Internet e l'aborigeno
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13 febbraio 2008

Un fine settimana

Un bel fine settimana, rilassante e divertente e in buona compagnia, in cerca di vecchi ricordi su cui cementare nuovi ricordi.

Una stanza al Borgo di Tragliata, dove antico e nuovo si mescolano bene e ti accolgono altrettanto bene.
La zona, poi, pur essendo così vicina chilometricamente a Roma, ti trasporta lontano dalla città: era tanto che non mi addormentavo senza sentire macchine passare e non mi svegliavo sentendo solo uccelli e cani richiamarsi continuamente.

Una cena a Tuscania, il prototipo del paese che mi piace, chiuso in se, medievale, cinto da mura, curato.
Fa freddo, allora si aspetta la cena in un bar carino (San Marco, piazza Mazzini), con cioccolata calda della Lindt e aperitivi e stuzzichini (6 euro una cioccolata ed un aperitivo).
Chiacchiere allegre tra noi e con un altro avventore attempato e con voglia di chiacchierare, di ritorno dal Venezuela.

Poi la cena al Kiathos, sempre curato ma ora meno pregiato nella cucina (almeno i prezzi rispettano uno standard "economico", 32 euro per due primi, un secondo, un contorno, acqua e vino della casa).
Meno pregiato, ma la mia entrecote al porto non era per niente male!
Anche la "Torre di Lavello" è notevole (ma più elaborato e costoso), ci si deve tornare.

Il giorno dopo, abbondante colazione a buffet al Borgo. Anche troppo abbondante... tè, pane sciapo caldo con burro e marmellata, yogurt con cereali vari, succo di arancia ed ananas, frutta varia, formaggio, salumi... (non ho mangiato tutto, ovviamente, sto solo elencando!)
Io non amo il pane sciapo, ma devo dire che esalta i sapori di quello che ci metti sopra.
In questa zona il pane sciapo è d'obbligo: narra la storia che, alzato troppo il prezzo del sale, si cominciò a produrlo sciapo per contrastare lo stato della chiesa.
Nella bassa Toscana e nell'alto Lazio il pane sciapo è storia e tradizione.

Una passeggiata a Trevignano Romano, sul lungo lago, un posto incantevole che non ricordavo.

E poi, la sagra del broccoletto ad Anguillara Sabazia.

A volte serve poco perchè tutto sembri più bello e più facile.

20 settembre 2007

Sagre

Sabato scorso sono andato ad Oriolo Romano per la Sagra del Fungo Porcino (nonostante qualcuno sia convinto di avermi visto a cantare a squarcia gola le canzoni di Califano non so bene dove :-).


Davvero niente male!

Siccome c'è anche questo week end, lascio qualche consiglio utile.

La sagra è organizzata nella piazza centrale di Oriolo.

Arrivare ad Oriolo è molto semplice, basta arrivare a Bracciano o a Manziana e seguire le indicazioni.
Noi abbiamo fatto l'autostrada e poi una strada interna, in mezzoretta e poco più eravamo lì.


Ci sono delle bancarelle da vedere (alcune di prodotti mangerecci tipo formaggi, miele, marmellate, creme di funghi, creme di aglio ed altro), una piccola passeggiata da fare, ma, almeno secondo me, la cosa fondamentale è andare lì per mangiare.

Siamo arrivati verso le sette.
Ci siamo fatti una passeggiata, poi ci siamo messi in fila.
La fila era lunga, diciamo che dalle 7,50 alle 8.30 siamo stati in fila.
Consiglio, mentre si è in fila, di andare a prendere il menù e di scegliere cosa si vuole, per non perdere tempo poi alla cassa.


Nel menù siamo stati abbastanza ripetitivi:
  • bruschetta alla crema di funghi

  • pane ai funghi

  • fettuccine ai funghi

  • stufato di carne e funghi

  • funghi fritti

Erano tutto buono, soprattutto i funghi fritti!
I prezzi: 2, 1.5, 7, 6.5, 7 euro.

Ci sono cose anche meno costose, ovviamente non di funghi: braciole e salsicce, patate fritte ed altro (tra i 1.5 e i 3.5 euro).

Appena presa la ricevuta dalla cassa, deve essere portata subito alla "mensa": molte persone non avevano capito di doverlo fare e hanno mangiato alle 10.

Data la ricevuta alla "mensa", loro mettono la richiesta in coda: ci vuole una mezz'oretta per poter mangiare.

Nel frattempo conviene andare a prendere da bere (altra e diffente fila, purtroppo) e andare a fermare un posto per sedersi.

Se volete comprare i funghi (25 euro al chilo) dovete andare dove si compra da bere (ma si può non fare la fila e chiedere passando da un lato). Il prezzo è alto, ma a Roma li ho visti a 20 euro e non avevano minimamente lo stesso odore, quindi immagino che non si avvicinassero nemmeno un poco, in quanto a qualità, a quelli che ho comprato ad Oriolo.


Buona cena!

Sempre in questo periodo: