Internet e l'aborigeno
Visualizzazione post con etichetta Personale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Personale. Mostra tutti i post

10 settembre 2008

A volte ritornano...

Eh si eh si eh si

Sono ancora vivo in effetti, anche se non si direbbe.
Sono anche in forma, solo privo di tempo e, forse, di idee da buttare giù su carta.
Il problema è che ho vissuto molto, e chi vive molto ha poco tempo per scivere della vita.
Ho fatto un bel bagaglio di sensazioni, i miei occhi sono pieni, la memoria è a lavoro, le dita non riescono a stare dietro a tutto.
Il lavoro mi riempie il tempo, purtroppo, e vorrei usarlo in modo più soddisfacente.

Intanto, la mia "idiosincrasia" per alcune cose di questo paese si sta accentuando.
Accompagnata da una simile idiosincrasia a determinati tipi di lavori.
E' tempo di progettare dei cambiamenti; saranno le occasioni, le scelte ed il tempo a determinare con me quanto questi cambiamenti saranno profondi.
E' tempo che una parte di me muoia di nuovo, per dar vita ad una nuova, anima/fenice in continua rinascita dalle proprie ceneri.

Intanto, appena posso assaggio aria estera o almeno non romana, e l'agenda è piena (da qui a Gennaio: Milano, Venezia, Francoforte, Parigi, Berlino, Barcellona, sagra del fungo porcino di Oriolo, sagra delle castagene a Soriano).

Ho rinunciato, per mancanza di tempo, a riportare le indicazioni delle vacanze, che tanto mi piaceva fare, rivivendo passo passo i posti con la mente.
Una sola cosa voglio lasciare alla memoria di questo blog...
si, tesoro mio, hai ragione: quel giorno nella campagna londinese, ascoltando Neil Young, abbiamo vissuto uno dei "Giorni" (con la "g" maiuscola) della nostra vita.



...anche perchè il cantante di young ha solo il nome e non so quanti concerti farà :-)
(dovevo smorzare la solennità del momento, è stato più forte di me!)

ps: ho provato a postare il video del primo pezzo del concerto, ma, a parte i dubbi sul "copirait!!", era enorme!!
accontentiamoci di questo

25 luglio 2008

Saluti...


Il passato passa; ma lascia dei piccoli segni in noi.
Anche l'evento più piccolo che ci accade, ci modifica un poco e ci rimane appiccicato addosso.
Ecco che alcune persone, alcuni oggetti o luoghi o suoni che ci incrociano anche per pochi attimi vengono ad avere un'importanza enorme, per noi e dentro di noi.
Quando le cose cambiano, allora, noi siamo sempre un pò restii ad accettarlo, perché il cambiamento porta via un poco di noi.


Ieri all'Eur si è sentito un enorme boato, ed una nuvola di fumo enorme si è innalzata minacciosa.
Si è pensato al peggio, ma i bene informati sapevano: ieri è stato "giustiziato" il velodromo dell'Eur.
Costruito per le Olimpiadi di Roma del 1960 era ormai un vecchietto immobile e dimenticato.
E sicuramente (?) il nuovo centro sportivo/albergo/piscine/superpalestra sarà molto più utile e bello.
Ma per me, che ogni tanto scavalcavo con gli amici, dopo aver fatto sega a scuola, per giocare a calcetto nella sua pancia, è un pezzo di me che si dissolve in una nuvola di fumo.

Sarà colpa di Disintegration dei Cure, ma ho una nostalgia oggi, pensando al Velodromo...

18 luglio 2008

Varie ed eventuali

Innanzitutto, auguri a quell'idiota di mio nipote.

Poi, devo a tutti costi scrivere la genialità detta da mia nipote, di quattro anni ma che già è capace di incartarti a parole.

Madre - Perchè hai fatto la monella oggi?
Figlia - Mamma ho un diavoletto nella pancia che mi dice sempre di fare le cose sbagliate
Madre - Si, ma nel cuore hai anche un angioletto, tu ascolta lui
Figlia - E' vero, mamma, ma nn sai che succede: parlano sempre insieme e io nn capisco nulla!

E' un genio! A parte che mi colpisce che metta il diavolo nella pancia e non nel cuore o nella testa: da sempre la pancia è il centro dell'istinto e lei lo ha identificato subito.
E' una frase troppo bella. I bambini andrebbero studiati giorno per giorno, sarebbero da riprendere e rivedere ogni tanto per ricordarci di cosa sono capaci!

Infine, devo dire che mi mancano alcune persone, i loro pensieri, le loro assurdità intelligenti, i sorrisi pensanti, le parole grondanti di significato.
Forse è sciocco, perchè non è che siano scomparse, nè è impossibile incontrarle.
Ma è tanto che non condivido con loro pensieri, e mi spiace.

16 luglio 2008

Ritorno

Finalmente di ritorno.
Riposato, rilassato pur avendo dormito poco, arricchito di immagini e sensezioni.
Mi propongo di fare, prima o poi, un resoconto della vacanza... se solo avessi un poco più di tempo, avrei la certezza di farlo, ma per ora me lo propongo e basta.
Un bel post, con immagini e mappe, con consigli e indicazioni, foto e sensazioni di corredo.
Per ora, posso solo dire che penso di aver capito uno dei motivi per il quale mi piace Londra.
Con l'euro, con la globalizzazione, il viaggio è sempre di meno rima con cambiamento. Qui, con una moneta diversa, con la guida diversa (quante volte si rischia di essere investiti), colori odori e sapori diversi, ho l'idea del viaggio come cambiamento, cosa che andando in Spagna, Germania o Francia non ho avuto.
E poi gli odori...
Al momento in cui scrivo ho smesso di fumare da 4 anni, 5 mesi. Non sono mai stato un fumatore "vero", ho sempre fumato poco; poi, semplicemente, ho smesso. In casa, nel cassetto, ho ancora il pacchetto di Malboro Lights che avevo in tasca quel giorno.
La cosa che mi colpisce di più dell'aver smesso di fumare é il sentire mille odori in più.
Il che, d'estate in autobus può non essere una fortuna... ma qui a londra lo è: sarò esterofilo, ma l'odore di Londra mi piace...
Sa di etnico, sa di tante cose, sa di pioggia, sa di parchi e di fiori.Certo, devo ammettere che la "mia" Londra è un poco particolare, perchè ero ospitato in una casa bellissima in un posto fantastico... però quell'odore di curry e fiori e pioggia e altro mi piace
Infine, devo dire che il periodo era perfetto per il viaggio.
Il mio inglese è migliorato, il mio concetto di Londra si è invece ridimensionato: offre tanto, ma toglie davvero tantissimo.
Costosa, ingombrante, ipertassata... città difficile, e sempre più violenta.
Se proprio dovessi andare via da Roma, non sono più tanto sicuro che Londra sarà la mia meta.
E ora non vedo l'ora di rituffarmi nella "mia" Roma.

19 giugno 2008

Penso

Penso... e questo è già un fatto positivo... forse...

Penso che l'otite è una gran rottura di cojoni.
Penso che non sto vedendo da molto alcune persone e questo mi dispiace.
Penso che mi spiace ancora di più che quelle persone non le sto neanche sentendo e che, a volte, fa piacere anche essere cercati.

Penso che il mio lavoro mi sta stancando, è ora di cercare di cambiare di nuovo.
Ma sono fermo, e mi ci vorrà un poco per rimettermi in moto.
Penso che Londra, questa volta, non la considererò un cambiamento troppo grande... anzi, spero di avere la possibilità di valutare questa ipotesi.

Penso che gli straordinari detassati siano solo una gran boiata: non fanno assumere più persone, sono un freno per nuove assunzioni e per aumenti di stipendio ("non posso darti di più, se vuoi puoi lavorare di più!") e che propongano uno stile di vita che non condivido: va bene lavorare per guadagnare, ma poi si deve anche avere il tempo di spenderli, quei soldi.

Penso che i militari in città siano una cazzata pazzesca: non sono addestrati per pattugliare città, diventano un pericolo e non un'arma in più per la pubblica sicurezza.
Penso che i militari in città siano solo una scusa per aumentare le spese dell'esercito (alla voce "spese di guerra" si vede che vi erano valori troppo bassi) e che saranno un danno: i poliziotti ed i carabinieri dovranno fare da balia a loro e difendere noi.

Penso che il blocco dei processi sia una porcata così grande che mi viene tristezza solo a pensarci: di solito si dice "mi serve maggior efficienza, aumentiamo le persone".
Qui, invece, si vuol far passare un favore personale come una grande e geniale azione per la sicurezza di tutti.

Penso che gli italiani non meritino tutto questo; ma poi penso che li hanno votati, e che sono anche contenti (ultime rilevazioni) delle misure sino ad ora adottate.
Quindi, penso che almeno IO non merito tutto questo.

Penso che questi giorni, fiaccato da antidolorifici, antibiotici e antinfiammatori, forse sono diventanto anti tutto.
E quindi penso che sia il caso di tacere. 

"Tutti conosciamo la stessa verità: la nostra vita consiste in come scegliamo di distorcerla. "

12 giugno 2008

Campana


Campana.
Sono una campana.
Continuo ad esserlo da quando sono piccolo.
Ho sempre bisogno di un innesco, ho bisogno di chi mi metta in movimento.
Poi emetto suono, anche bello, anche ad alto volume, e continuo a vibrare per ore. Ma quell'innesco mi serve. Devo averlo.
Se poi sono già in movimento, la forza che serve sulla corda è anche inferiore, basta il movimento.
Se, invece, sono oramai fermo, se sono fermo da molto, la corda va tirata con forza, e ci vuole pazienza prima che io riesca davvero a vibrare di nuovo.
Il problema sarà nel batacchio?!? (Mi faccio da solo questa battuta prima che me la faccia qualcun'altro ;-))


Uno studio ha dimostrato che le mosche stupide vivono più a lungo, perchè l'attività cerebrale le "consuma" prima. E' per questo che sto scrivendo di meno, questo periodo, per garantirmi almeno una settimana di vita in più... parafrasando Woody Allen, "smetterò di pensare, vivrò una settimana in più e in quella settimana pioverà".


Sto leggendo "Grammatica della Fantasia" di Rodari: penso proprio che ne scriverò degli estratti qui, perchè è davvero davvero interessante.

28 maggio 2008

Fanculo



Oggi vorrei parlare di Valencia, di quanto è carina ma piccola, di quanto sia a dimensione di uomo e quindi forse strana per un romano come me; di quanto sia facile raggiungerla e di quanto io sia stato contento di raggiungerla con la mia lei; di quanto sia stato economico andarci, e di qualche consiglio per gli altri; di quanto sarebbe stata bella se ci fosse stato il sole e se non fosse stato tutto chiuso di domenica.
Ma oggi mi rode e mi devo sfogare, parafrasando "La 25-esima ora".
Valencia tornerà, con le sue foto, insieme al mio sorriso.

Fanculo alla benzina che aumenta sempre.
Fanculo a noi, che continuiamo a prendere la macchina.
Fanculo a 10 km fatti in 40 minuti.
Fanculo a questo caldo afoso fuori stagione, non hai motivo di esistere, scompari.
Fanculo a questi vestiti che devo indossare, solo con calzoncini ed infradito forse riuscirei a sopravvivere.

Fanculo alle persone che non si fermano davanti alle strisce, e che addirittura fanno gesti alla povera ragazza di colore che sta attraversando: sei un povero demente, non te ne accorgi?
Fanculo anche a chi ringrazia quando ti fermi sulle strisce, è un vostro diritto, non mi dovete ringraziare.

Fanculo a questo governo, non avete fatto ancora nulla di male, ma state leggittimando arroganza e violenza.
Fanculo a chi fa violenza, vorrei credere che la pagherete, ma so che purtroppo non sarà così.
Fanculo a chi crede che la legge sia solo per gli altri e che le regole non dovrebbero esistere: non vedete che poi rimane solo la legge del più forte? Puzzate di ingenuità posticcia, non di sincero candore.
Fanculo agli arroganti, a chi fa soprusi, a chi impone la legge del più forte: mi fate vomitare e nel vomito spero di vedervi finire.
Fanculo ai buttafuori violenti, siete il prototipo di un mondo che dovrebbe scomparire: la forza dovrebbe difendere la debolezza, non schiacciarla.
Fanculo alla Chiesa, per una volta sono d'accordo con voi, ma dovete smetterla di fare politica.

Fanculo ai genitori che portano i bambini a scuola, che parcheggiano in 100 davanti al cancello: siete delle bestie e state coltivando piccole bestie, abituati a pensare che la comodità di parcheggiare vicini vada oltre il rispetto dovuto alle altre persone.
Fanculo a chi ti risponde "Un attimo!", non voglio aspettare neanche un secondo del mio tempo per il tuo fottuto interesse.
Fanculo a chi crede che gli altri siano ostacoli, non persone.
Fanculo a quei genitori che hanno appena lasciato il bambino a scuola, con la macchina parcheggiata di traverso e rimangono lì, con l'amico, a fare commenti sulla bella ragazza in gonna che sta passando e che ha il seno grosso: sembrate usciti da un film sulla Sicilia di cinquanta anni fa, dite dite, ma sicuramente non fareste nulla, perchè siete solo una rappresentazione di uno stereotipo ridicolo e senza palle, ridicoli figli dei film porno.
Fanculo a quelle donne che, appena prima di lasciare i figli a scuola, gli lasciano perle di saggezza del tipo "mi raccomando, fai di tutto per non farti interrogare e, se vedi alle brutte, fai finta di stare male e chiama che ti vengo a prendere".

Fanculo a chi viene a lavoro, timbra, e poi esce per andare a prendere il caffè in giro per l'EUR: siete dei ladri, ma sicuramente sareste i primi ad attaccare chi ruba una mela per fame.
Fanculo ai capi che non sanno portare in alto con sé i loro lavoratori, ma li vedono solo come qualcosa da sfruttare.
Fanculo agli aumenti, dovrebbero essere un diritto, dovrebbero essere automatici ed annuali, non una richiesta.

Fanculo al mondo, così dannatamente storto: che cosa sta succedendo?

No, fanculo a te, Ale, che ti lamenti del mondo ma non riesci a fare nulla per cambiarlo se non progettare di andartene e non farlo mai, e che ti fai contagiare senza filtro da questo clima di intolleranza.

Oooo
Ora mi sono sfogato, posso tornare a stamparmi sul viso un sorriso positivo e fiducioso.
Buona giornata a tutti.

19 maggio 2008

Riflessione


Da piccolo a volte ho sperato di sentirmi triste e male pur di sentirmi vivo.
Che sciocchezza.
Invece di vivere, volevo che qualcosa mi facesse sentire vivo.
Qualsiasi cosa, anche brutta.
Una vita istillata. Così abituato, da film e pubblicità, a pensare che i sentimenti debbano essere condensati e densi ogni secondo della nostra vita, da non riconoscere tutte le cose che mi circondavano.
Gocce di vita, come se solo gli eventi grandi fossero davvero degni di nota ed il resto fosse solo "volume".
Perché "quotidianità" è diventata sinonimo di "noia"?
Quello che ho è ciò che ho costruito, la somma delle mie scelte, delle mie azioni, delle mie relazioni.
E mi piace dannatamente coccolarmi le cose e le persone che mi circondano.
Anche se, ovviamente, a modo mio, un poco orso.
Certo, io voglio di più.
Ma quello che ho non è più un mondo da cancellare, ma la base da cui partire.
Questo significa che sono invecchiato? Non lo so, ma sicuramente non penso più, come da pischello, di voler morire prima dei quaranta anni.
Non per paura, ma perché ho troppe cose ancora da imparare, da fare.
Felice è chi muore potendo dire "ho vissuto, ho fatto quello per cui sono nato".


Giovedi sera cena con i miei vecchi colleghi.
E' bello vedere che l'intesa non si è persa, è bello vedere che ci si ritrova ancora
E', invece, più preoccupante vedere che certe situazioni non cambino mai e che certe persone siano ancora "capoccione", anzi, addirittura involute.
In ogni caso, Antica Birreria Peroni ci ritroveremo... ah, se ci ritroveremo!
ps: buoni i wustel bianchi! Ma come diamine si chiamavano??
E i cerveland con i fagioli all'ucelletto mi ritroveranno presto al loro cospetto.

09 maggio 2008

Neve in primavera

Mi spiace tanto per chi soffre di allergie, ma in questo periodo i miei occhi sorridono.
La mattina, quando porto il cane, mi fermo all'entrata del parchetto e il prato è in controluce.
Vedere tutto questo polline di pioppo piroettare nell'aria pulita (a quest'ora lo sembra) mi piace davvero tanto.
Una nevicata calda e in controluce che mi fa pensare a certe immagini di film e cartoni giapponesi: una leggera brezza, tutto immobile se nn fosse per questa neve primaverile nell'aria.
Allergici di tutto il mondo, perdonatemi.
Ps:tornando al vecchio discorso di quanto sono cittadino, ho dovuto visitare wikipedia per capire cosa fosse un pioppo... ;-)


Sempre per parlare in libertà: cè stato il terremoto a Roma.
L'ho sentito, ero sdraiato a letto, mi sono svegliato.
Lo so che sono scemo e probabilmente sciocco, so che è insensibile perchè non ne ho mai visto il reale effetto devastante, ma... mi è piaciuto.
Mi ha riportato alla memoria anche quello che ci fu molti anni fa a Roma. Ero per strada, a chiacchierare con amici... il rombo assordante, tutto che vibrava, una sensazione di "oppressione"... pochi secondi, e poi una sensazione di gioia perchè nulla era successo, di impressione per la potenza della natura.
Kant diceva che questi eventi caratterizzano il Sublime che colpisce a livello emotivo, nel profondo... ed essendo l'ultimo dei romantici forse non potevo fare a meno di rimanere colpito.

24 aprile 2008

Periodo di viaggi



Aufff
un breve resoconto delle mie ultime settimane
sto lavorando tanto e facendo tante cose
il che mi lascia poco tempo per scrivere
uno scrittore disse che la scrittura è inversamente proporzionale alla vita: più si vive e meno si scrive
è una questione di spazi

Oggi voglio affrontare il mio aspetto psicotico-viaggiante.
L'altro sabato io e il mio quarto abbiamo fatto un giorno a Venezia (di cui si possono vedere le foto nello slideshow).
Partenza alle 6.15 da Ciampino, ritorno alle 19.45 a Ciampino.
Santa Ryan-air! 40 euro andata e ritorno, 9 euro di parcheggio tutto il giorno, 20 euro di pulman da Treviso a Venezia. In totale 35 euro a testa di spostamenti.
Che sfizio! Un poco faticoso ma bello. Con il pranzo al sacco, come da pischelli.
Venezia è bella, devo ammettere. Un poco umida, forse ;-)
Murano mi è piaciuta anche di più, sinceramente: piccola, tranquilla, solare, colorata.

Tre consigli.

Uno: per andare a Murano prendete il 5, non il 41. Il secondo si ferma ogni due per tre, ci mette 15 minuti in più... anche se noi abbiamo sfruttato il tempo per rilassarci un poco, dopo una mattinata di passeggiate.

Due: il parcheggio "Alta Quota", fuori Ciampino costa 9 euro al giorno. Il parcheggio si può prenotare telefonando un paio di giorni prima. Essendo lontano, a piedi, dall'aeroporto, ti accompagnano con un pulmino (da calcolare, in caso di orario "trafficato").

Tre: se si parte con il bagaglio a mano e pesante meno di 5 Kg, conviene fare il check-in online; si può arrivare poco prima della partenza (noi siamo arrivati 30 minuti prima) e si ha anche la prelazione per l'accesso sull'aeromobile.

Sabato prossimo, pranzo a Barcellona... sarà moooolto più faticoso, ma per ora va bene così.
A fine maggio, invece, tre giorni a Valencia.
E poi, per Giugno, sono riuscito a comprare i biglietti per Italia-Olanda a Berna e i quarti (se l'Italia ci arriva!) a Basilea oppure a Vienna.
Svizzera-Austria, aspettateci!

04 aprile 2008

Ricordi di una sera d'estate

Quest'estate. Corsica. Dopo cena, sorseggiamo una birra Pietra in un locale in piazza.
Poca gente in giro, lì si va a letto presto, non è un paese da viveur.
Accanto a noi due ragazzi, una coppia che chiacchiera dolcemente. Si alzano, se ne vanno, e al loro posto arrivano 4 ragazzi, due coppie. Parlano rumorosamente, si siedono. Improvvisamente s'azzittano.
Ho il brutto vizio di guardarmi in giro, ovunque sono. Molti che mi parlano probabilmente odiano questo mio atteggiamento perchè sembro non dar retta a chi mi parla oppure sembro uno che non si fa i fatti suoi; ma è più forte di me, sono curioso e guardo tutto.
E vedo che il silenzio dei 4 ragazzi è accompagnato da strani gesti e cose dette alle orecchie.

Uno si alza e va in bagno. Torna e va al parcheggio quasi urlando "vado a prendere il maglione". E io mi vergogno. Mi vergogno per lui, mi vergogno perchè è italiano.
Perchè nel frattempo ho capito...
Seguendo gesti ho capito che aveva trovato sulla sedia il portafoglio del precedente ragazzo. È andato in bagno, ha preso i soldi e poi, vigliacco schifoso, è andato a buttare il portafoglio vuoto nel parcheggio.
Fregandosene di lasciare una persona in vacanza senza documenti nè carte.

Sbianco, stringo pugni e denti, il mio fisico descrive i miei sentimenti.
Mi chiedi cosa ho, e te lo racconto.
Leggo la tua stessa rabbia nei tuoi occhi, nel tuo viso.
La stessa capacità di indignarti, la stessa incapacità di comprendere queste cose che ci rende un pò alieni in questo mondo.
E finalmente ti sento vicina, in questa vacanza in cui tu sembravi allontanarti da me.
Mi alzo. Cerco il portafoglio. Lo trovo subito (la "cattiveria" è così banale).
Lo prendo e lo porto al barista corso.
Non cerco polemiche, gli do il portafoglio e basta. Ma lui capisce al volo, va al tavolo dei ragazzi e urla "dove hai detto che era il ragazzo del portafoglio? A questo tavolo?".
E ti guardo. Hai quasi i lucciconi agli occhi dalla rabbia; a te, vederli umiliati, sembra (e, infatti, lo è) troppo poco; se fossi stata più "grande" li avresti schiacciati con una manata.
Mi sei sembrata ancora più "scricciola" in quel momento.
E in quel risentimento per le ingiustizie, in quella rabbia per le cose brutte, ti ho voluto ancora più bene, bambina mia.



Dopo questi pensieri, un saluto a Ylenia, che mi ha regalato questo attestato di stima per la quale la ringrazio e la saluto "virtualmente", facendole che mi ha fatto immenso piacere riceverlo :-)

Io, invece, lo rigiro ad Emi ed a Renzo, per un sacco di motivi che travalicano quello che si legge nei loro blog.

Premio D eci e lode
"Premio D eci e lode"
Che cos'è?
"D eci e lode" è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.
Come si assegna?
Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il "Premio D eci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.

Le regole:
1. Esporre il logo del "Premio D eci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E' un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");
2. Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
3. Se non si lascia il collegamento al post originario già inserito nel codice html del premio provvedere a linkarlo (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");
4. Inserire il regolamento (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");
5. Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.

Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.

Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i "Premio D eci e lode" che vuole e quando vuole ( a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.

27 marzo 2008

Primavera...?

E' primavera...
o almeno dovrebbe esserlo, il tempo non è proprio quello primaverile.

Eppure lo sento, quell'odore.
Quell'odore di cose nuove, di cose che nascono.
L'odore dei fiori
l'odore dell'erba appena tagliata
e una leggera eccitazione nell'aria.

Mi piacciono le cose che iniziano, che "principiano".

Per ora siamo, rispetto al quadro di Botticelli, come la donna a destra, che tenta di sfuggire all'inverno.
Piano piano diventeremo come la seconda donna da destra, ricchi e pieni di sensazioni, odori, sapori.
Poi coglieremo i frutti... e molti coglieranno un frutto particolare, quello indicato dalle tre donne che con i loro corpi e le loro mani creano tutte figure triangolari...
a buon intenditor...

L'altro ieri sono rimasto a casa, con un poco di influenza.
Scendo un attimo (anche influenzato non riesco a stare a casa) e, nel campo da corsa vicino casa di mia madre vedo due signori anziani, una coppia, che corre fianco a fianco, lenta ma imperterrita.
Ammetto che li ho invidiati, un poco.
Sia perchè fanno ancora sport e ne hanno ancora voglia (io non lo faccio ora, figuriamoci...).
Sia perchè sono ancora lì, insieme, fianco a fianco, lenti ma imperterriti
:-)
Era davvero una bella immagine.

Sto facendo una nuova grappa alla melissa, grazie a Susy, mia cognata, che me ne ha portato un mazzetto fresco fresco.
E stasera penso proprio che farò pizza e focaccia.

Ha senso quello che dico?
No

Quindi, per concludere con qualcosa che abbia senso:
- una donna che ha fatto l'operazione per diventare uomo ora è rimasta incinta... o incinto... oddio, non mi piace sta cosa, sarò antico, ma mi pare che l'uomo crei davvero frankenstein e frankenstein sarà pure un diverso perseguitato, ma era pur sempre un mostro...
non lo so, ci devo riflettere molto su questa cosa
- Repubblica ha indetto una iniziativa di fotografia davvero interessante, "la finestra di fronte": mi piace, davvero mi piace, certe foto sono davvero belle, dategli un'occhiata

17 marzo 2008

Disegno

Venerdì sera ero davvero stanco, così stanco da decidere di stare a casa.
Per una volta nella settimana ho avuto nelle mani del tempo libero e inatteso da spendere come più mi aggradasse.
E allora ho tirato fuori un libro che avevo comprato tanto tempo fa ma che avevo potuto "seguire" poco: disegno per principianti.
Ho tirato fuori la mia matita e via a seguire le linee dei primi esercizi.

Fondamentalmente gli esercizi consistevano in alcuni semplici disegni da copiare disegnando al contrario per mettere a tacere la parte destra del cervello - quella dell'associazione verbale e logica - per usare solo quella sinistra - quella dello "spazio".
Sembra, infatti, che la parte logica del nostro cervello interferisca con il disegno perchè tendiamo a pensare al nome dell'oggetto e la mente spara nel cervello mille immagini reali legate all'oggetto che, ovviamente, differiscono dal nostro disegno e frustrano il nostro impeto artistico.
Desegnando al contrario, invece, seguiamo solo le linee e le ridisegnamo in modo corretto, le inseriamo nello spazio e solo dopo le comprendiamo come oggetti.
Ecco un'altra cosa in cui l'estrama logicità risulta solo un ostacolo...

Musica di sottofondo, grappa di miele e menta e disegno, il cane accanto a me, sui piedi, che con suo respiro regolare e sonnacchioso mi regalava calma... Mi son volate le ore.

Oramai ho ceduto all'ammissione che il mio io sportivo è definitivamente morto quando mi han detto che nn avrei più potuto giocare a pallone.
Allora mi sono iscritto all'unica palestra che voglio frequentare: sauna, bagno turco, passeggiata sulle pietre, docce profumate, doccia ghiacciata, idromassaggio, lettino con tisana. Nn mi guardate cosí, mi costa meno di quando andavo a yoga e mi rilassa il triplo. Certo, forse è da milanese stressato puzza sotto al naso... ma come stavo bene, ieri, dopo 1 ora e mezza! E poi non credo che una palestra possa modificarmi più di tanto...

Ho la prova che Dio nn esiste.
Se esistesse i denti si autosistemerebbero e nn avremmo bisogno dei dentisti.

04 marzo 2008

Il pensiero parte dall'uccello

Si si, lo so, c'è una carrellata di doppi sensi sia nel titolo del post che nell'immagine usata.
Il contenuto, però, non parla nè di masturbazione nè di sesso... mi piacciono i doppi sensi e la malizia, ma non sono il mio primo ed unico pensiero. :-)

La realtà è che ieri, portando il cane, ho visto un uccello che tirava fuori dalla terra un verme (tra parentesi, un verme di 20 cm, da sfamarci tutti gli uccelli del parco!) e da lì sono partiti una serie di pensieri incontrollati, fors'anche stupidi, lo ammetto.

Il primo pensiero è stato sull'istinto, su quella capacità, sin da piccoli, senza che nessuno te lo insegni, di capire come trovare cibo e cosa è giusto mangiare o meno... affascinante.
Anche il mio cane... per purgarsi punta delle piccole foglioline d'erba, sempre lo stesso tipo; ma come lo sa? Sta da me da quando ha tre mesi, ed io, giuro, non gli ho insegnato a riconoscere l'erba giusta.

Il secondo pensiero è stato: da quando sono piccolo mi raccontano degli uccelli che mangiano i vermi, che li beccano, li tirano fuori dalla terra... eppure solo ora, a 34 anni, e per di più assolutamente per caso, ne ho visto uno.
Abbiamo una serie incredibile di ricordi indotti, ricordi sedimentati di cose raccontate da altri, mai vissute; mi fa un poco spavento, questa cosa.

Il terzo pensiero è stato: mamma mia quanto sono cittadino!
Guardo le piante e mi accorgo che non so il loro nome; anche quell'uccello non so assolutamente cosa fosse; e per la prima volta vedo un uccello con il verme a 34 anni!
E pensare che, invece, ci sono donne che il loro primo uccello lo vedono da piccolissime!
Ok, scherzavo :-)

Forse è anche per questo che mi attirerebbe avere una casa in campagna, dove poter andare per scappare dalla città ogni tanto. Non potrei mai vivere lontano da Roma, lo so (soprattutto ora che non faccio ore di traffico per andare a lavoro)... ma "finesettimanare" fuori dalla mia città... AVOJA.. camino, passeggiate e cose nuove da scoprire praticamente in ogni angolo, odori, sapori e colori, suoni e materiali: tutti i sensi impegnati ad imparare cose nuove.

Dove vuole portare questo discorso? Assolutamente da nessuna parte, ovviamente.

Solo due note.
La prima: sempre più spesso si inizia a parlare di "disintossicazione dalla tecnologia".
Tra queste idee, quella qui riportata, di stare "unplugged" una sera a settimana, mi è piaciuta molto.

La seconda è a sfondo politico, quindi chi non vuole sentir parlare di politica si astenga dal leggere qui di seguito.
Ma se il PDL un giorno dice che il PD gli ha copiato il programma ed il giorno dopo dice che il PD vende sogni... quale è la conclusione? La conclusione è quasi matematica: anche il programma del PDL vende sogni. E invece no, nessuno ha fatto notare questa cosa.
E' davvero incredibile come ci si possa permettere di dire tutto ed il contrario di tutto in soli due giorni.
Eppure Badget Bozzo spiegò anni fa che lo stile di Berlusconi è proprio questo: non dice mai una cosa a caso, ma fa indagini di mercato.
Buttò quella frase lì quasi per caso ("ci copiano il programma"), ha visto che, pubblicitariamente, non funziona, e allora via... proviamo a far finta di essere noi quelli seri e loro i venditori di sogni.
Ma ieri hai detto l'opposto! Fa niente, chi vuoi che si ricordi di ieri?
E via così, tastando il terreno. In questi giorni sta facendo il "vecchietto" saggio... poi chissà cos'altro proverà.
E' un genio dei "ricordi indotti", e questo fa davvero paura.

26 febbraio 2008

Cambiamenti


Il cambiamento.

Che strana cosa il cambiamento.
Ci sforziamo ogni giorni della nostra vita per far si che le cose non cambino.
Ma loro non ci ascoltano... sforzi inutili.
Anche quando tutto sembra non cambiare mai ogni cosa si muove: le cellule invecchiano, l'aria cambia, i momenti passano.

Se ci aprissimo ai cambiamenti con la stessa forza, quasi rabbia, con cui cerchiamo di fissare e fermare le cose...
Se solo capissimo che le cose rigide, fisse, ferme, per loro stessa natura sono così facili da spezzare...
forse tutto sembrerebbe più facile; anzi, forse tutto sarebbe più facile.

La vita scorre dentro, forse dovremmo imparare a scorrere anche noi.

PS: esistono dei periodi, però, in cui la legge di Murphy sembra reale e presente. In cui sembra che i problemi si debbano condensare in un solo momento, in un solo punto temporale.
In cui è più chiaro che la nostra vita è fatta di problemi a cui dobbiamo trovare soluzioni, ogni giorno... ed a volte è davvero faticoso

13 febbraio 2008

Un fine settimana

Un bel fine settimana, rilassante e divertente e in buona compagnia, in cerca di vecchi ricordi su cui cementare nuovi ricordi.

Una stanza al Borgo di Tragliata, dove antico e nuovo si mescolano bene e ti accolgono altrettanto bene.
La zona, poi, pur essendo così vicina chilometricamente a Roma, ti trasporta lontano dalla città: era tanto che non mi addormentavo senza sentire macchine passare e non mi svegliavo sentendo solo uccelli e cani richiamarsi continuamente.

Una cena a Tuscania, il prototipo del paese che mi piace, chiuso in se, medievale, cinto da mura, curato.
Fa freddo, allora si aspetta la cena in un bar carino (San Marco, piazza Mazzini), con cioccolata calda della Lindt e aperitivi e stuzzichini (6 euro una cioccolata ed un aperitivo).
Chiacchiere allegre tra noi e con un altro avventore attempato e con voglia di chiacchierare, di ritorno dal Venezuela.

Poi la cena al Kiathos, sempre curato ma ora meno pregiato nella cucina (almeno i prezzi rispettano uno standard "economico", 32 euro per due primi, un secondo, un contorno, acqua e vino della casa).
Meno pregiato, ma la mia entrecote al porto non era per niente male!
Anche la "Torre di Lavello" è notevole (ma più elaborato e costoso), ci si deve tornare.

Il giorno dopo, abbondante colazione a buffet al Borgo. Anche troppo abbondante... tè, pane sciapo caldo con burro e marmellata, yogurt con cereali vari, succo di arancia ed ananas, frutta varia, formaggio, salumi... (non ho mangiato tutto, ovviamente, sto solo elencando!)
Io non amo il pane sciapo, ma devo dire che esalta i sapori di quello che ci metti sopra.
In questa zona il pane sciapo è d'obbligo: narra la storia che, alzato troppo il prezzo del sale, si cominciò a produrlo sciapo per contrastare lo stato della chiesa.
Nella bassa Toscana e nell'alto Lazio il pane sciapo è storia e tradizione.

Una passeggiata a Trevignano Romano, sul lungo lago, un posto incantevole che non ricordavo.

E poi, la sagra del broccoletto ad Anguillara Sabazia.

A volte serve poco perchè tutto sembri più bello e più facile.

07 febbraio 2008

Poche parole...

Copio lo stile telegrafico di Pagliaccetto... spero mi perdoni :-)

Oggi è il mio compleanno, faccio 34 anni.
Avendo sempre avuto capelli lunghi ed essendo stato soprannominato spesso "Gesù", l'aver superato i 33 anni è da ritenersi un'ottima notizia. Anche se aspetto per sicurezza Pasqua prima di gioire...
Che poi da piccolo dicevo che volevo morire a 35 anni massimo, dopo una vita piena.
Ora non sono più molto d'accordo con me stesso... e non perchè l'età di 35 anni si avvicina così pericolosamente, ma solo perchè la mia vita non è stata abbastanza piena, ancora.

Ho sonno, tanto, e progetti, pochi... spero di invertire le proporzioni.

Mi sento ancora in balia degli eventi, non mi sento contento
quanto meno mi sento anastetizzato, il che ogni tanto ci può stare

Aspetto tempi migliori, ma intanto questo splendido sole aiuta molto

21 gennaio 2008

Colazione a Roma

E' molto che non parto e che mi mancano quelle mega colazioni alle quali si indulge volentieri quando si è all'estero.
Ieri, allora, ho ceduto e mi sono regalato una mattinata da straniero a Roma.

sono stato a La Baguette, ex Pein Quotidien, in via Tomacelli, ad un passo dall'Ara Pacis (o Arrapacis come si dice a Roma): davvero un posto particolare.

Non ha le mega colazioni a buffet di cui godo all'estero, nè una scelta molto varia... ma è comunque un posto dove il tempo sembra finalmente fermarsi per un poco.

Arriviamo intorno alle 12, il locale è ancora mezzo dormiente, ma si sta svegliando.
Entriamo in questo ambiente, dai soffitti alti, con mobilia di legno di ciliegio o altro ma di colore chiaro e di sapore antico, una vecchia credenza sulla destra con esposte le creme e le confetture, tavolini da due e da quattro davanti a noi, il bancone sulla sinistra con la macchina del caffè e i dolci in bella vista. Più in fondo, un tavolo più grande e la vendita del pane (che, come fa intendere il nome del locale, soprattutto il vecchio nome, è la specialità della casa).
Ai tavoli già alcuni avventori, che finiscono la colazione e leggono i giornali che il locale mette a disposizione. Mi colpisce un muffin al cioccolato, servito al tavolo con panna e cioccolato caldo. Altri avventori sono al bancone, con un buon caffè e dolci vari.

Nell'ora in cui arriviamo sta per esserci il "cambio" di clienti: si passa dalla colazione al pranzo.
Ci sediamo nella sala (c'è un altra sala sotto, ma è buia) e, dopo una rapida occhiata, decidiamo per il brunch: non è economicissimo, ma abbondante e vario, ci si può mangiare in due e poi prendere un dolce per terminare.
Si parte con confetture (fragola e frutti di bosco) e creme (cioccolato bianco, cioccolato fondente, cioccolato al latte, nocciola) da spalmare su un burrossissimo cornettone e sul loro pane: alle noci, alla segale e bianco. Uno yogurt ed una bevanda calda terminano la prima parte.
Poi viene servito un piatto con uova e un piatto con insalata, salame, brie miele e noci, formaggio e mozzarella, prosciutto cotto e crudo.
Infine prendiamo tartine di rucola, parmigiano e bresaola. Ovviamente, prima di andare via, mi compro anche un barattolo di nocciola e il pane di segale.

Un posto davvero da consigliare, soprattutto se si è in buona compagnia... e la mia compagnia era ottima e ha riempito il tempo di chiacchiere e dolcezza.

Uscendo da lì, pieni e sazi, una bella passeggiata per via del corso ci aiuta a rimettere in circolo il sangue.
Passeggiata fino ad arrivare a Fontana di Trevi, dove entriamo al Papyrus, in via dei Lucchesi.
Un locale bello, dove si pratica il bookcrossing, si è accolti da colori caldi come l'arancione delle pareti e il legno delle librerie. Un posto bello, curato, elegante e dove il caffè, servito in cialda di cioccolato, è davvero da provare!

10 gennaio 2008

Dialogo immaginario con Dio


Premetto che non voglio offendere nessuno, con quanto ho scritto.
E' solo la mia idea, e la forma del dialogo è scelta solo perchè mi piaceva.
Non mi credo Dio, e so che sto affrontando l'argomento in modo superficiale.
Non scendo in particolari teologici, non ne sarei in grado.
Non ho fede, questo dovete permettermelo.
Non amo chi ha fede solo perchè ha paura del futuro.
Ammiro molto, invece, chi vive la fede con dignità e coraggio, ma soprattutto la vive dentro e non vuole a tutti i costi modificare la visione della vita degli altri.
E, in cuor mio, ho un conto aperto con qualsiasi tipo di religione, struttura ecclesiale o setta, non certo con l'idea di un essere superiore...

"Ted"
"Chi mi vuole?"
"Sono Dio."
"Io chi?"
"Non Io, Dio! Non ti inchini a me?"
"Mi dispiace, non ti riconosco."
"Non puoi riconoscermi, devi avere fede."
"Ok... Allora diciamo che non mi fido di te."
"E perchè, buon dio?"
"Perchè non credo che tu esista."
"Eppure sono in ogni cosa."
"Mi spiace, ma non riesco a sentirtici. So che sei abituato ad essere adorato. Perdona se non ci riesco. Non voglio bestemmiarti, ma non riesco a credere in te.
Penso tu sia esistito.
Ogni persona durante un atto creativo mi fa pensare che tu sia esistito.
Le regole naturali, così perfette, mi fanno pensare che tu ci sia stato, tanti anni fa.
Se il mio sangue scorre ora, però, è grazie a te, ma non per te.
Hai terminato il tuo compito nella creazione, ora tutto scorre.
Grande Geometra, ora la tua creazione é in piedi, passi solo per la manutenzione ordinaria e non.

Non credo che tu sia interessato al destino degli uomini, perchè ci sono troppi destini diversi spesso in contraddizione tra loro: cosa sceglieresti tra l'uno e l'altro? Non credo tu sia buono, perchè se sei buono e sei in ogni cosa... allora cos'è lo schifo che vedo tutti i giorni? Non credo che tu sia giusto, perchè altrimenti saresti più fallace ed in ritardo della giustizia italiana. Non credo che tu guidi le persone, ma se davvero lo fai allora non credo in te perchè non credo nelle parole del tuo Ciambellano Bianco e nelle magagne del tuo IOR, e non credo ai tanti, troppi gruppi che parlano in tuo nome."
"Ma io sono la giustizia superiore!"
"Allora non credo in te perchè non ti capisco, non ci riesco, sono limitato."
"Non puoi parlar così se non hai letto tutti i libri su di me!"
"Sai quanti libri ci sono su di te? Miliardi! Dirmi così significa dirmi nulla. E poi, in questo caso non potrei parlar di nulla, perchè non ho letto tutti i libri di alcun argomento."
"Allora perchè parli con me, ora?"
"Perchè se anche solo una persona si comporterà meglio o morirà più sereno per merito tuo, allora son contento che tu esista."

Per concludere, una cosa scritta tanti anni fa, stessa disillusione:


Dio nun c’è, nun esiste.
Nun ce crede a chi tte dice
che comanna e benedice
e che aiuta chi resiste.

Dio esiste nella mente
di chi nun crede ne la ggente;
ne la mente de chi pensa
che parlà nun conta gnente.

Ne la mente de chi vole
gioia eterna per la prole
e nun pensa che a tal cosa
nun ce deve pensà Dio:
E’ ll’ora che dicemo
“mò ce penso puro io”.

02 gennaio 2008

Ossimoro

Ossimoro concettuale, ossimoro vivente

Ho bisogno della sicurezza necessaria per perdere il controllo