L'essenziale è invisibile agli occhi
Sono un paio di anni che seguo, oramai, Radio Rock Italia.
Un buon "rapporto", fatto anche di "scambio".
Il sabato e la domenica più intensamente, ma anche quando sono in macchina, andando e tornando da lavoro.
Ultimamente, di mattina, è passata la lettura del Piccolo Principe, un libro che mi è sempre piaciuto molto, che sta sul mio comodino "da consultazione": semplice, lineare, ma profondo e "fulminante".
La lettura del capitolo giornaliero è introdotta da un pezzo: Passi, dei SenzaNome.
Questo pezzo inizia con un estratto della parte più citata del libro: l'incontro con la volpe.
Devo dire che, nel leggerlo, ho sempre provato un amoreodio per questo capitolo: qualche frase non mi piaceva per nulla.
Sentire questo pezzo, però, mi ha fatto venire voglia di adattare quel capitolo, così denso, ai miei desideri.
Ed ecco il mio estratto:
In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, "sei molto carina."
"Sono la volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", disse il Piccolo Principe.
"Non posso", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: "Che cosa vuol dire addomesticare?"
[…]
"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami."
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi."
[…]
"Comincio a capire", disse il piccolo principe. "C'è un fiore. Credo che mi abbia addomesticato."
[…]
"[…]Ma se tu mi addomestichi la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda!
Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano."
[…]
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "Piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi."
"E' vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E' certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".


