e a cercare scorciatorie, in questo caso scorciatoie per lasciare. Io ero davvero scarso a giocare a pallone, ho iniziato tardi, a 14 anni, e non ero particolarmente "sciolto".
Ho smesso di giocare a 24 e qualche soddisfazione me la sono tolta.
Ma mentre i primi allenatori mi sfidavano, ogni giorno, ogni volta, a dare di più e mi gratifivano anche per quel poco che (all'inizio) sapevo dare, i successivi mi rimproveravano qualsiasi cosa, ogni eccesso, ogni fantasia, ogni sorriso, perché "qui si gioca seriamente". A parte che "gioco" e "serio" già stonano tra loro, ma è corretto limitare il mio comportamento (che, comunque, era rispettosissimo del ruolo dell'allenatore, degli orari imposti e della presenza - non sono mai arrivato tardi, mancavo solo se costretto e non mancavo di rispetto al mister o ai compagni) solo perché volevo giocare e sorridere e non pensare di arrivare ad una squadra professionistica? Anche in questo caso, una scorciatoia: fanculo a tutti.

Insomma, una premessa lunga, cerco di arrivare al punto.
Al liceo Parini di Milano hanno dato vita ad un'iniziativa davvero lodevole.
Forse un caso, ma è partita da un professore di filosofia. Finalmente la virtù non è solo premio a se stessa, ma presa di posizione condivisa e premiata.

Forse i ragazzi di ora non hanno bisogno di gente che gli insegni scorciatoie, ma che li inorgoglisca nel cogliere i frutti della loro fatica.

05 novembre 2009

Un volto nuovo di Londra



Riprendo, dopo tanto tempo. Faccio finta di nulla e non do spiegazioni del silenzio intercorso...

I primi di Ottobre sono stato a Londra. L'ennesima volta, è vero, ma mai come stavolta ho visto un'altra Londra.

Innanzitutto premetto che non ho fatto vita notturna. Avevo bisogno di riposo, di serena distrazione.
Un vecchio? Forse, ma mennefotto.

Mio zio era morto il giorno prima della mia partenza, dopo alcuni giorni senza mai riprendere conoscenza.
Io non l'ho mai visto in questi giorni, e sono partito durante il suo funerale.
Una fuga, praticamente.
I sensi di colpa si mischiavano alla strana sensazione di vuoto che la morte scava dentro ad un essere assolutamente avulso dal divino e dal soprannaturale quale sono.
Sono convinto che la morte sia un problema per chi rimane, in quanto per chi se ne va nulla resta e nulla sarà: con queste convinzioni, la fine di tutto fa paura e quando ti si para innanzi è sempre difficile far finta di nulla.

Questa premessa spiega la necessità di staccare la spina.
L'odio che ho della confusione dantesca discotecara e la necessità che personalmente ho di pensare per superare i momenti difficili (e non di non pensare, come fanno molti) spiega il "rifiuto" di vita notturna e il rifugiarsi in passeggiate nei parchi e nelle chiacchierate davanti al fuoco serali e nel tè delle 5 (tradizioni e sicure scadenze).

Riprendendo il filo, ho visto un'altra Londra. Una Londra solare (sembra assurdo, ma non scherzo), serena, senza corse, senza folla e senza traffico.
La consiglio a chiunque, soprattutto in questo periodo perché la sterlina a 1,1 euro è un'occasione per vedere Londra senza "impoverirsi" e comprare anche qualche bella cosa (nei negozi di vestiti, soprattutto, i prezzi con questo valore della sterlina sono sensibilmente più bassi che nel resto di Europa; basta andare in negozi con tiratura europea - ad esempio GAP - che mostrano i cartellini con il doppio prezzo e farsi due rapidi calcoli per capire la differenza).

Certo, io ho la fortuna di avere un'amica che abita in una zona fantastica e fuori dei normali "circuiti", zona che in altre occasioni non avrei mai conosciuto.
Abita a Belsize Park, una zona al limite della ZONA 2, racchiuso tra due parchi: Pimrose Hill/Regent's Park e Hampstead Heat.

Nel quartiere ci sono principalmente case basse, con appartamenti con grandi bow windows affacciate sulla strada.

Dietro casa della mia amica c'è il "villagge" di Belsize (Belsize Terrace), con i suoi negozietti a misura di uomo, con le coppie giovani che passeggiano tranquilli spingendo la o le carrozzine.
All'angolo c'è il negozietto delle specialità, in cui si possono comprare dei fantastici bagels (portati a casa, scaldati, spalmati di philadelphia e coperti di salmone affumicato sono fantastici e sono un brunch tipicamente newyorkese).

Insomma, un posto fatato.

Il primo giorno il tempo ci ha accolto bene e ci ha permesso di fare un bel giro per Pimrose Hill, con la sua vista su Londra e i suoi scoiattoli e i suoi campi pieni di bambini che giocano a calcio.

Nel pomeriggio, invece, passeggiata al centro, tra Leicester Square e Covent Garden per poi deviare fino a Hamleys, in Regent Street.
Cinque piani di giocattoli per tornare bambini (vedere qui e qui).

La sera riposo e chiacchiere con un bel bicchiere di vino (e dopo di grappa) di fronte al fuoco, aggiornandoci tra buoni amici sulle rispettive vite.

Il giorno, dopo una bella dormita, passeggiata lungo il canale fino al mercato di Camden Town. Costruito in vecchie stalle, per anni posto di nicchia e mercato per le persone più "strane", ora in realtà ha perso grande parte del suo fascino per diventare posto alla moda sempre pieno di gente.
Dopo l'incendio di un paio di anni fa (vedere qui e qui), inoltre, il posto ha perso parte della sua identità, rimanendo comunque un posto fantastico per fare una passeggiata, per vedere negozi, per assaggiare cibo di tutte le parti del mondo, assaggiando nelle varie bancarelle quanto viene offerto per attirare l'attenzione dei passanti.
Se poi si vuole vedere un posto davvero strano, allora basta andare al cyberdog, un negozio di persone davvero fuori dal mondo!

Inoltre, il posto è bello da vedere anche se fosse completamente vuoto. E' un vecchio borgo seduto in riva al canale, con le sue chiuse che permettono di navigarlo, con i suoi ponti che rendono il tutto molto "nordico".

Nel pomeriggio siamo stati inglesi perfetti. Dopo un riposo post pranzo (pranzo con uova sfrittellate, bacon, baked beans e pane imburrato), passeggiata nel parco di Hampstead Heat e poi nel quartiere, da Louis Pastisserie, con tè delle cinque e fetta di torta di dimensioni inimmaginabili qui in Italia, servite su un ampio carrello e che ti fanno venire fame solo a vederle.

La sera birra e musica rock dal vivo prima di cena e poi di nuovo chiacchierate con Doors e Led Zeppellin e Cure e Deep Purple e camino e alcool.

Ultimo giorno, visita al castello prima di partire, ma davvero è stato il "meno" della mia visita.

Vorrei raccontare di più, soprattuto vorrei raccontare meglio, ma il tempo è finito, lo spazio anche, la voglia pure.
Stop

10 settembre 2008

A volte ritornano...

Eh si eh si eh si

Sono ancora vivo in effetti, anche se non si direbbe.
Sono anche in forma, solo privo di tempo e, forse, di idee da buttare giù su carta.
Il problema è che ho vissuto molto, e chi vive molto ha poco tempo per scivere della vita.
Ho fatto un bel bagaglio di sensazioni, i miei occhi sono pieni, la memoria è a lavoro, le dita non riescono a stare dietro a tutto.
Il lavoro mi riempie il tempo, purtroppo, e vorrei usarlo in modo più soddisfacente.

Intanto, la mia "idiosincrasia" per alcune cose di questo paese si sta accentuando.
Accompagnata da una simile idiosincrasia a determinati tipi di lavori.
E' tempo di progettare dei cambiamenti; saranno le occasioni, le scelte ed il tempo a determinare con me quanto questi cambiamenti saranno profondi.
E' tempo che una parte di me muoia di nuovo, per dar vita ad una nuova, anima/fenice in continua rinascita dalle proprie ceneri.

Intanto, appena posso assaggio aria estera o almeno non romana, e l'agenda è piena (da qui a Gennaio: Milano, Venezia, Francoforte, Parigi, Berlino, Barcellona, sagra del fungo porcino di Oriolo, sagra delle castagene a Soriano).

Ho rinunciato, per mancanza di tempo, a riportare le indicazioni delle vacanze, che tanto mi piaceva fare, rivivendo passo passo i posti con la mente.
Una sola cosa voglio lasciare alla memoria di questo blog...
si, tesoro mio, hai ragione: quel giorno nella campagna londinese, ascoltando Neil Young, abbiamo vissuto uno dei "Giorni" (con la "g" maiuscola) della nostra vita.



...anche perchè il cantante di young ha solo il nome e non so quanti concerti farà :-)
(dovevo smorzare la solennità del momento, è stato più forte di me!)

ps: ho provato a postare il video del primo pezzo del concerto, ma, a parte i dubbi sul "copirait!!", era enorme!!
accontentiamoci di questo

12 agosto 2008

Letture sotto il sole


Sto ancora cercando il tempo per rendere conto del viaggio a Londra ed in Salento, ma il tempo è la nuova misurazione della ricchezza ed io non sono mai stato ricco.

Ne approfitto per fare riferimento ad un libro leggero ma non banale, assurdo ma non troppo, geniale ma a volte terra-terra.

Secondo della "trilogia di cinque libri" di Douglas Adams, mi è piaciuto più del suo "antenato" "Guida galattica per autostoppisti".
Ironico, profondamente leggero, seriamente demenziale, dissacratore... mi calza a pennello in questa fase della mia vita.

Ecco due estratti, ma si dovrebbe trarne una citazione ogni tre pagine.



[...]
In quella arrivò il cameriere.
- Volete vedere il menù - disse - o preferite conoscere il piatto del giorno?
- Conoscere? - disse Arthur.
[...]
Un grande animale del genere bovino si avvicinò al tavolo di Zaphod Beeblebrox. Era grosso, con occhi acquosi, piccole corna e sulle labbra qualcosa che poteva somigliare ad un sorriso accattivante.
- Buonasera - disse, accovacciandosi in terra. - Io sono il principale piatto del giorno. Vi sono parti del mio corpo che vi interessano particolarmente? - borbottò e farfugliò qualcosa tra sé, si mise in una posizione più comoda e osservò Beeblebrox e gli altri con aria tranquilla.
Arthur e Trillian fissarono l'animale stupefatti. Ford Prefect scrollò le spalle, Zaphod Beeblebrox invece lo scrutò famelico, con l'acquolina in bocca.
- Forse preferite un pezzo di spalla? - disse la bestia. - un bel brasato al vino bianco?
- Ehm, un pezzo della vostra spalla? - disse Arthur inorridito.
- Ma certo, signore - rispose felice l'animale. - Non posso certo offrire la carne di un altro.
Zaphod scattò in piedi e cominciò a palpare con l'aria di apprezzamento la spalla del piatto del giorno.
- Ma anche il posteriore è ottimo - mormorò la bestia. - Ho fatto ginnastica e mangiato un mucchio di cereali, perciò c'è tanta buona carne, qua dietro. - Emise un lieve grugnito, bofonchiò qualcosa tra sé, ruminò un pò, poi riprese il discorso.
- O preferite lo stufato al brasato? - chiese.
- Vuoi dire che questo animale vuole veramente che lo mangiamo? - disse Trillian, rivolta a Ford.
- Io? Io non voglio dire proprio niente - replicò Ford, con sguardo vitreo.
- Ma è orribile! - esclamò Arthur. - E' la cosa più abominevole che mi sia mai toccato sentire.
- Che cosa non va, terrestre? - chiese Zaphod, esaminando l'enorme deretano dell'animale.
- Che non voglio mangiare una bestia che mi sta davanti agli occhi viva e che mi invita a mangiarla - disse Arthur. - E' disumano.
- E' sempre meglio che mangiare un animale che non vuole essere mangiato. - disse Zaphod.
- Non è questo il punto - protestò Arthur. Poi ci pensò un attimo e disse: - E va bé, forse è proprio questo il punto, ma adesso non ho nessuna voglia di pensarci. Perciò mi limiterò a ... ehm... mangiare un piatto di insalata.
- Posso esortarvi a prendere in considerazione il mio fegato? - disse la bestia. - A quest'ora dovrebbe essere tenerissimo e molto nutriente, perchè sono mesi che mi sottopongo a una dieta abbondante e ipervitaminica.
- Un piatto di insalata - disse Arthur, con enfasi.
- Un piatto di insalata? - grugnì l'animale, rivolgendo ad Arthur un'occhiata di rimprovero.
- Non vorresti mica dirmi per caso che faccio male a prendere un insalata? - disse Arthur?
- Bè - disse l'animale - conosco molte piante d'insalata che non esiterebbero a rispondervi di si. Ed è proprio per questo che alla fine, per porre un rimedio al problema, si è deciso di allevare un animale che volesse veramente essere mangiato e fosse in grado di dirlo chiaramente, senza mezzi termini. Ed eccomi qua, infatti.
- Senti, - disse Zaphod - vogliamo mangiare, non filosofare, Quattro bistecche di prima qualità.
L'animale si alzò faticosamente in piedi, con un lieve grugnito soddisfatto.
- Un'ottima scelta, signore, se mi consente. Vado subito a spararmi.
Si girò e strizzò l'occhio ad Arthur con aria amichevole.
- Non preoccupatevi, signore - disse. - Sarò molto umano con me stesso.



- Mi chiedo in ogni modo di chi sia questa nave - disse Arthur.
- E' mia - disse Zaphod.
- No, intendevo il proprietario vero.
- Ma sono io - insistette Zaphod. - Senti, la proprietà è un furto, no? Ne consegue che il furto è proprietà. Perciò questa nave è mia, chiaro.
- Dillo alla nave - segguerì Arthur.

04 agosto 2008

La verità svelata... e di nuovo coperta

Quando un gesto riesce a spiegare una realtà meglio di mille parole.

A Palazzo Chigi si è scelto di eseguire le conferenze stampa in una sala con alle spalle il quadro "La verità svelata dal Tempo". In questo quadro, però, la Verità mostra con semplicità il suo capezzolo (d'altronde è stata svelata, no?).

Oibhò, cosa penseranno tutti i telespettatori vedendo il capo del governo parlare con un capezzolo in primo piano dietro il capoccione a fatica coperto da capelli tirati da tutte le parti?
E poi cosa è tutta questa verità svelata? La verità non è cosa da mostrare in televisione!
Ed ecco che, magicamente, la Verità è stata ricoperta, smussata, mascherata, trasformata in qualcosa che possa essere più facilmente digerita ed accettata.
Il seno è stato coperto con due pennellate, un passaggio di cerone... non importa il valore della Verità, si nasconda tutto pur di non urtare i telespettatori.

Ecco che un quadro estremamente allegorico con sole due pennellate in più è diventato ancora più allegorico, spiegando senza parole cosa davvero pensi della Verità questo esecutivo.

Almeno ora ci permettano di andare in giro a disegnare baffi sui quadri più famosi senza per questo punirci.
Oppure si vadano a rivestire tutte quelle statue che mostrano le pudenda in pubblico: un bel pannolone a tutti, e magari una t-shirt per coprire il petto.

Che tristezza...

30 luglio 2008

Non so cosa fare...

Aiutatemi a capire...


cerco davvero un aiuto, non so come comportarmi, mi cadono le braccia.
Ho un abbonamento telefonico con una compagnia italiana, l'unica presente sul mercato quando ho cominciato la mia avventura nella telefonia mobile: la XXX.
In particolare, ho un vecchio abbonamento, molto conveniente, e non l'ho mai cambiato, nonostante mi abbiano offerto mille volte di modificarlo.
La XXX ha un suo programma interno, una raccolta punti con regalo: una cosa stupida a cui ho partecipato volentieri solo perchè, tra i premi, ci sono donazioni per Save the Children.
L'altr'anno ho inviato il mio contributo, non ricordo se di trenta o sessanta euro.
Poca roba, ma almeno qualcosa.
Quest'anno volevo rinnovare la donazione, ma c'era qualcosa che non quadrava.
Nella descrizione dell'invio non era specificata la cifra, ma una frase criptica: "2.500 'punti' sono sufficienti ad assicurare l'accesso a scuola per un anno a due bambini nella Repubblica Democratica del Congo".
In generale, quando posso, non amo fare le cose senza vederci chiaro, e così chiamo il servizio clienti. Il quale, poco servizievolmente, mi dice che non è compito loro ma di chiamare un altro numero.
Chiamo questo numero, mi risponde una ragazza che, gentilmente, mi chiede come mi può aiutare.
Buongiorno X, vorrei donare le lune a Save the Children, mi può aiutare a capire in cosa consiste la donazione?
X, servizievolmente, mi legge quello che è scritto sul sito, esattamente ed identicamente e semplicemente quello che c'era sul sito.
Allora le dico che sono già stato sul sito, ma vorrei MAGGIORI informazioni.
X, oramai non più servizievole come all'inizio della telefonata (ma le pagano a numero di telefonate giornaliere le persone ai call center?), mi dice che non può aiutarmi maggiormente e che se voglio posso telefonare a Save the children.
Perfetto, non mi scoraggio anche se già mi sono stufato (ma guarda te se per regalare una cosa devo pure telefonarti e farmi spiegare cosa è); anzi, ne approfitto per farmi spiegare qualcosa di più del progetto e come posso assicurarmi che queste donazioni gli arrivino sul serio (visto che anche questa informazione è completamente assente dal sito di XXX).
La signora che mi risponde dice che non si occupa del progetto e mi rigira nuovamente (ma perchè vi piace tanto rimpallare le persone? L'avete fornito voi questo numero a XXX per avere informazioni sul progetto!).
Finalmente riesco a parlare con una persona che sembra potermi rispondere con dovizia di particolari e mi specifica che XXX fornirà loro 30 euro.
Le dico che mi sembra molto poco e che quanto è scritto sul sito di XXX, ovvero "sufficienti ad assicurare l'accesso a scuola per un anno a due bambini nella Repubblica Democratica del Congo", mi sembra fortemente lontano dalla realtà, "a meno che a voi non bastino 15 euro a bambino per un anno intero per libri e scuola".
La mia interlocutrice prima dice "ah, davvero hanno scritto così?" e io le spiego tutto, le leggo il testo, le dico che dovrebbero vigilare su una cosa simile.
A quel punto lei dice "sa, ricevo ogni giorno telefonate del genere, e molti, dopo essersi informati con noi, preferiscono non proseguire con la donazione tramite XXX".
Ed io capisco: capisco che quella frase è stata scritta appositamente, che non gli interessa modificarla a nessuna delle due parti, che sto perdendo il mio tempo.
Oramai innervosito, chiedo se possono indicarmi anche come essere sicuro che i soldi siano realmente inviati da XXX a loro.
"Vede, XXX ci invia una lista di nominativi e la somma totale erogata..."
"Scusi se la interrompo... la cifra totale? Quindi non avete un modo di verificare quanto ha inviato ognuno? Non avete modo di avvertire ogni donatore che la cifra esatta vi è stata inoltrata? Non vi è controllo?"
"In effetti no. In ogni caso, quando ci arriva la lista, noi provvediamo ad inviare una lettera personale di ringraziamento".
"Davvero? Io l'altr'anno non ho ricevuto nulla..."
"Aspetti, mi faccia controllare... bè, anche l'altr'anno la politica era di inviare lettere di ringraziamento..."
Quindi, ho scoperto che i messaggi sono mal formulati (speriamo non appositamente), i soldi sono pochi, i metodi di controllo fallaci, il buon fine della donazione difficilmente verificabile.

La domanda è: ora che devo fare? Non mi va più di donare quei soldi, ma non mi va neanche di farla passare liscia... cosa faccio? Help
Ho scritto alla AGCM, ma non è, credo, l'organo adatto...

25 luglio 2008

Saluti...


Il passato passa; ma lascia dei piccoli segni in noi.
Anche l'evento più piccolo che ci accade, ci modifica un poco e ci rimane appiccicato addosso.
Ecco che alcune persone, alcuni oggetti o luoghi o suoni che ci incrociano anche per pochi attimi vengono ad avere un'importanza enorme, per noi e dentro di noi.
Quando le cose cambiano, allora, noi siamo sempre un pò restii ad accettarlo, perché il cambiamento porta via un poco di noi.


Ieri all'Eur si è sentito un enorme boato, ed una nuvola di fumo enorme si è innalzata minacciosa.
Si è pensato al peggio, ma i bene informati sapevano: ieri è stato "giustiziato" il velodromo dell'Eur.
Costruito per le Olimpiadi di Roma del 1960 era ormai un vecchietto immobile e dimenticato.
E sicuramente (?) il nuovo centro sportivo/albergo/piscine/superpalestra sarà molto più utile e bello.
Ma per me, che ogni tanto scavalcavo con gli amici, dopo aver fatto sega a scuola, per giocare a calcetto nella sua pancia, è un pezzo di me che si dissolve in una nuvola di fumo.

Sarà colpa di Disintegration dei Cure, ma ho una nostalgia oggi, pensando al Velodromo...

18 luglio 2008

Varie ed eventuali

Innanzitutto, auguri a quell'idiota di mio nipote.

Poi, devo a tutti costi scrivere la genialità detta da mia nipote, di quattro anni ma che già è capace di incartarti a parole.

Madre - Perchè hai fatto la monella oggi?
Figlia - Mamma ho un diavoletto nella pancia che mi dice sempre di fare le cose sbagliate
Madre - Si, ma nel cuore hai anche un angioletto, tu ascolta lui
Figlia - E' vero, mamma, ma nn sai che succede: parlano sempre insieme e io nn capisco nulla!

E' un genio! A parte che mi colpisce che metta il diavolo nella pancia e non nel cuore o nella testa: da sempre la pancia è il centro dell'istinto e lei lo ha identificato subito.
E' una frase troppo bella. I bambini andrebbero studiati giorno per giorno, sarebbero da riprendere e rivedere ogni tanto per ricordarci di cosa sono capaci!

Infine, devo dire che mi mancano alcune persone, i loro pensieri, le loro assurdità intelligenti, i sorrisi pensanti, le parole grondanti di significato.
Forse è sciocco, perchè non è che siano scomparse, nè è impossibile incontrarle.
Ma è tanto che non condivido con loro pensieri, e mi spiace.

16 luglio 2008

Ritorno

Finalmente di ritorno.
Riposato, rilassato pur avendo dormito poco, arricchito di immagini e sensezioni.
Mi propongo di fare, prima o poi, un resoconto della vacanza... se solo avessi un poco più di tempo, avrei la certezza di farlo, ma per ora me lo propongo e basta.
Un bel post, con immagini e mappe, con consigli e indicazioni, foto e sensazioni di corredo.
Per ora, posso solo dire che penso di aver capito uno dei motivi per il quale mi piace Londra.
Con l'euro, con la globalizzazione, il viaggio è sempre di meno rima con cambiamento. Qui, con una moneta diversa, con la guida diversa (quante volte si rischia di essere investiti), colori odori e sapori diversi, ho l'idea del viaggio come cambiamento, cosa che andando in Spagna, Germania o Francia non ho avuto.
E poi gli odori...
Al momento in cui scrivo ho smesso di fumare da 4 anni, 5 mesi. Non sono mai stato un fumatore "vero", ho sempre fumato poco; poi, semplicemente, ho smesso. In casa, nel cassetto, ho ancora il pacchetto di Malboro Lights che avevo in tasca quel giorno.
La cosa che mi colpisce di più dell'aver smesso di fumare é il sentire mille odori in più.
Il che, d'estate in autobus può non essere una fortuna... ma qui a londra lo è: sarò esterofilo, ma l'odore di Londra mi piace...
Sa di etnico, sa di tante cose, sa di pioggia, sa di parchi e di fiori.Certo, devo ammettere che la "mia" Londra è un poco particolare, perchè ero ospitato in una casa bellissima in un posto fantastico... però quell'odore di curry e fiori e pioggia e altro mi piace
Infine, devo dire che il periodo era perfetto per il viaggio.
Il mio inglese è migliorato, il mio concetto di Londra si è invece ridimensionato: offre tanto, ma toglie davvero tantissimo.
Costosa, ingombrante, ipertassata... città difficile, e sempre più violenta.
Se proprio dovessi andare via da Roma, non sono più tanto sicuro che Londra sarà la mia meta.
E ora non vedo l'ora di rituffarmi nella "mia" Roma.

19 giugno 2008

Penso

Penso... e questo è già un fatto positivo... forse...

Penso che l'otite è una gran rottura di cojoni.
Penso che non sto vedendo da molto alcune persone e questo mi dispiace.
Penso che mi spiace ancora di più che quelle persone non le sto neanche sentendo e che, a volte, fa piacere anche essere cercati.

Penso che il mio lavoro mi sta stancando, è ora di cercare di cambiare di nuovo.
Ma sono fermo, e mi ci vorrà un poco per rimettermi in moto.
Penso che Londra, questa volta, non la considererò un cambiamento troppo grande... anzi, spero di avere la possibilità di valutare questa ipotesi.

Penso che gli straordinari detassati siano solo una gran boiata: non fanno assumere più persone, sono un freno per nuove assunzioni e per aumenti di stipendio ("non posso darti di più, se vuoi puoi lavorare di più!") e che propongano uno stile di vita che non condivido: va bene lavorare per guadagnare, ma poi si deve anche avere il tempo di spenderli, quei soldi.

Penso che i militari in città siano una cazzata pazzesca: non sono addestrati per pattugliare città, diventano un pericolo e non un'arma in più per la pubblica sicurezza.
Penso che i militari in città siano solo una scusa per aumentare le spese dell'esercito (alla voce "spese di guerra" si vede che vi erano valori troppo bassi) e che saranno un danno: i poliziotti ed i carabinieri dovranno fare da balia a loro e difendere noi.

Penso che il blocco dei processi sia una porcata così grande che mi viene tristezza solo a pensarci: di solito si dice "mi serve maggior efficienza, aumentiamo le persone".
Qui, invece, si vuol far passare un favore personale come una grande e geniale azione per la sicurezza di tutti.

Penso che gli italiani non meritino tutto questo; ma poi penso che li hanno votati, e che sono anche contenti (ultime rilevazioni) delle misure sino ad ora adottate.
Quindi, penso che almeno IO non merito tutto questo.

Penso che questi giorni, fiaccato da antidolorifici, antibiotici e antinfiammatori, forse sono diventanto anti tutto.
E quindi penso che sia il caso di tacere. 

"Tutti conosciamo la stessa verità: la nostra vita consiste in come scegliamo di distorcerla. "

12 giugno 2008

Campana


Campana.
Sono una campana.
Continuo ad esserlo da quando sono piccolo.
Ho sempre bisogno di un innesco, ho bisogno di chi mi metta in movimento.
Poi emetto suono, anche bello, anche ad alto volume, e continuo a vibrare per ore. Ma quell'innesco mi serve. Devo averlo.
Se poi sono già in movimento, la forza che serve sulla corda è anche inferiore, basta il movimento.
Se, invece, sono oramai fermo, se sono fermo da molto, la corda va tirata con forza, e ci vuole pazienza prima che io riesca davvero a vibrare di nuovo.
Il problema sarà nel batacchio?!? (Mi faccio da solo questa battuta prima che me la faccia qualcun'altro ;-))


Uno studio ha dimostrato che le mosche stupide vivono più a lungo, perchè l'attività cerebrale le "consuma" prima. E' per questo che sto scrivendo di meno, questo periodo, per garantirmi almeno una settimana di vita in più... parafrasando Woody Allen, "smetterò di pensare, vivrò una settimana in più e in quella settimana pioverà".


Sto leggendo "Grammatica della Fantasia" di Rodari: penso proprio che ne scriverò degli estratti qui, perchè è davvero davvero interessante.

30 maggio 2008



Mannaggia mannaggia, non riesco a trovare il tempo per raccontare un poco di Valencia.
Evvabbè, per ora dico solo che è bella anche se piccola. Piccola per uno che viene da Roma... ma anche piacevole proprio perchè non conosce traffico e sovraffollamento.
Il viaggio RyanAir anche questa volta è costato molto poco (una quarantina di euro a testa) ma, a differenza delle altre volte, qui arrivare dall'aeroporto alla città è stato facile ed economico.
Infatti, dall'aeroporto si prende direttamente la metropolitana: 1,80 euro, 20 minuti di metro e si è al centro.
L'hotel l'avevamo trovato con un'offerta su www.venere.it. Hotel Astoria. Grandioso, al centro di Valencia (praticamente a piazza dell'Ayuniamiento), stanza grande e pulita, cassaforte, palestra e jacuzzi in un attico, al nono piano con vista sulla città... il tutto ad 80 euro a notte.

Per il resto, racconterò quando avrò tempo.

PS: voglio far notare una notizia che mi hanno fatto andare fuori di testa anche oggi.

Il vicesindaco di Treviso ha perso l'occasione di stare zitto. Io faccio notare solo che la sua ignoranza è fuori dal comune (se si vede il video, dice che la sua decisione è motivata da motivi di "economia floreale... insomma... no ma... insomma per gli animali"). Per il resto, ognuno si faccia la sua idea guardando qui.

28 maggio 2008

Fanculo



Oggi vorrei parlare di Valencia, di quanto è carina ma piccola, di quanto sia a dimensione di uomo e quindi forse strana per un romano come me; di quanto sia facile raggiungerla e di quanto io sia stato contento di raggiungerla con la mia lei; di quanto sia stato economico andarci, e di qualche consiglio per gli altri; di quanto sarebbe stata bella se ci fosse stato il sole e se non fosse stato tutto chiuso di domenica.
Ma oggi mi rode e mi devo sfogare, parafrasando "La 25-esima ora".
Valencia tornerà, con le sue foto, insieme al mio sorriso.

Fanculo alla benzina che aumenta sempre.
Fanculo a noi, che continuiamo a prendere la macchina.
Fanculo a 10 km fatti in 40 minuti.
Fanculo a questo caldo afoso fuori stagione, non hai motivo di esistere, scompari.
Fanculo a questi vestiti che devo indossare, solo con calzoncini ed infradito forse riuscirei a sopravvivere.

Fanculo alle persone che non si fermano davanti alle strisce, e che addirittura fanno gesti alla povera ragazza di colore che sta attraversando: sei un povero demente, non te ne accorgi?
Fanculo anche a chi ringrazia quando ti fermi sulle strisce, è un vostro diritto, non mi dovete ringraziare.

Fanculo a questo governo, non avete fatto ancora nulla di male, ma state leggittimando arroganza e violenza.
Fanculo a chi fa violenza, vorrei credere che la pagherete, ma so che purtroppo non sarà così.
Fanculo a chi crede che la legge sia solo per gli altri e che le regole non dovrebbero esistere: non vedete che poi rimane solo la legge del più forte? Puzzate di ingenuità posticcia, non di sincero candore.
Fanculo agli arroganti, a chi fa soprusi, a chi impone la legge del più forte: mi fate vomitare e nel vomito spero di vedervi finire.
Fanculo ai buttafuori violenti, siete il prototipo di un mondo che dovrebbe scomparire: la forza dovrebbe difendere la debolezza, non schiacciarla.
Fanculo alla Chiesa, per una volta sono d'accordo con voi, ma dovete smetterla di fare politica.

Fanculo ai genitori che portano i bambini a scuola, che parcheggiano in 100 davanti al cancello: siete delle bestie e state coltivando piccole bestie, abituati a pensare che la comodità di parcheggiare vicini vada oltre il rispetto dovuto alle altre persone.
Fanculo a chi ti risponde "Un attimo!", non voglio aspettare neanche un secondo del mio tempo per il tuo fottuto interesse.
Fanculo a chi crede che gli altri siano ostacoli, non persone.
Fanculo a quei genitori che hanno appena lasciato il bambino a scuola, con la macchina parcheggiata di traverso e rimangono lì, con l'amico, a fare commenti sulla bella ragazza in gonna che sta passando e che ha il seno grosso: sembrate usciti da un film sulla Sicilia di cinquanta anni fa, dite dite, ma sicuramente non fareste nulla, perchè siete solo una rappresentazione di uno stereotipo ridicolo e senza palle, ridicoli figli dei film porno.
Fanculo a quelle donne che, appena prima di lasciare i figli a scuola, gli lasciano perle di saggezza del tipo "mi raccomando, fai di tutto per non farti interrogare e, se vedi alle brutte, fai finta di stare male e chiama che ti vengo a prendere".

Fanculo a chi viene a lavoro, timbra, e poi esce per andare a prendere il caffè in giro per l'EUR: siete dei ladri, ma sicuramente sareste i primi ad attaccare chi ruba una mela per fame.
Fanculo ai capi che non sanno portare in alto con sé i loro lavoratori, ma li vedono solo come qualcosa da sfruttare.
Fanculo agli aumenti, dovrebbero essere un diritto, dovrebbero essere automatici ed annuali, non una richiesta.

Fanculo al mondo, così dannatamente storto: che cosa sta succedendo?

No, fanculo a te, Ale, che ti lamenti del mondo ma non riesci a fare nulla per cambiarlo se non progettare di andartene e non farlo mai, e che ti fai contagiare senza filtro da questo clima di intolleranza.

Oooo
Ora mi sono sfogato, posso tornare a stamparmi sul viso un sorriso positivo e fiducioso.
Buona giornata a tutti.

22 maggio 2008

FUOCO PURIFICATORE

Sarà che a Napoli pensano di risolvere il loro problema bruciando tutto... ma proprio tutto tutto.
Sarà che molti hanno deciso che una molotov sia una soluzione...
Sarà che la destra è tornata al governo.
Ma questi giorni mi sono un poco interrogato su questo concetto: il "fuoco purificatore".

Ma da dove è nata questa espressione?
E' di una violenza inaudita, oltre che essere, a mio avviso, del tutto errata.
E' vero, se cade qualcosa a terra con un accendino cerchiamo di sterilizzarla; ma in tutte le altre occasioni il fuoco non purifica, ma distrugge.
E' l'acqua quella che purifica, e non solo in un concetto cattolico/religioso...

E' l'acqua che pulisce, che linda, che deterge e poi lascia tutto come prima.

- certo, un elemento idrosolubile non sarebbe d'accordo con questa mia ultima affermazione, ma correrò il rischio di offendere l'idrosolubile amico per un attimo (m'è venuta in mente la scena del biscotto torturato nel latte nel film Shrek... mha!) -

E l'acqua è l'opposto del fuoco.
Il fuoco distrugge, trasforma, rende irriconoscibile, non ci vedo purificazione in questo.
E spesso la pulizia fatta è solo illusoria. Sembra più un concetto di punizione che un concetto di purificazione.

In fondo, questo concetto corrisponde al sentimento diffuso in molti e che sta tremendamente prendendo piede in questi giorni difficili.
Quella convinzione che l'unico modo di risolvere i problemi è quello di distruggere la fonte del problema stesso, con tutta la violenza di cui si è a disposizione.

Finchè sono le singole persone esasperate ed in difficoltà ad avere un simile atteggiamento, il problema è grave ma circoscritto.
Ma quando è la società stessa a spingere in questa direzione cosa possiamo sperare per il futuro?

Sono tempi difficili
(pensieri in libertà, mi si perdoni se sono poco chiari)

19 maggio 2008

Riflessione


Da piccolo a volte ho sperato di sentirmi triste e male pur di sentirmi vivo.
Che sciocchezza.
Invece di vivere, volevo che qualcosa mi facesse sentire vivo.
Qualsiasi cosa, anche brutta.
Una vita istillata. Così abituato, da film e pubblicità, a pensare che i sentimenti debbano essere condensati e densi ogni secondo della nostra vita, da non riconoscere tutte le cose che mi circondavano.
Gocce di vita, come se solo gli eventi grandi fossero davvero degni di nota ed il resto fosse solo "volume".
Perché "quotidianità" è diventata sinonimo di "noia"?
Quello che ho è ciò che ho costruito, la somma delle mie scelte, delle mie azioni, delle mie relazioni.
E mi piace dannatamente coccolarmi le cose e le persone che mi circondano.
Anche se, ovviamente, a modo mio, un poco orso.
Certo, io voglio di più.
Ma quello che ho non è più un mondo da cancellare, ma la base da cui partire.
Questo significa che sono invecchiato? Non lo so, ma sicuramente non penso più, come da pischello, di voler morire prima dei quaranta anni.
Non per paura, ma perché ho troppe cose ancora da imparare, da fare.
Felice è chi muore potendo dire "ho vissuto, ho fatto quello per cui sono nato".


Giovedi sera cena con i miei vecchi colleghi.
E' bello vedere che l'intesa non si è persa, è bello vedere che ci si ritrova ancora
E', invece, più preoccupante vedere che certe situazioni non cambino mai e che certe persone siano ancora "capoccione", anzi, addirittura involute.
In ogni caso, Antica Birreria Peroni ci ritroveremo... ah, se ci ritroveremo!
ps: buoni i wustel bianchi! Ma come diamine si chiamavano??
E i cerveland con i fagioli all'ucelletto mi ritroveranno presto al loro cospetto.

09 maggio 2008

Neve in primavera

Mi spiace tanto per chi soffre di allergie, ma in questo periodo i miei occhi sorridono.
La mattina, quando porto il cane, mi fermo all'entrata del parchetto e il prato è in controluce.
Vedere tutto questo polline di pioppo piroettare nell'aria pulita (a quest'ora lo sembra) mi piace davvero tanto.
Una nevicata calda e in controluce che mi fa pensare a certe immagini di film e cartoni giapponesi: una leggera brezza, tutto immobile se nn fosse per questa neve primaverile nell'aria.
Allergici di tutto il mondo, perdonatemi.
Ps:tornando al vecchio discorso di quanto sono cittadino, ho dovuto visitare wikipedia per capire cosa fosse un pioppo... ;-)


Sempre per parlare in libertà: cè stato il terremoto a Roma.
L'ho sentito, ero sdraiato a letto, mi sono svegliato.
Lo so che sono scemo e probabilmente sciocco, so che è insensibile perchè non ne ho mai visto il reale effetto devastante, ma... mi è piaciuto.
Mi ha riportato alla memoria anche quello che ci fu molti anni fa a Roma. Ero per strada, a chiacchierare con amici... il rombo assordante, tutto che vibrava, una sensazione di "oppressione"... pochi secondi, e poi una sensazione di gioia perchè nulla era successo, di impressione per la potenza della natura.
Kant diceva che questi eventi caratterizzano il Sublime che colpisce a livello emotivo, nel profondo... ed essendo l'ultimo dei romantici forse non potevo fare a meno di rimanere colpito.

02 maggio 2008

Senza un titolo, senza un perchè

Cominciamo dal faceto-tecnologico-utile: ho scoperto che esiste un yahoo-ecologico: http://www.ecocho.com/.
Facendo qui le proprie ricerca, sembra si finanzi il rimboscamento di alcune zone.
Dico "sembra" perchè non ho trovato conferme a questa informazione.
Stando alle loro informazioni, attualmente stanno rimboscando un'ampia zona in Australia... forse non è che ci interessi ancora direttamente, ma è un inizio.

Proseguo con una nota: ho conosciuto un posto (BIR & FUD) che appassionati di pizza e birra devono andare a vedere... Vi è sia il negozio (birre da ogni dove, ma anche formaggi, salse, ricercatezze...) sia il ristorante/pizzeria (a trastevere, non è costosissimo ma consiglio di non lasciarsi andare troppo agli antipasti).
Informatevi e andate, vi assicuro che ne vale la pena.
:-)

Infine, qualcosa di davvero inutile: pare che si stia studiando un chip che permetta di inviare messaggi "profumati" tramite il cellulare... si raccomanda di non usarlo mentre si è in bagno
:-)

28 aprile 2008

Barcellona in un giorno



E anche Barcellona è andata.
E' stato moooolto più faticoso che andare a Venezia, ma ne è valsa la pena.
18 euro di aereo, 1, 30 di volo.
21 euro di pulman, 70 min di viaggio (90-120 euro se avessi preso il taxi o 100 euro se avessi preso la macchina in affitto, e lì la benzina è poco costosa)

Bella. Davvero
E con un'aria allegra e festosa.
Alle 9.30 ero a Barcellona (stazione Nord, vicino all'arco di trionfo).
Ci siamo fatti un bel giro, davvero un bel giro (vedere qui).

Per prima cosa, visto che ci eravamo accanto, siamo passati sotto l'arco di trionfo.
Auff, nulla di che, e non si capisce bene per cosa dovessero "trionfare": un monumento senza storia e senza passato.

Poi siamo risaliti passeggiando per la "Passeig de Gracia", la via del quartiere Eixample dove gli architetti si son sbizzarriti a dar sfogo al loro genio.
Qui, passeggiando, si incontrano palazzi bellissimi ed i famosi Casa Battlò e Casa Milà.

La prima è stata costruita da Gaudì per i famosissimi "inventori" del Chupa Chups (il cui logo è stato disegnato da Dalì: si trattavano bene, i tipi).
E' bellissimo, sembra vivo, e i colori e le "scaglie" voglion ricordare il drago ucciso da San Giorgio.

Il secondo, chiamato anche "La Pedrera" (la pietraia), è il fantastico esempio di come Gaudì odiasse ogni linea retta ("Non esistono in natura" diceva sempre).
E' bellissimo e sinuoso, con ringhiere di ferro battuto dalle forme intricate.
In alto, i comignoli strani sembrano rappresentare delle teste, delle persone; si dice che a loro si siano ispirati gli inventori delle maschere dei "cattivi" di Guerre Stellari.
Sembra che la mancanza di linee rette sia una prerogativa anche degli interni. Essendo un condominio, le case dovevano soddisfare anche le necessità "pratiche" della vita di tutti i giorni.
Così una signora disse a Gaudì: "E io dove lo metto, il pianoforte? Non c'è una parete dritta". Allora Gaudì, altezzosamente risposte: "Signora, credo che lei debba imparare a suonare il flauto".

Tra i due palazzi, una mangiatina alla Cerveceria Catalana, con un panino di Jabugo che, seppur costosissimo (costa sui 100 euro al chilo) era veramente fantastico.


Poi di nuovo a piedi fino alla Sagrada Familia, sogno o incubo dello stesso Gaudì.
Gaudì morì investito da un tram, probabilmente assorto in pensieri relativi proprio a quella che doveva essere la sua opera più importante.
La Sagrada Familia fu pagata da un gruppo conservatore che ne voleva fare il centro di espiazione dei peccati di tutta la città.
Quel bigotto di Gaudì si senti tanto investito di un compito "divino" che ne fu ossessionato, tanto che, quando i costi divennero insostenibili e il gruppo committente tagliò i fondi, Gaudì pago di tasca propria o andò in giro a chiederne a chiunque.
Tutto il complesso è un inno a Dio (e Gaudì fu chiamato l'"architetto di Dio") e le guglie sono lavoratissime; a chi gli disse "Perchè perdere tempo con cose che gli uomini non vedono?" lui rispose, serafico "le vedranno gli angeli".
Una facciata è completamente dedicata alla passione di Cristo, gli ultimi giorni della sua vita e la crocifissione.
Vi è anche un "quadrato magico" dove le somme di tutte le cifre fa 33, gli anni di Cristo.
Non sono state realizzate da Gaudì, ma da un altro scultore che ha imposto il suo stile, squadrato, spigoloso, così differente dal sinuoso stile di Gaudì.
Questo stile è stato molto criticato: a me personalmente piace molto.
All'interno, stanno andando avanti i lavori, e la parte in costruzione è "la foresta", un complesso intrico di colonne che deve dare l'idea della foresta, appunto, anche per il modo in cui la luce filtra all'interno.
Purtroppo la fila per salire sulle guglie era davvero troppo lunga (2 ore!!) e abbiamo dovuto rinunciare.
Consiglio di passare alla Sagrada Familia subito, di prima mattina, se si vuol salire senza attendere ore.

Usciti dalla Sagrada Familia siamo scesi verso il mare, ci siamo fermati al Parco della Cittadella per riposare e mangiarci un panino con Jamon.
Purtroppo, mentre da noi diluviava, a Barcellona c'è stata siccità e quindi, per risparmiare acqua, la Cascada (una grossa fontana presente nel parco) era chiusa.
Scendendo per la via di Picasso (dove è un improbabile monumento-fontana, un cubo trasparente con dentro dei mobili incastrati uno nell'altro), siamo arrivati lungo le strade della Barceloneta, con vista sul porto pieno di barche.

Birretta, riposo, e siamo risaliti per le Rambla.
La mappa che ho riportato fa vedere un giro strano... in realtà esiste un ponte, da davanti al Maremagnum direttamente alla piazza di Cristoforo Colombo, con un ponte semovibile (ruota su se stesso quando deve far passare le barche).
Purtroppo, però, google maps è fatto per itinerari in macchina, e non a piedi. Il che, soprattutto nel caso di Barcellona, è un problema: la città è basata su strade intersecantesi tra loro, una in un verso ed uno in un altro... tutte a strade a senso unico, che si incrociano ogni 5 metri con altre strade a senso unico, in incroci a 90 gradi... un incubo per gli automobilisti, praticamente un incrocio ogni 5 secondi e, se non trovi parcheggio, devi fare tutto il giro dell'isolato!!!

Insomma, dicevo... Birretta, riposo, e siamo risaliti per le Rambla.
Erano circa le 16, e la gente oramai era ovunque. Le rambla erano strapiene, con gente a fare compere, artisti di strada a fare spettacoli, e ladri a rubare.
Abbiamo visto gente in lacrime dalla polizia, private di tutti i soldi e i documenti. Mamma mia.

Risalendo per le Rambla, ci siamo fermati alla Cattedrale, davvero bella, il quartiere Gotic davvero fantastico.

Oramai era ora di tornare.
Ci siamo incamminati un poco prima verso la stazione dei bus, e meno male, perchè c'era davvero il panico e abbiamo temuto di non riuscire ad entrare.

Ok, fine, ma davvero bello.

24 aprile 2008

Periodo di viaggi



Aufff
un breve resoconto delle mie ultime settimane
sto lavorando tanto e facendo tante cose
il che mi lascia poco tempo per scrivere
uno scrittore disse che la scrittura è inversamente proporzionale alla vita: più si vive e meno si scrive
è una questione di spazi

Oggi voglio affrontare il mio aspetto psicotico-viaggiante.
L'altro sabato io e il mio quarto abbiamo fatto un giorno a Venezia (di cui si possono vedere le foto nello slideshow).
Partenza alle 6.15 da Ciampino, ritorno alle 19.45 a Ciampino.
Santa Ryan-air! 40 euro andata e ritorno, 9 euro di parcheggio tutto il giorno, 20 euro di pulman da Treviso a Venezia. In totale 35 euro a testa di spostamenti.
Che sfizio! Un poco faticoso ma bello. Con il pranzo al sacco, come da pischelli.
Venezia è bella, devo ammettere. Un poco umida, forse ;-)
Murano mi è piaciuta anche di più, sinceramente: piccola, tranquilla, solare, colorata.

Tre consigli.

Uno: per andare a Murano prendete il 5, non il 41. Il secondo si ferma ogni due per tre, ci mette 15 minuti in più... anche se noi abbiamo sfruttato il tempo per rilassarci un poco, dopo una mattinata di passeggiate.

Due: il parcheggio "Alta Quota", fuori Ciampino costa 9 euro al giorno. Il parcheggio si può prenotare telefonando un paio di giorni prima. Essendo lontano, a piedi, dall'aeroporto, ti accompagnano con un pulmino (da calcolare, in caso di orario "trafficato").

Tre: se si parte con il bagaglio a mano e pesante meno di 5 Kg, conviene fare il check-in online; si può arrivare poco prima della partenza (noi siamo arrivati 30 minuti prima) e si ha anche la prelazione per l'accesso sull'aeromobile.

Sabato prossimo, pranzo a Barcellona... sarà moooolto più faticoso, ma per ora va bene così.
A fine maggio, invece, tre giorni a Valencia.
E poi, per Giugno, sono riuscito a comprare i biglietti per Italia-Olanda a Berna e i quarti (se l'Italia ci arriva!) a Basilea oppure a Vienna.
Svizzera-Austria, aspettateci!