Vecchi fogli (2)
Ancora privo di parole, me le faccio prestare nuovamente dalla lettera dell'altra volta, che proseguiva così:
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E l’amore, che ti fa sentire su un altro pianeta, cambia il colore delle cose, ti dà energie in continuazione; non scorderai mai quei bei momenti di silenzio che precedono e seguono i baci appassionati.
Quegli attimi a cui si arriva guardandosi negli occhi, magari sorridendo, ma poi il viso cambia, diventa serio, la bocca si socchiude, seguita dagli occhi che fanno altrettanto, e allora tutto si confonde.
In quel momento ti perdi in un odore, in un sapore, almeno all’inizio.
Con calma, senza fretta, assaporare quell’attimo e la persona che hai davanti.
Quello è il silenzio che intendevo, quello che ti prende all’improvviso, e ti spegne il cervello.
Il cervello si scioglie, diventi solo corpo, e dopo ti ricorderai solo le sensazioni, perché al bacio segue altro, e diventa importante anche il tatto, il gusto, e ti perdi ancora di più… la pelle, il calore, il freddo… e sei perso oramai, il corpo dell’altra persona fuori e dentro di te.
A quel silenzio ne segue un altro, quello fatto di carezze, di sguardi e sorrisi, dove le parole non trovano proprio posto perché sono inutili, forse addirittura “obsolete” perché oramai sai comunicare in un altro modo.
Ci hai mai pensato? Quando uno bacia chiude gli occhi proprio per questo: annulli le parole e gli occhi - il nostro modo di comunicare consueto - e ti lasci andare ad un altro tipo di comunicazione, usando il canale del corpo, delle sensazioni, del tatto, del gusto.
Non ne hai abbastanza fino a che non conosci a perfezione la pelle, il sapore, i brividi dell’altro.
Perchè se ti fermassi prima ti sembrebbe di avere interrotto un discorso a metà.
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