Internet e l'aborigeno
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19 febbraio 2008

Tecnologia!

Ogni tanto mi ricordo di parlare anche di tecnologia.
Anche se in questo periodo, sarebbe meglio dire che ogni tanto mi ricordo di parlare.
Esiste un piccolo oggetto di cui voglio parlare, perchè porta con se un gusto di sapori antichi.
Io ammetto di amare molto i vinili.
Ne ho a bizzeffe, vecchi vinili a cui sono affezionato.
Un paio di Proietti.
De Andrè.
Un vecchio Prince dove "sometime it snows in April" ha degli schiocchi che mi piacciono da morire.
Vecchi disci 45 giri. Ho addirittura dei 78 giri. Un'intera raccolta jazz che apparteneva a mio padre.
Ammetto, però, che è scomodo sentire i dischi. Da quando mi si è rotto l'ultima volta, non li ho più ascoltati.
Ora esiste la possibilità di riversare in supporto digitale, con costi minimi ma con tanta pazienza, i contenuti dei dischi, insieme a tutti quei piccoli difetti sonori che li rendono così speciali.
Qui vi è un esempio dell'oggetto, ma ve ne sono di molte marche e prezzi.


Sempre in tema di musica, vi è mai capitato di addormentarvi con le cuffie alle orecchie? Svegliandovi con un dolore mostruoso alle orecchie stesse? Ebbene, la soluzione è rendere il cuscino già fonte di musica! La spesa sembra anche accettabile, per un regalo, magari.


Infine, per i più frettolosi, un oggetto per preparare il tè ed i toast contemporaneamente: quanto sarebbe utile, di mattina, quando ci si sveglia all'ultimo secondo pur di dormire un poco di più...

02 novembre 2007

Una sentenza importante

Ogni tanto mi ricordo che questo blog è nato principalmente per parlare di internet e tecnologia (è una cosa che dimentico spesso e facilmente, il mio ego ha avuto il sopravvento ;-).

Premetto che io non sono una persona che odia Microsoft, non credo che debba scomparire dalla faccia della terra, non ritengo che Linux sia migliore e non faccio di tutto per boicottarlo.Tuttavia, il comportamento spregiudicato che mantiene sul mercato è da criticare e, quando possibile, da fermare (non credo che in amore ed in affari tutto sia ammesso, anzi).

Un'altra mia convinzione è che spesso noi non facciamo il nostro dovere di "cittadini" in senso lato, ovvero non eseguiamo quel ruolo di controllo che, in parte, ci appartiene (in parte, mi raccomando, non penso che ognuno debba per forza avere la forza di combattere battaglie sociali, dovrebbe già esistere chi si occupa della nostra difesa).
Il nostro ruolo è quello di indignarsi, non prendere tutto per scontato, non dire "tanto è così, non ci posso fare nulla" o, ancora peggio, dire "così va il mondo, è NORMALE".

Per questo motivo, ho salutato con piacere la sentenza che ha portato alla cancellazione del costo di ricarica (partita dall'intervento di un singolo ragazzo che si è indignato ed ha combattuto: devo ammettere che, in quel caso, io ero uno di quelli che considerava la cosa NORMALE, cieco al problema). Ecco qui un poco di storia ed un poco di informazioni, tra cui la campagna per il rimborso dei costi di ricarica.

Per questo motivo, saluto con piacere questa nuova sentenza che impone alla HP, società che produce anche Hardware, a vendere i pc anche senza Microsoft preinstallato, oppure ad accettare di stornare il costo delle licenze dei software al momento della vendita del pc.

Anche in questo caso, mi devo purtroppo unire al gruppo degli "è NORMALE". Infatti, non sapevo che, nel costo di acquisto di un pc, la presenza del software preistallato avesse un costo (il pagamento delle licenze) che si aggira sugli 80-100 euro (a seconda dei pacchetti). Io ero convinto che l'accordo tra le società fosse del tipo "tu metti il mio software, io non ti faccio pagare le licenze". Bè, mi sbagliavo. Si ha diritto, pertanto, ad un eventuale rimborso per le licenze che non si andranno ad utilizzare.

A differenza del caso della sentenza per la rimozione del costo di ricarica, nel quale le associazioni dei consumatori si dileguarono alla richiesta di aiuto da parte del ragazzo per poi ripresentarsi solo quando c'era oramai la certezza della vittoria - l'aiuto attivo venne solo da Beppe Grillo -, in questo caso una associazione dei consumatori ha avuto un ruolo primario nella storia (e meno male, sennò che difesa dei consumatori sarebbe??).

Ecco qui un poco di informazioni.

16 ottobre 2007

Press play on tape!

Quando ero più piccolo, leggevo volentieri, oltre il fantasy, anche la fantascienza.
Immagino questo denoti la mia attitudine a sfuggire la realtà, poi fortunatamente un poco diminuita con l'età.

Nelle mie letture fantascientifiche, oltre Asimov e Dick, oltre "Le meraviglie del Possibile" - raccolta bellissima che consiglio a chiunque, con il racconto breve "La Sentinella", assolutamente da leggere -, oltre alle raccolte di PlayBoy - toglietevi quel sorriso dalla faccia, PlayBoy fu tra i principali mecenati di autori fantasy di grande livello, giuro! :-) -, entrava di diritto Nathan Never, un fumetto che, soprattutto nei primi 50 numeri, era davvero molto bello.

Come tutti i fumetti della Bonelli, attingeva a man bassa da libri e film di fantascienza, le storie erano ben strutturate, i disegni molto belli.

E' in Nathan Never che ho sentito, per la prima volta, la parola "drone", che in robotica indica un robot con limitate capacità decisionali guidato remotamente (ovviamente nel fumetto non era affatto limitato, anzi). I droni servivano per allenamenti di combattimento, per controllare detenuti e prigionieri ed altre attività dove era meglio limitare al minimo il rischio di perdite umane.


Lo studio della robotica, legato allo studio della nanotecnologia, aveva poi portato alla realizzazione di droni-spia, minuscoli e difficilmente rilevabili.


Perchè questo preambolo? Bè, perchè, come riporta il titolo della raccolta sopra indicata, queste fantasie non erano altro che "meraviglie del possibile".

Attualmente, infatti, droni militari sorvolano zone ad alto rischio per fare rilevamenti e per spiare territori.

Ma non ci si è fermati a questo. In Francia, dove la fantascienza ha probabilmente preso piede più che da noi o dove si sentono, forse, in guerra, si è deciso di utilizzarli per controllare le Banlieue (e tanti saluti alla legge sulla privacy).

Mentre in America, sembra che siano utilizzati degli insetti spia davvero futuribili.

E pensare che ogni tanto io ho ancora nostalgia del buon Commodore 64!
Load *",8,1
Press play on tape!
ZZZ Z Z Z Z Z Z Z Z
e poi finalmente qualche gioco innocuo con mega pixeloni a girare per il monitor!

ps: mi astengo dalle valutazioni morali che l'utilizzo dei droni comporta, non mi sento in grado di affrontare un simile discorso.

NOTA: per alleggerire un poco questo post, dico che sono stato alla sagra della castagna di Soriano nel Cimino, che è bella e la consiglio a tutti, e che chiunque, quando gli capita, deve assaggiare zuppa di Farro e Castagne e spezzatino di Vitella e Castagne.

Qui sotto una foto (non si vede bene anche se l'ho schiarita) della preparazione delle castagne, fatta con enormi padelle appese con delle catene sopra al fuoco e mosse di continuo, con un turbinare di lapilli davvero caratteristico nel buio della notte.

07 settembre 2007

ASCOLTATE

Mi sono detto spesso che mi sarebbe piaciuto far sentire il disco dei Genesis che mi piace così tanto... e il magico mondo di Internet mi ha dato una mano, per l'ennesima volta.

Ho trovato questo sito: ti registri, gratuitamente; crei le tue playlist con la musica già condivisa, oppure uploadi le tue scelte; te le ascolti e le condividi con gli altri.

Grandioso.

Permette anche di inserire un player nei blog: ecco, allora, qui accanto due player, uno dedicato a Firth of Fifth per gli oramai noti motivi, l'altro per ascoltare tutto il disco.

Unico limite, purtroppo, la velocità della propria linea, che incide pesantemente sul buon ascolte dei pezzi... ma non si possono fare i miracoli.

Buon ascolto!
PS: ho rimosso il link al V-DAY perchè oramai passato. Per chi non ci fosse stato, si sappia almeno che sono state raccolte almeno 18.000 firme, qui a Roma.
Quando sono andato io, un gruppo di ragazzi di Forza Nuova (erano molto pochi) hanno provato a provocare, con striscioni e bandiere.
Qualcuno, dimenticando che la manifestazione era apolitica, anzi, antipolitica, ha reagito. Ma pochi, fortunatamente.
I più li hanno ignorati, come è giusto che fosse. 10 minuti e se ne sono andati.
Ognuno deve esser libero di usare le bandiere che vuole. Le idee stupide e vigliacche dovranno essere cancellate da un mare di indifferenza.

20 luglio 2007

Cara, al telefono, è per te...

Avete da poco ottenuto in regalo dal vostro partner uno stupendo cellulare e da quel giorno lui indovina ogni vostro più piccolo desiderio e pensiero?
E sembra capire ogni vostra idea, quasi come fosse la/il vostra/o migliore amica/o??

Allora, o avete un partner fantastico, oppure il cellulare che vi ha regalato è un telefono spia e ascolta tutte le vostre telefonate.

Eh, si, un telefono spia.
In un periodo nel quale i discorsi su quanto sia lecito, anche in caso di necessità, irrompere nella privacy delle persone con intercettazioni telefoniche, esiste su internet un mondo fatto di accessori per il piccolo 007.

L'oggetto che, sembra, vada per la maggiore è il telefono spia.
In generale il telefono spia è "legato" ad un secondo apparecchio: chiameremo il telefono spia il "controllato" ed il telefono di riferimento il "controllante".
Ebbene, chi ha il controllante può avere una serie enorme di possibilità di controllo.
Il controllato ha ricevuto una telefonata? Il controllante riceve un sms che segnala il numero chiamante.
Il controllante vuole sapere la lista delle telefonate fatte e ricevute dal controllato? Il controllante comunica una password al controllato e riceve la lista degli ultimi 5 numeri e, se il nome è stato inserito nella rubrica del controllato, saprà anche a chi corrisponde il nome.
Esistono poi funzioni evolute, come attivare il microfono o la videocamera a distanza (intercettazione ambientale) e vedere e sentire cosa accade attorno al telefono controllato, mettersi in preascolto, conoscere la posizione con il gps (questo, anche a telefono spento, da quello che so, a meno che non si stacchi fisicamente la batteria).

Insomma, tutte funzionalità davvero interessanti, per chi vuole spiare gli altri.
Io ho immaginato due scenari angoscianti.
1) la mia ragazza non si fida di me e mi regala un telefono controllato. Appena ricevo una telefonata, riceve un sms sul telefono controllante e sa subito da chi l'ho ricevuta. Vede che è una donna, allora attiva l'intercettazione ambientale e mi ascolta!
2) sono un uomo d'affari e sto nel mezzo di una riunione di lavoro in cui si stanno decidendo cose davvero importanti insieme ad altre persone. Supponiamo che è in corso un grosso affare ed io con dei miei due colleghi stiamo cercando di convincere una quarta persona, che è venuta a trovarci nel nostro ufficio. Ad un certo punto questa quarta persona riceve una telefonata ad uno dei suoi due telefoni e si allontana dall'aula riunioni, scusandosi e lasciando tutte le sue cose. A questo punto io ed i miei colleghi discutiamo su come volgere a nostro favore la contrattazione. Ma la persona che è uscita dalla stanza ha lasciato un cellulare controllato nella giacca e con l'altro cellulare ci sta ascoltando!

Devo dire che sarebbe una cosa davvero angosciante.
Eppure, facilmente realizzabile, anche se un poco costosa... e ovviamente illegale!
Non metto alcun riferimento ai siti che vendono questi oggetti, nonostante sia ovvio che vendere queste cose non sia reato (il reato è nell'eventuale uso non autorizzato). Inserendo, però, "telefoni spia" o "spy phone" in un motore di ricerca, i risultati che usciranno saranno molti.

Come ho accennato prima, fortunatamente l'uso non autorizzato di questi apparecchi costituisce un grave reato, da codice penale. E le sanzioni sono anche molto pesanti, con reclusione dai sei mesi a 5 anni (per vari reati connessi a questa fraudolenta acquisizione di informazioni private).

Almeno, quando ero ragazzino, provavano a venderti solo la penna-canocchiale e gli occhiali per vedere sotto i vestiti...

12 giugno 2007

Sveglia!!!

Oggi avrei voluto parlare dei "conti dormienti", ovvero di quei conti non movimentati per anni di cui le banche si "appropriano" e che sono, a dispetto di quanto uno possa credere, davvero tanti.

Avrei voluto fat notare di come, attualmente, le banche non siano tenute a cercare ed avvertire il correntista o gli "aventi diritto" in un qualsiasi modo, anche con una semplice telefonata del tipo "salve, lei si è dimenticato che ha tutti i soldi da noi"?

Avrei voluto dire che molti di questi conti rimangono "dormienti" per la morte del correntista (e pare che, con l'aumento delle morti violente per incidente stradale siano aumentati enormemente tali casi) ma anche per semplice dimenticanza (incredibile, c'è chi si permette di dimenticarsi di avere dei soldi) e le banche non sono tenute ad avvertirti, nè a sapere perchè tu non ti fai più sentire (e comportarsi, poi, di conseguenza).

Avrei voluto dire che solo alcuni politici suggeriscono maggiori tutele per il consumatore, mentre tutti gli altri desiderano utilizzare quei soldi per propri scopi: l'attuale governo sta facendo un passo avanti per obbligare le banche a segnalare ai correntisti che il conto sta per essere acquisito, ma poi, nella sostanza, suggerisce che quei soldi passino, dopo i famigerati 10 anni di dormienza, dalle banche alla banca d'Italia, che li utilizzerà per coprire vittime di frodi bancarie o li userà per il precariato.

Avrei potuto dire tutto questo, ma non mi va di innervosirmi. E poi, questo blog doveva parlare dell'attualità tecnologica e "gadgettistica", non politica...

E quindi, eccovi un simpatico regalo da fare a chi si sveglia con difficoltà: LA SVEGLIA CHE SI FA RINCORRERE!

Quante volte, la mattina, uno spegne la sveglia e si riaddormenta? Nel migliore dei casi, la sveglia ha lo snoozer, e dopo 8 minuti rieccola a ricordarci di alzarci. Nel peggiore dei casi, ci alziamo straniti (MA COME, E' COSI' TARDI??? COME E' POSSIBILE?) e costretti, in pochi minuti, a fare tutto quello che avremmo fatto in mezz'ora (o un'ora, a seconda delle abitudini). Mi viene in mente la scena di fantozzi, con i suoi "tempi dal valore europeo".

Bene, con questa sveglia tutto questo non accadrà più! La sveglia, appena comincia a suonare, inizia anche a girare per casa, obbligando lo sfortunato possessore ad alzarsi e a rincorrerla per la casa. Una volta in piedi, dopo aver strisciato ad occhi chiusi per casa, sdraiandosi sotto i mobili per stoppare quel maledetto mostro che ci urla nelle orecchie, chi avrebbe il coraggio di rimettersi a letto?

Questo simpatico oggetto di tortura quotidiana è prodotto dalla Nanda, e mi stupisco che ancora nessuno abbia fondato un partito contro quest'arma di distruzione di massa. In alto, un video preso da Youtube che mostra la terribile sveglia all'opera: per dovere di cronaca, il video si chiama "clocky is the evil"!
Io, per cattiveria e con un sorriso maligno sul volto, volevo regalarlo a mio fratello, ma sono stato, diciamo così, vivamente sconsigliato a farlo :-)

Per chi, invece, vuole svegliarsi davvero, ecco i riferimenti ai conti dormienti che ho potuto trovare (qui, qui, qui, qui e anche qui)

31 maggio 2007

GOOGLE MAPS: "Vediamo" dove andare a cena stasera?

Google Maps, oltre a permetterti di vedere le strade anche dal satellite, ora ti permette di "scendere" in strada e di vedere, via per via, quale percorso compiere.

Il servizio è attivo solo per New York, ora.
Certo, per farlo qualcuno è andato in giro con una telecamera, le immagini non sono aggiornatissime e, in città che cambiano volto continuamente, si potrebbe non avere esattamente l'idea di cosa ci si può trovare davanti.
Ma le possibilità di utilizzo potrebbero essere comunque molteplici.
Io mi sono divertito a "vedere" casa di una mia amica, che non ho mai potuto visitare di persona.
Qualcun altro potrebbe, ad esempio, "visitare" la via e la zona dove desidera prendere un hotel, o dove comprare casa.

Insomma, la trovo una cosa molto sfiziosa: non è la trovata tecnologica che ci cambierà la vita, ma un salto vale la pena farcelo.

Qui trovate un "esempio" di navigazione: per ridurre le dimensioni del file ho dovuto rimpicciolirlo molto, ma dà comunque l'idea del risultato.

bon voyage

23 maggio 2007

COSA FACCIO SE LA SECONDA VITA E' UGUALE ALLA PRIMA?

Second Life: seconda vita.
Il nome dovrebbe essere rassicurante: una seconda possibilità, un mondo virtuale a portata di click.

Evito qualsiasi commento "morale" sul gioco di simulazione: per quanto mi riguarda, dopo aver giocato un mese a The Sims, mi sono sentito molto stupido a perdere tempo con una vita virtuale quando avevo già così poco tempo libero per quella reale.
Nella vita virtuale, poi, dovevo risolvere lo stesso numero di problemi della vita reale, ma non avevo neanche il gusto di provare le sensazioni ed i piaceri. Così, per punizione, prima di smettere, ho fatto di tutto al mio avatar: l'ho fatto licenziare, sposare due donne differenti (che abitavano con lui e si picchiavano appena si incrociavano, poi scoppiavano a piangere e infine se la prendevano con lui), ho fatto morire una delle due donne (e lui piangeva le ceneri che erano in salone), l'ho fatto divorziare e infine morire con la scossa elettrica.
Ben gli sta per tutto il tempo che mi ha fatto perdere!

Ritornando a Second Life, come simulazione ha avuto un successone e ha simulato alla perfezione come la presenza del denaro e la mancanza di sicurezza della pena sia la causa principale che attira le peggiori persone in ogni luogo.
E già: su Second Life, infatti, esistono monete che hanno corso anche nel mondo reale. O meglio, i Lindendollar, la valuta in corso in Second Life, possono essere cambiati in dollari veri. Ma, soprattutto, non esiste polizia, non esiste stato, esistono solo super amministratori che, tra i quasi tre milioni di "abitanti", difficilmente individuano gli eventi "fraudolenti".

Si sono scatenati i peggiori arrivisti, gente che ha trasformato il gioco in affari, fino al punto di lasciare il lavoro nella vita reale: chi ha comprato terreni virtuali a pochi dollari per poi rivenderle a cifre astronomiche, chi fa concerti a pagamento (anche lì, nulla è gratis, chiedete agli U2 e a Tori Amos), chi vende vestiti a cifre mostruose, chi si prostituisce, chi apre bordelli e locali di spogliarelli...
Poiché anche nel gioco il denaro è diventato fondamentale, la corsa al denaro è diventata il principale scopo, il business è ovunque.
E, come nella vita reale, c'è chi ha preferito scorciatoie per arricchirsi, andando nelle sale da gioco o addirittura chiedendo il pizzo a poveri onesti lavoratori.
Fino ad arrivare ad angherie di ogni genere ed addirittura ad uno "stupro"!

E' mostruosa la capacità di autodistruzione che abbiamo. Alle volte perdo l'ottimismo e inizio a pensare che quello che ci succede è ESATTAMENTE quello che noi ci tiriamo addosso.
Mi è venuto in mente Matrix. Ricordate?

"Miliardi di persone che vivono le proprie vite, inconsapevoli. Tu sapevi che la prima Matrix era stata progettata per essere un mondo umano ideale? Dove non si soffriva, e dove erano felici tutti quanti, e contenti. Fu un disastro. Nessuno si adattò a quel programma, andarono perduti interi raccolti. Tra noi ci fu chi pensò a... ad errori nel linguaggio di programmazione nel descrivere il vostro mondo ideale, ma io ritengo che, in quanto specie, il genere umano riconosca come propria una realtà di miseria e di sofferenza. Quello del mondo ideale era un sogno dal quale il vostro primitivo cervello cercava, si sforzava, di liberarsi. Ecco perché poi Matrix è stata riprogettata così. All'apice della vostra civiltà. Ho detto "vostra civiltà" di proposito, perché non appena noi cominciammo a pensare per voi diventò la nostra civiltà, e questa naturalmente è la ragione per cui noi ora siamo qui. Evoluzione, Morpheus. Evoluzione. Come per i dinosauri. Guarda dalla finestra: avete fatto il vostro tempo. Il futuro è il nostro mondo, Morpheus. Il futuro è il nostro tempo."

"Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie.Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale equilibrio con l'ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate su una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finchè ogni risorsa naturale non si esaurisce e l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca. C'è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento e sai qual è? Il virus"

10 maggio 2007

L'EVOLUZIONE DELL'AMOR CORTESE

Un tempo esistevano le lettere.
Per esprimere il proprio amore, affetto o semplice simpatia si doveva pensare ad un modo carino per esprimerlo, mettere su carta il proprio pensiero, eventualmente abbellire la pagina con disegni, oppure usare il profumo, per creare anche una partecipazione "olfattiva".
La lettera, poi, tradiva sentimenti e stati d'animo: una sbavatura, una lacrima, una pagina fitta fitta, frasi inserite nel contesto dopo, scritte sui bordi - tutto era indice di partecipazione, era bello, a me piaceva molto.
Infine c'era l'attesa, il tempo non determinato nel quale la fantasia immaginava la possibile risposta.
Se si era più colti o capaci, invece, si poteva provare con della vera e propria poesia: parola scritta pensando a qualcuno ma regalata a tutti.

Poi è nato l'sms: limite di 160 caratteri, ma immediata ricezione.
Freddo come una ragazza inglese frigida, così difficile da capire, da cui era difficile trarre calore.
Nel tempo, però, si è imparato a dominare il mezzo di comunicazione: sono nati gli
emoticon (il nome emoticon viene da "emotion" e "icon", trovo sia geniale), le mille abbreviazioni (tvttb, nn, abb ecc.), e si è riusciti a ricreare l'emozionalità della lettera... bè, almeno in parte.
L'sms rimane e rimarrà sempre e comunque solo un surrogato della lettera, freddo e digitale bignami emozionale, il riassunto del riassunto di un'idea.
Ma ammetto che si è evoluto, tanto da interessare
l'Accademia della Crusca, tanto da vedere organizzati dei concorsi.

Ma potevamo fermarci a questo? Noooooo! Assolutamente.
Ed ecco, allora, l'ultimo sviluppo del sentimento "fai-da-te-che-io-sono-lontano".
Come farne a meno? Adesso non serve più neanche scrivere e pensare per far sentire alla propria ragazza il proprio affetto, basta regalarle un'apposito telefonino e la t-shirt... sperando che non mandi in cortocircuito il nostro rapporto.