Internet e l'aborigeno
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19 maggio 2008

Riflessione


Da piccolo a volte ho sperato di sentirmi triste e male pur di sentirmi vivo.
Che sciocchezza.
Invece di vivere, volevo che qualcosa mi facesse sentire vivo.
Qualsiasi cosa, anche brutta.
Una vita istillata. Così abituato, da film e pubblicità, a pensare che i sentimenti debbano essere condensati e densi ogni secondo della nostra vita, da non riconoscere tutte le cose che mi circondavano.
Gocce di vita, come se solo gli eventi grandi fossero davvero degni di nota ed il resto fosse solo "volume".
Perché "quotidianità" è diventata sinonimo di "noia"?
Quello che ho è ciò che ho costruito, la somma delle mie scelte, delle mie azioni, delle mie relazioni.
E mi piace dannatamente coccolarmi le cose e le persone che mi circondano.
Anche se, ovviamente, a modo mio, un poco orso.
Certo, io voglio di più.
Ma quello che ho non è più un mondo da cancellare, ma la base da cui partire.
Questo significa che sono invecchiato? Non lo so, ma sicuramente non penso più, come da pischello, di voler morire prima dei quaranta anni.
Non per paura, ma perché ho troppe cose ancora da imparare, da fare.
Felice è chi muore potendo dire "ho vissuto, ho fatto quello per cui sono nato".


Giovedi sera cena con i miei vecchi colleghi.
E' bello vedere che l'intesa non si è persa, è bello vedere che ci si ritrova ancora
E', invece, più preoccupante vedere che certe situazioni non cambino mai e che certe persone siano ancora "capoccione", anzi, addirittura involute.
In ogni caso, Antica Birreria Peroni ci ritroveremo... ah, se ci ritroveremo!
ps: buoni i wustel bianchi! Ma come diamine si chiamavano??
E i cerveland con i fagioli all'ucelletto mi ritroveranno presto al loro cospetto.

20 settembre 2007

Sagre

Sabato scorso sono andato ad Oriolo Romano per la Sagra del Fungo Porcino (nonostante qualcuno sia convinto di avermi visto a cantare a squarcia gola le canzoni di Califano non so bene dove :-).


Davvero niente male!

Siccome c'è anche questo week end, lascio qualche consiglio utile.

La sagra è organizzata nella piazza centrale di Oriolo.

Arrivare ad Oriolo è molto semplice, basta arrivare a Bracciano o a Manziana e seguire le indicazioni.
Noi abbiamo fatto l'autostrada e poi una strada interna, in mezzoretta e poco più eravamo lì.


Ci sono delle bancarelle da vedere (alcune di prodotti mangerecci tipo formaggi, miele, marmellate, creme di funghi, creme di aglio ed altro), una piccola passeggiata da fare, ma, almeno secondo me, la cosa fondamentale è andare lì per mangiare.

Siamo arrivati verso le sette.
Ci siamo fatti una passeggiata, poi ci siamo messi in fila.
La fila era lunga, diciamo che dalle 7,50 alle 8.30 siamo stati in fila.
Consiglio, mentre si è in fila, di andare a prendere il menù e di scegliere cosa si vuole, per non perdere tempo poi alla cassa.


Nel menù siamo stati abbastanza ripetitivi:
  • bruschetta alla crema di funghi

  • pane ai funghi

  • fettuccine ai funghi

  • stufato di carne e funghi

  • funghi fritti

Erano tutto buono, soprattutto i funghi fritti!
I prezzi: 2, 1.5, 7, 6.5, 7 euro.

Ci sono cose anche meno costose, ovviamente non di funghi: braciole e salsicce, patate fritte ed altro (tra i 1.5 e i 3.5 euro).

Appena presa la ricevuta dalla cassa, deve essere portata subito alla "mensa": molte persone non avevano capito di doverlo fare e hanno mangiato alle 10.

Data la ricevuta alla "mensa", loro mettono la richiesta in coda: ci vuole una mezz'oretta per poter mangiare.

Nel frattempo conviene andare a prendere da bere (altra e diffente fila, purtroppo) e andare a fermare un posto per sedersi.

Se volete comprare i funghi (25 euro al chilo) dovete andare dove si compra da bere (ma si può non fare la fila e chiedere passando da un lato). Il prezzo è alto, ma a Roma li ho visti a 20 euro e non avevano minimamente lo stesso odore, quindi immagino che non si avvicinassero nemmeno un poco, in quanto a qualità, a quelli che ho comprato ad Oriolo.


Buona cena!

Sempre in questo periodo:

25 maggio 2007

C'E' PIZZA PER TE

Allora, devo dire che non sono un grande cuoco, ma qualcosa ho imparato a farla.
Tra le cose che danno maggiore soddisfazione sicuramente c'è la pizza: abbastanza facile da fare, abbastanza veloce, grandemente amata da tutti.
Il tempo totale per la ricetta è di 2 ore o poco più, ma il tempo è così diviso: 20 minuti di preparazione, 50m di lievitazione (in cui noi non dobbiamo fare assolutamente nulla), 20 minuti di cottura.
Ed è anche utile perchè si prepara nel pomeriggio tardo e poi abbiamo tranquillamente il tempo di fare la doccia ed aspettare i nostri ospiti per cena.

INGREDIENTI

500 grammi di farina
Un panetto di lievito di Birra
2 cucchiaini di sale rasi
1 cucchiaio di olio
1/2 bicchiere di latte o poco più
  1. Iniziamo con il dire che il latte non esiste nella ricetta base, io lo aggiungo solo perchè rende il tutto più morbido
  2. Si scioglie il lievito in mezzo bicchiere d’acqua appena tiepida (non calda, altrimenti il lievito perde il suo "potere")
  3. Si fa la fontana con la farina e si aggiunge il sale e il latte e l'olio
  4. Aggiungere anche l'acqua con il lievito
  5. Impastare ed amalgamare bene, la pasta deve venire non "umida" (non deve rimanere appiccicata alle mani; se così è, aggiungere un poco di farina): per impastare, si deve "arrotolare" la pasta "schiacciandola" sul tavolo (infarinato un pochino, altrimenti la pasta rimane tutta attaccata) con il
    palmo della mano, come se steste facendo un massaggio energico sulla schiena di qualcuno
  6. Terminato di impastare, si mette a riposare l’impasto coperto in un ambiente tiepido per 50 minuti (deve quasi raddoppiare il suo volume)
  7. Terminata la lievitazione, si lavora la pasta o facendola ruotare sopra la propria testa (io ci ho provato ma l'ho spatasciata sul muro) oppure con un mattarello
  8. Distribuire la pasta su una o due teglie (la quantità di pizza dipende da quanto si fa "bassa") e poi fare dei piccoli avvallamenti sulla pasta con le dita
  9. Coprire le teglie con un panno per 10/15 minuti
  10. Terminata l’ultima lievitazione si accende il forno a 230°
  11. Coprire la pizza con quanto desiderato. Solo due consigli:
  • se si usa il sugo, stenderlo sulla pizza prima di ogni altra cosa
  • se si usa il prosciutto, posarlo sulla pizza pochi minuti prima di toglierla dal forno
  1. Infornare per 15/20 minuti, osservando la cottura (controllare i bordi o "inforchettare")
VARIANTI
  1. Si può usare solo olio (4 cucchiai) al posto del latte
  2. Si può fare a meno del cucchiaio di olio e mettere solo il latte
  3. Il sale può essere sciolto in un altro mezzo bicchiere di acqua;rinunciate al latte, in questo caso, o ci saranno troppi liquidi per amalgamare la pasta
PUNTI CRITICI

Il sapore della pizza dipende principalmente dagli ingredienti usati.
E' importante usare un buon olio, un buon sale, latte non a lunga conservazione.
E' importante che il lievito sia il più fresco possibile (deve essere friabile nelle mani).
E' importante che si usino, poi, cose buone da metterci sopra.
Infine, l'altra cosa importante è l'impastamento: non deve essere troppo umido e deve essere lasciato lievitare il tempo giusto (non esagerare, altrimenti si sgonfia tutto)
La cottura, poi, non deve seccare la pasta. A meno che non abbiate il forno a legna, non aspettare che il bordo si sia "incenerito", potrebbe essere oramai troppo tardi!!

02 maggio 2007

Grappa alla Melissa

Sono stato in vacanza questi giorni a Trento, a bere buon vino e mangiare tante buone cose.
Andando via mi è stato regalato un bel ciuffo di Melissa, o Cedronella.
Un odore stupendo, grandioso.
Ma come utilizzarla senza sprecarla?
Di solito la uso sulla carne, ma per finire l'incredibile quantità che ho dovrei farmi venire la gotta per finirla.

Ovviamente internet mi è venuto in aiuto: FARO' UNA STUPENDA GRAPPA ALLA MELISSA!

Tra 4-5 mesi vi saprò dire...