Internet e l'aborigeno
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09 novembre 2009

Modello da seguire

Ho un nipote di 17 anni.
L'ho aiutato a studiare, a volte, e mi son reso conto che qualcosa non va.
Non in lui, lui è stato bravo sia nel sopportarmi (poverino) sia, poi, nei voti che ha ottenuto.
C'è qualcosa che non va nell'educazione in generale.
Vedo troppi ragazzi che ciondolano e non rendono.
Sono tutte capre? Idioti senza speranza? Io non credo.
Ma allora dove è il problema? Perché non riescono a interessarsi a nulla per più di 15 secondi consecutivi? Sono molti a non avere interessi, sono molti a non avere nulla da fare.

L'idea che mi sono fatto, ovviamente banalizzata e appiattita dal limite di parole e tempo che mi sono autoimposto, è che, semplicemente, si sono abituati alle scorciatoie.

Prendo tre elementi che, almeno per me, erano "fari" nella mia vita al tempo del liceo.

Ambiente scolastico: avevo dei professori abbastanza rigidi, ma comunque "schematici". Senza alcun tipo di sistema, mi sono sempre istintivamente accorto dei comportamenti ricorrenti delle persone. E li sfruttavo a mio piacimento. Sapevo come soddisfarli, se mi andava (con molti professori ho deciso apertamente di entrare in conflitto). In ogni caso, oltre a questo limite (in ogni libro di comunicazione l'esempio del pessimo comunicatore è sempre "il professore"), erano tosti e riuscivano comunque a farmi entrare in "competizione" con loro, quindi imparavo e devo a loro molto. In ogni caso, mia madre ne rimaneva fuori e la responsabilità dei rapporti con loro era mia.
Quello che vedo ora, invece, è un lassismo esagerato. I "poveri ragazzi" che devono studiare troppo e non riescono a seguire le loro 1234 attività che i loro genitori vogliono che seguano. Madri e padri sempre pronti a giustificare i propri figli e figli sempre pronti a giustificare se stessi. Tutto ciò che costa 10 minuti in più di fatica... ZAC, cancellato. Ed ecco che i programmi sono resi più brevi (non più interessanti e aggiornati), gli esami all'università vengono tagliati e accorciati, i voti semplificati. Non ci si rinnova, ci si semplifica (e la semplificazione non è un buon partito). E allora faticare ad eccellere non è più importante, perché è il mondo scolastico stesso che non ti chiede più di sforzarti.

Le amicizie: tra i ragazzi chi studia è stupido. Chi segue le regole, è stupido. Tra le ragazze, chi è bravo e non è un infame, è noioso. Questo non è sicuramente un problema moderno, ma porta comunque ad appiattirsi e a cercare comunque una scorciatoria: se essere infami e "irregolari" ti porta ad avere un riconoscimento "della piazza", si instaurano comunque meccanismi in cui i benefici sono molto elevati. Come fare in modo che abbia benefici anche chi si comporta in modo corretto? E' vero che la virtù è premio a se stessa (frase che si trova già tra i filosofi greci, nell'Eneide, poi in Spinoza eccetera), ma questa è una verità che si impara con il tempo, non si può sperare che un ragazzo lo capisca subito. Si deve dare un premio alla virtù, altrimenti si cerca gratificazione in altri lidi.

Lo sport e le competizioni in genere: non amo il modello super competitivo all'americana, dove bambini di pochi anni sono buttati nella mischia per vedere come se la cavano e per tirare fuori solo chi eccelle. Lo sport deve essere crescita e ambientamento, imparare a combattere ma anche ad accettare le sconfitte. In quel poco che ho visto, sempre tramite gli occhi di persone più giovani di me, invece, sto vedendo solo un "finto professionismo". Quel spingere tutto all'eccesso sacrificando il sorriso e il divertimento. Bè, anche questo, secondo me, porta a semplificare tutto e a cercare scorciatorie, in questo caso scorciatoie per lasciare. Io ero davvero scarso a giocare a pallone, ho iniziato tardi, a 14 anni, e non ero particolarmente "sciolto".
Ho smesso di giocare a 24 e qualche soddisfazione me la sono tolta.
Ma mentre i primi allenatori mi sfidavano, ogni giorno, ogni volta, a dare di più e mi gratifivano anche per quel poco che (all'inizio) sapevo dare, i successivi mi rimproveravano qualsiasi cosa, ogni eccesso, ogni fantasia, ogni sorriso, perché "qui si gioca seriamente". A parte che "gioco" e "serio" già stonano tra loro, ma è corretto limitare il mio comportamento (che, comunque, era rispettosissimo del ruolo dell'allenatore, degli orari imposti e della presenza - non sono mai arrivato tardi, mancavo solo se costretto e non mancavo di rispetto al mister o ai compagni) solo perché volevo giocare e sorridere e non pensare di arrivare ad una squadra professionistica? Anche in questo caso, una scorciatoia: fanculo a tutti.

Insomma, una premessa lunga, cerco di arrivare al punto.
Al liceo Parini di Milano hanno dato vita ad un'iniziativa davvero lodevole.
Forse un caso, ma è partita da un professore di filosofia. Finalmente la virtù non è solo premio a se stessa, ma presa di posizione condivisa e premiata.

Forse i ragazzi di ora non hanno bisogno di gente che gli insegni scorciatoie, ma che li inorgoglisca nel cogliere i frutti della loro fatica.

04 agosto 2008

La verità svelata... e di nuovo coperta

Quando un gesto riesce a spiegare una realtà meglio di mille parole.

A Palazzo Chigi si è scelto di eseguire le conferenze stampa in una sala con alle spalle il quadro "La verità svelata dal Tempo". In questo quadro, però, la Verità mostra con semplicità il suo capezzolo (d'altronde è stata svelata, no?).

Oibhò, cosa penseranno tutti i telespettatori vedendo il capo del governo parlare con un capezzolo in primo piano dietro il capoccione a fatica coperto da capelli tirati da tutte le parti?
E poi cosa è tutta questa verità svelata? La verità non è cosa da mostrare in televisione!
Ed ecco che, magicamente, la Verità è stata ricoperta, smussata, mascherata, trasformata in qualcosa che possa essere più facilmente digerita ed accettata.
Il seno è stato coperto con due pennellate, un passaggio di cerone... non importa il valore della Verità, si nasconda tutto pur di non urtare i telespettatori.

Ecco che un quadro estremamente allegorico con sole due pennellate in più è diventato ancora più allegorico, spiegando senza parole cosa davvero pensi della Verità questo esecutivo.

Almeno ora ci permettano di andare in giro a disegnare baffi sui quadri più famosi senza per questo punirci.
Oppure si vadano a rivestire tutte quelle statue che mostrano le pudenda in pubblico: un bel pannolone a tutti, e magari una t-shirt per coprire il petto.

Che tristezza...

30 luglio 2008

Non so cosa fare...

Aiutatemi a capire...


cerco davvero un aiuto, non so come comportarmi, mi cadono le braccia.
Ho un abbonamento telefonico con una compagnia italiana, l'unica presente sul mercato quando ho cominciato la mia avventura nella telefonia mobile: la XXX.
In particolare, ho un vecchio abbonamento, molto conveniente, e non l'ho mai cambiato, nonostante mi abbiano offerto mille volte di modificarlo.
La XXX ha un suo programma interno, una raccolta punti con regalo: una cosa stupida a cui ho partecipato volentieri solo perchè, tra i premi, ci sono donazioni per Save the Children.
L'altr'anno ho inviato il mio contributo, non ricordo se di trenta o sessanta euro.
Poca roba, ma almeno qualcosa.
Quest'anno volevo rinnovare la donazione, ma c'era qualcosa che non quadrava.
Nella descrizione dell'invio non era specificata la cifra, ma una frase criptica: "2.500 'punti' sono sufficienti ad assicurare l'accesso a scuola per un anno a due bambini nella Repubblica Democratica del Congo".
In generale, quando posso, non amo fare le cose senza vederci chiaro, e così chiamo il servizio clienti. Il quale, poco servizievolmente, mi dice che non è compito loro ma di chiamare un altro numero.
Chiamo questo numero, mi risponde una ragazza che, gentilmente, mi chiede come mi può aiutare.
Buongiorno X, vorrei donare le lune a Save the Children, mi può aiutare a capire in cosa consiste la donazione?
X, servizievolmente, mi legge quello che è scritto sul sito, esattamente ed identicamente e semplicemente quello che c'era sul sito.
Allora le dico che sono già stato sul sito, ma vorrei MAGGIORI informazioni.
X, oramai non più servizievole come all'inizio della telefonata (ma le pagano a numero di telefonate giornaliere le persone ai call center?), mi dice che non può aiutarmi maggiormente e che se voglio posso telefonare a Save the children.
Perfetto, non mi scoraggio anche se già mi sono stufato (ma guarda te se per regalare una cosa devo pure telefonarti e farmi spiegare cosa è); anzi, ne approfitto per farmi spiegare qualcosa di più del progetto e come posso assicurarmi che queste donazioni gli arrivino sul serio (visto che anche questa informazione è completamente assente dal sito di XXX).
La signora che mi risponde dice che non si occupa del progetto e mi rigira nuovamente (ma perchè vi piace tanto rimpallare le persone? L'avete fornito voi questo numero a XXX per avere informazioni sul progetto!).
Finalmente riesco a parlare con una persona che sembra potermi rispondere con dovizia di particolari e mi specifica che XXX fornirà loro 30 euro.
Le dico che mi sembra molto poco e che quanto è scritto sul sito di XXX, ovvero "sufficienti ad assicurare l'accesso a scuola per un anno a due bambini nella Repubblica Democratica del Congo", mi sembra fortemente lontano dalla realtà, "a meno che a voi non bastino 15 euro a bambino per un anno intero per libri e scuola".
La mia interlocutrice prima dice "ah, davvero hanno scritto così?" e io le spiego tutto, le leggo il testo, le dico che dovrebbero vigilare su una cosa simile.
A quel punto lei dice "sa, ricevo ogni giorno telefonate del genere, e molti, dopo essersi informati con noi, preferiscono non proseguire con la donazione tramite XXX".
Ed io capisco: capisco che quella frase è stata scritta appositamente, che non gli interessa modificarla a nessuna delle due parti, che sto perdendo il mio tempo.
Oramai innervosito, chiedo se possono indicarmi anche come essere sicuro che i soldi siano realmente inviati da XXX a loro.
"Vede, XXX ci invia una lista di nominativi e la somma totale erogata..."
"Scusi se la interrompo... la cifra totale? Quindi non avete un modo di verificare quanto ha inviato ognuno? Non avete modo di avvertire ogni donatore che la cifra esatta vi è stata inoltrata? Non vi è controllo?"
"In effetti no. In ogni caso, quando ci arriva la lista, noi provvediamo ad inviare una lettera personale di ringraziamento".
"Davvero? Io l'altr'anno non ho ricevuto nulla..."
"Aspetti, mi faccia controllare... bè, anche l'altr'anno la politica era di inviare lettere di ringraziamento..."
Quindi, ho scoperto che i messaggi sono mal formulati (speriamo non appositamente), i soldi sono pochi, i metodi di controllo fallaci, il buon fine della donazione difficilmente verificabile.

La domanda è: ora che devo fare? Non mi va più di donare quei soldi, ma non mi va neanche di farla passare liscia... cosa faccio? Help
Ho scritto alla AGCM, ma non è, credo, l'organo adatto...

19 giugno 2008

Penso

Penso... e questo è già un fatto positivo... forse...

Penso che l'otite è una gran rottura di cojoni.
Penso che non sto vedendo da molto alcune persone e questo mi dispiace.
Penso che mi spiace ancora di più che quelle persone non le sto neanche sentendo e che, a volte, fa piacere anche essere cercati.

Penso che il mio lavoro mi sta stancando, è ora di cercare di cambiare di nuovo.
Ma sono fermo, e mi ci vorrà un poco per rimettermi in moto.
Penso che Londra, questa volta, non la considererò un cambiamento troppo grande... anzi, spero di avere la possibilità di valutare questa ipotesi.

Penso che gli straordinari detassati siano solo una gran boiata: non fanno assumere più persone, sono un freno per nuove assunzioni e per aumenti di stipendio ("non posso darti di più, se vuoi puoi lavorare di più!") e che propongano uno stile di vita che non condivido: va bene lavorare per guadagnare, ma poi si deve anche avere il tempo di spenderli, quei soldi.

Penso che i militari in città siano una cazzata pazzesca: non sono addestrati per pattugliare città, diventano un pericolo e non un'arma in più per la pubblica sicurezza.
Penso che i militari in città siano solo una scusa per aumentare le spese dell'esercito (alla voce "spese di guerra" si vede che vi erano valori troppo bassi) e che saranno un danno: i poliziotti ed i carabinieri dovranno fare da balia a loro e difendere noi.

Penso che il blocco dei processi sia una porcata così grande che mi viene tristezza solo a pensarci: di solito si dice "mi serve maggior efficienza, aumentiamo le persone".
Qui, invece, si vuol far passare un favore personale come una grande e geniale azione per la sicurezza di tutti.

Penso che gli italiani non meritino tutto questo; ma poi penso che li hanno votati, e che sono anche contenti (ultime rilevazioni) delle misure sino ad ora adottate.
Quindi, penso che almeno IO non merito tutto questo.

Penso che questi giorni, fiaccato da antidolorifici, antibiotici e antinfiammatori, forse sono diventanto anti tutto.
E quindi penso che sia il caso di tacere. 

"Tutti conosciamo la stessa verità: la nostra vita consiste in come scegliamo di distorcerla. "

12 novembre 2007

Bel week end

Bel week end.
Gran bel week end davvero.
Una petroliera ha deciso che il Mar Nero non fosse abbastanza nero.
Quindi, vai col greggio, anche perchè tanto costa poco, quindi spargiamolo nella natura.
Visto che ci stiamo, una spruzzatina di zolfo.
Un poliziotto ha deciso di correre con la pistola in mano, un colpo è partito ed è passato tra le macchine di un'autostrada, attraverso la rete che divide le corsie, tra i guardrail, nel vetro di una macchina ed ha colpito in un punto vitale un ragazzo di 28 anni, uccidendolo.
La stessa probabilità di vincere al superenalotto, ma qui han perso tutti.
Gente esaltata ha dato sfogo alla propria rabbia repressa, prendendo come scusa l'uccisione del ragazzo, e ha dato fuoco a macchine, colpito persone, devastato palazzi.
Uno stato assente ha permesso che le partite si giocassero e che la violenza degenerasse.
Giletti è ancora in televisione, nonostante ogni volta apra bocca ci sia da vergognarsi pensando che i soldi che prende sono anche i miei.
Un sedicenne annuncia la strage su YouTube e vuole anche metterla in atto.
Davvero un bel week end.
Perchè un pessimisma non è altro che un ottimista stanco.

02 novembre 2007

Una sentenza importante

Ogni tanto mi ricordo che questo blog è nato principalmente per parlare di internet e tecnologia (è una cosa che dimentico spesso e facilmente, il mio ego ha avuto il sopravvento ;-).

Premetto che io non sono una persona che odia Microsoft, non credo che debba scomparire dalla faccia della terra, non ritengo che Linux sia migliore e non faccio di tutto per boicottarlo.Tuttavia, il comportamento spregiudicato che mantiene sul mercato è da criticare e, quando possibile, da fermare (non credo che in amore ed in affari tutto sia ammesso, anzi).

Un'altra mia convinzione è che spesso noi non facciamo il nostro dovere di "cittadini" in senso lato, ovvero non eseguiamo quel ruolo di controllo che, in parte, ci appartiene (in parte, mi raccomando, non penso che ognuno debba per forza avere la forza di combattere battaglie sociali, dovrebbe già esistere chi si occupa della nostra difesa).
Il nostro ruolo è quello di indignarsi, non prendere tutto per scontato, non dire "tanto è così, non ci posso fare nulla" o, ancora peggio, dire "così va il mondo, è NORMALE".

Per questo motivo, ho salutato con piacere la sentenza che ha portato alla cancellazione del costo di ricarica (partita dall'intervento di un singolo ragazzo che si è indignato ed ha combattuto: devo ammettere che, in quel caso, io ero uno di quelli che considerava la cosa NORMALE, cieco al problema). Ecco qui un poco di storia ed un poco di informazioni, tra cui la campagna per il rimborso dei costi di ricarica.

Per questo motivo, saluto con piacere questa nuova sentenza che impone alla HP, società che produce anche Hardware, a vendere i pc anche senza Microsoft preinstallato, oppure ad accettare di stornare il costo delle licenze dei software al momento della vendita del pc.

Anche in questo caso, mi devo purtroppo unire al gruppo degli "è NORMALE". Infatti, non sapevo che, nel costo di acquisto di un pc, la presenza del software preistallato avesse un costo (il pagamento delle licenze) che si aggira sugli 80-100 euro (a seconda dei pacchetti). Io ero convinto che l'accordo tra le società fosse del tipo "tu metti il mio software, io non ti faccio pagare le licenze". Bè, mi sbagliavo. Si ha diritto, pertanto, ad un eventuale rimborso per le licenze che non si andranno ad utilizzare.

A differenza del caso della sentenza per la rimozione del costo di ricarica, nel quale le associazioni dei consumatori si dileguarono alla richiesta di aiuto da parte del ragazzo per poi ripresentarsi solo quando c'era oramai la certezza della vittoria - l'aiuto attivo venne solo da Beppe Grillo -, in questo caso una associazione dei consumatori ha avuto un ruolo primario nella storia (e meno male, sennò che difesa dei consumatori sarebbe??).

Ecco qui un poco di informazioni.

20 luglio 2007

Cara, al telefono, è per te...

Avete da poco ottenuto in regalo dal vostro partner uno stupendo cellulare e da quel giorno lui indovina ogni vostro più piccolo desiderio e pensiero?
E sembra capire ogni vostra idea, quasi come fosse la/il vostra/o migliore amica/o??

Allora, o avete un partner fantastico, oppure il cellulare che vi ha regalato è un telefono spia e ascolta tutte le vostre telefonate.

Eh, si, un telefono spia.
In un periodo nel quale i discorsi su quanto sia lecito, anche in caso di necessità, irrompere nella privacy delle persone con intercettazioni telefoniche, esiste su internet un mondo fatto di accessori per il piccolo 007.

L'oggetto che, sembra, vada per la maggiore è il telefono spia.
In generale il telefono spia è "legato" ad un secondo apparecchio: chiameremo il telefono spia il "controllato" ed il telefono di riferimento il "controllante".
Ebbene, chi ha il controllante può avere una serie enorme di possibilità di controllo.
Il controllato ha ricevuto una telefonata? Il controllante riceve un sms che segnala il numero chiamante.
Il controllante vuole sapere la lista delle telefonate fatte e ricevute dal controllato? Il controllante comunica una password al controllato e riceve la lista degli ultimi 5 numeri e, se il nome è stato inserito nella rubrica del controllato, saprà anche a chi corrisponde il nome.
Esistono poi funzioni evolute, come attivare il microfono o la videocamera a distanza (intercettazione ambientale) e vedere e sentire cosa accade attorno al telefono controllato, mettersi in preascolto, conoscere la posizione con il gps (questo, anche a telefono spento, da quello che so, a meno che non si stacchi fisicamente la batteria).

Insomma, tutte funzionalità davvero interessanti, per chi vuole spiare gli altri.
Io ho immaginato due scenari angoscianti.
1) la mia ragazza non si fida di me e mi regala un telefono controllato. Appena ricevo una telefonata, riceve un sms sul telefono controllante e sa subito da chi l'ho ricevuta. Vede che è una donna, allora attiva l'intercettazione ambientale e mi ascolta!
2) sono un uomo d'affari e sto nel mezzo di una riunione di lavoro in cui si stanno decidendo cose davvero importanti insieme ad altre persone. Supponiamo che è in corso un grosso affare ed io con dei miei due colleghi stiamo cercando di convincere una quarta persona, che è venuta a trovarci nel nostro ufficio. Ad un certo punto questa quarta persona riceve una telefonata ad uno dei suoi due telefoni e si allontana dall'aula riunioni, scusandosi e lasciando tutte le sue cose. A questo punto io ed i miei colleghi discutiamo su come volgere a nostro favore la contrattazione. Ma la persona che è uscita dalla stanza ha lasciato un cellulare controllato nella giacca e con l'altro cellulare ci sta ascoltando!

Devo dire che sarebbe una cosa davvero angosciante.
Eppure, facilmente realizzabile, anche se un poco costosa... e ovviamente illegale!
Non metto alcun riferimento ai siti che vendono questi oggetti, nonostante sia ovvio che vendere queste cose non sia reato (il reato è nell'eventuale uso non autorizzato). Inserendo, però, "telefoni spia" o "spy phone" in un motore di ricerca, i risultati che usciranno saranno molti.

Come ho accennato prima, fortunatamente l'uso non autorizzato di questi apparecchi costituisce un grave reato, da codice penale. E le sanzioni sono anche molto pesanti, con reclusione dai sei mesi a 5 anni (per vari reati connessi a questa fraudolenta acquisizione di informazioni private).

Almeno, quando ero ragazzino, provavano a venderti solo la penna-canocchiale e gli occhiali per vedere sotto i vestiti...

18 luglio 2007

Selva ritira le dimissioni

Ho letto che il senatore Gustavo Selva ha ritirato le proprie dimissioni perché - parole riportate dal resoconto stenografico della seduta del Senato - "Mi spiace per il ministro Livia Turco, ma più delle sue accuse mi interessa il giudizio sereno di tanti cittadini che in questo lungo mese mi hanno inviato e-mail, che mi hanno telefonato e che ho incontrato, specialmente nel Veneto così come nelle strade. E sono tutti messaggi che mi invitano a restare".

Ora, io sono cittadino italiano e non lo invito assolutamente a restare, anzi.
Quindi, tenendoci a farglielo sapere, potendo sfruttare la potenza di internet per quanto riguarda le comunicazioni, ho inviato la seguente email:

A: selva_g@posta.senato.it
CC: marini_f@posta.senato.it, finocchiaro_a@posta.senato.it, schifani_r@posta.senato.it, salvi_c@posta.senato.it, matteoli_a@posta.senato.it, russospena_g@posta.senato.it, donofrio_f@posta.senato.it, cutrufo_m@posta.senato.it, peterlini_o@posta.senato.it, castelli_r@posta.senato.it, palermi_m@posta.senato.it, formisano_a@posta.senato.it

OGGETTO: Dimissioni Senatore Gustavo Selva

Buongiorno Senatore,
in merito a quanto da Lei affermato in Senato (seduta n° 195, 17/07/2007), ovvero che Lei ha ritirato le dimissioni perché i cittadini La invitavano a restare, ci tenevo a farLe sapere che io, cittadino italiano, con serenità NON La invito a rimanere.

Cordiali Saluti

Gli indirizzi non li ho ottenuti con qualche strano stratagemma elettronico, ma che sono a disposizione di chiunque li voglia sul sito del Senato Italiano.
In particolare, ho ottenuto da quel sito gli indirizzi del senatore Gustavo Selva e del Presidente del Senato Franco Marini, oltre a quelli di tutti i Presidenti dei Gruppi Parlamentari al Senato.

Sono a disposizione di tutti, nello stesso sito, anche le informazioni sul trattamento economico dei senatori.

Spero che molte altre persone vogliano far sentire la loro voce in merito a questa vicenda, in modo che si possano contare le persone che chiedono realmente al senatore di rimanere al proprio posto.

PS: il resoconto della seduta riporta un'accorata autodifesa del senatore: invito tutti a leggerla per farsi una propria idea. Se non si riesce a vedere il file pdf del resoconto stenografico, si può accedere da qui, poi selezionare la seduta 195 e cliccare sul resoconto stenografico.

09 luglio 2007

Le nuove sette meraviglie del mondo: i risultati

Un paio di mesi fa avevo affrontato il tema della votazione delle nuove sette meraviglie del mondo: appuntamento mediatico di impressionanti dimensioni, organizzato in concomitanza di una data altamente evocativa, il 7/7/7 (ma perchè il 6 giugno del 2006 non si è organizzata alcuna festa particolare?? :-)

Credo, ovviamente, che vi siano stati interessi grandiosi e campanilistici, nella votazione di questi luoghi: ognuno avrà tirato acqua al suo mulino, per forza qualcosa è rimasta fuori e sicuramente le polemiche si susseguiranno per mesi (e quando mai riusciranno a superare la sofferenza i francesi per la loro Torre Eiffel - che io trovo un obbrobrio - e gli americani per la Statua della Libertà - altro mostro, a mio avviso- ?)

Dando sfoggio anche io di spirito campanilistico, sono molto contento che sia stato votato il Colosseo: credo che noi romani siamo così abituati a trovarcelo accanto - rassicurante amico sempre presente da molti secoli, incrollabile sicurezza della nostra romanità - che spesso ne trascuriamo la grandiosità.

PICCOLA NOTA: Sgarbi ha trovato anche questa volta il modo di far parlare di se, dicendo che la scelta è stata obbligata per rappresentare l'Italia. E ha detto che, se Milano fosse stata una città più visitata, forse si sarebbe votato il Duomo di Milano.
Bè, faccio solo notare che la votazione era su internet, tutti potevano accedere e dare il proprio voto.
Che non ci siano stati "solo" interessi campanilistici, lo dimostrano i numeri: secondo quanto dice il buon Sgarbi, è stato votato solo perchè gli italiani dovevano essere rappresentati: ma gli italiani sono così tanti al mondo da permettere di superare in votazioni la Statua della Libertà americana? Oppure, se gli interessi fossero solo politici, non sarebbe stato meglio votare proprio la Statua della Libertà, visto che gli americani contano nel mondo un tantino più di noi?

E poi, tutto questo prevede che le votazioni siano truccate, o crede che l'intero mondo abbia pensato che sarebbe stato ingiusto non rappresentare l'Italia e abbia votato di conseguenza per spirito civico internazionale?
Parlando di interessi, credo che Sgarbi, come ampiamente mostra la chiusa del suo discorso, stia dando solo voce al suo campanilismo politico, e quindi passiamo oltre senza fermarci troppo.

Tra parentesi, credo (l'ho sentito ma non trovo la conferma, i più danno la lista dei "votati" solo in ordine alfabetico) che il Colosseo sia stato il secondo, in quanto a numero di voti.

Come che siano andate le cose, qualunque siano le proteste, nonostante l'Unesco non riconosca la votazione, contuttociocchè sicuramente l'evento fosse costruito come una macchina crea-soldi, le nuove sette meraviglie del mondo sono:
Le prime due le ho viste, mi mancano solo le altre 5 :-)

Continuo a rimanere perplesso, comunque, sul fatto che la Sagrada Familia non fosse neanche tra le prime 77 scelte che erano presenti all'inizio della votazione.

27 giugno 2007

L'ombelico del mondo

Si nota nulla di strano, in questa foto?
Oltre al fatto che la modella sembra essere molto bella, intendo...

Bè, la modella non ha l'ombelico! Non è affetta da qualche strana malattia genetica né è un'aliena!
Come è possibile, allora? Semplice, la foto è ritoccata ma il grafico che ha compiuto il lavoro probabilmente aveva molto sonno, oppure la sua vita è piena di donne di carta ma vuota di donne vere e l'inesperienza gli ha tirato un brutto scherzo.

La foto è stata pubblicata su PlayBoy, una rivista con una grande è gloriosa storia alle spalle, soprattutto per il nudo artistico (nel 53, primo anno di vita della rivista, Marilyn Monroe fu sulle copertine della rivista con "una foto che sconvolse il mondo"), ma non solo: ad esempio, pubblicava storie di fantascienza di notevole fattura, con racconti di Bradbury, Clarke e Dick, per dirne alcuni (chi mastica di fantascienza sa che sto parlando di assoluti maestri).

Una rivista capace di incidere sul gusto delle persone e di proporre icone di bellezza femminile.
Ecco, appunto: icone, simboli, rappresentazioni di una realtà da apprezzare, seguire, imitare se possibile. Ma dove è la realtà?
Non ci si può proprio più fidare delle donne! Tra trucchi, tacchi, push-up, eccetera già era alto il rischio di rimorchiare una donna in discoteca e trovarsene, poi, una completamente differente nel proprio letto.
Ora, con i trucchi fotografici, anche gli oggetti del desiderio rischiano di nascondere pessime sorprese (ah, tu sei la playmate di aprile? e che ti è successo tra maggio e giugno, ti hanno calpestato con un tir??)

Spesso ho discusso con amici su quanto la pubblicità, la televisione, il cinema, le riviste di moda incidano sulla realtà.
Non sono loro a seguire la realtà, a darne immagine, ma ne indirizzano l'evoluzione.
La pubblicità, soprattutto, il cui scopo è creare solo finti bisogni (ricordate Fight club? La pubblicita' ci mette nell'invidiabile posizione di desiderare auto e vestiti, ma soprattutto possiamo ammazzarci in lavori che odiamo per poterci comprare idiozie che non ci servono affatto) traforma la realtà, la rende desiderabile ma mai raggiungibile, in modo che tutti agognino sempre qualcosa che non raggiungeranno mai (gli acquisti nascono dai bisogni, reali o fittizi che siano).

Il marketing, oramai, muove il mondo: bisogna proporre la cosa più bella per attirare il maggior numero di persone e battere la concorrenza. Poichè la bellezza è già stata inventata, allora si deve fare di più, si deve mostrare la superbellezza, quella che non esiste, la perfezione.
Di conseguenza anche il cinema, la televisione, le riviste propongono icone e bellezze che non sono reali, non puoi trovarle nella vita di tutti i giorni, superano l'ambito umano per diventare divinità.

(Per inciso, anche le attrici porno sono preoccupate dall'Alta Definizione: loro, che dovrebbero attirare l'attenzione per tanti altri motivi, sono invece consce che oramai l'immaginario proposto è quello di donne senza difetti e quindi sono preoccupate perchè l'alta definizione sta rendendo palesi dei difetti fisici prima trascurabili)

Questo gioco, alla lunga, sta diventando molto pericoloso. Molte persone non riescono a distinguere il vero dal falso, non riescono a distinguere il raggiungibile dall'irragiungibile e questo loro continuo sforzo di adeguarsi ai gusti comuni, dettati appunto da cinema e pubblicità, li sta buttando nel tritacarne.
La vita estremamente competitiva che ci troviamo a vivere, fa si che "stare fuori dal coro" sia sempre più complicato: ma come fare se i modelli proposti non sono neanche reali?

Abuso di operazioni di chirurgia estetica (nata per aiutare persone con danni estetici anche gravi, è diventato un business per chirurghi senza scrupoli a danno di persone insoddisfatte), anoressia, insoddisfazione cronica e depressione sono oramai molto difffusi.

Certo, c'è chi potrebbe obiettare che questo è il mondo e i media non fanno altro che rappresentarlo.
Viene, però, in mio aiuto uno studio di Anna Becker, antropologa dell'Harvard Medical School.
Per il suo studio, del 1999, essa controllò l'evoluzione dell'attitudine verso il cibo tra gli adolescenti delle isole Fiji, dove la televisione arrivò solo nel 1995, iniziando a bombardare le persone con i programmi (e le pubblicità) in voga in america.

Purtroppo non posso linkare lo studio della dottoressa (è in vendita e non in libera consultazione), quindi riporto i risultati di cui ho trovato maggior riscontro: si osservò l'aumento della frequenza, tra adolescenti di sesso femminile, di diete nonché i primi casi di anoressia e bulimia; già nel 1998 il 74% di esse dichiarava di percepire il proprio corpo come "troppo robusto e grasso" e di voler dimagrire e che il 15% ricorreva a vomito autoindotto per controllare il peso.
Il tutto in un paese dove, fino al 1995, si era per tradizione apprezzato nella donna un fisico robusto e pieno, e dove non si erano registrati disturbi di carattere alimentare.

Non so neanche io come concludere questo post. La discussione si allarga a macchia d'olio, sull'influsso sociale dei media, su come sia stupido seguire solo l'accettazione da parte degli altri fino a snaturare il proprio fisico, sulla forza di penetrazione della tv i cui messaggi sono, purtroppo, accettati senza spirito critico, su come ci si senta spesso fuori luogo nel mondo perchè i modelli presentati sono troppo lontani dalla realtà... ma lo spazio ed il tempo a me concessi sono terminati, mi vado a fare una carbonara per consolazione.


20 giugno 2007

Versione di Latino per la maturità del 2007

Ok, lasciate perdere il titolo, non c'entra nulla, mi incuriosisce solo sapere se domani troverò accessi casuali da più parti di Italia :-)

Se qualche studente è entrato qui per colpa del titolo... bè, mi spiace, state prendendo parte ad uno studio su come incrementare gli accessi casuali in un blog.

In ogni caso, proprio di maturità volevo parlare.
Ma non dell'esame, che ricordo ancora come una tortura infinita, aggravata da un caldo afoso terribile, come sta accadendo in questi giorni.
Unica fortuna (ma al tempo non mi sembrò tale), fu essere il secondo interrogato di tutta la scuola. Dal secondo giorno di esami orali io ero al mare, a prendere il sole sfottendo quelli che ancora dovevano studiare.

Non degli esami, quindi, ma dei commissari di esame.
Ogni anno devo sentir dire che sono sottopagati e che è difficile trovare dei commissari per gli esami di maturità.
La cosa mi fa letteralmente imbestialire.

Prima di tutto perchè io rimasi vittima di un commissario incazzato che fu precettato per forza e che venne nella nostra scuola a farci pentire di non essere rimasti a casa: presi 40 nonostante fossi stato presentato con la media dell'8 - e la media degli anni precedenti DEVE incidere sul voto. Ricordo che durante la discussione del mio voto 2 professori - che allora erano esterni e quindi non erano i MIEI professori - uscirono dall'aula per protesta. Io presi 40 ed era il 5° voto più alto della mia classe! (tre sessanta, di cui due erano figli di professori di quella scuola - anche se, per onor del vero, erano molto bravi- , un 56, poi io, poi tutti 38 e 36).


Secondo perchè sento sempre lamentele su di una retribuzione inadeguata: secondo quanto ho letto le cifre non mi sembrano così irrisorie. C'è gente che quelle cifre non le riesce proprio a vedere, in un mese di lavoro.

Terza cosa perchè adducono la scusa della malattia come mezzo per fuggire da questo loro obbligo.
Ricorrere alla malattia l'ho sempre considerato una vera e propria vigliaccata, una cosa davvero triste, che pesa sulle tasche di tutti ma che soprattutto dimostra profonda vigliaccheria e incredibile mancanza di rispetto.
E' il vostro cazzo di lavoro, vi si richiede di tenere degli esami... e non vi si chiede nemmeno di andarci gratis!


Queste sono le persone che dovrebbero insegnarci a vivere. Quelli che "la scuola è soprattutto una scuola di vita, non si impara solo la cultura". Ma dai? Quindi mi stai insegnando ad essere disonesto, a fuggire dai miei doveri perchè il gioco non vale la candela, a lavarmene le mani, a pretendere prima di dare. Complimenti, davvero. Complimenti a tutti quei professori.

Ha ragione Fioroni, almeno non chiediate serietà ai vostri alunni.

Non amo la categoria dei professori. Non la amo affatto e credo che i bravi professori si contino sulla punta delle dita, e che quindi non è giusto che tutti siano pagati allo stesso modo. Ho visto professori aggiornarsi di volta in volta, tenere il passo con i tempi, cercare un dialogo, impegnarsi in prima persona. Ma anche professori che preparavano la stessa lezione da anni, potevi passare l'anno successivo alla stessa ora e avresti sentito dire la stessa fottuta parola. Professori ignoranti, distaccati, stanchi, demotivati, demotivanti, incapaci, interessati solo alla mezza giornata perchè poi il pomeriggio devono fare le lezioni private, repressivi, impauriti dalla vita e dai cambiamenti. Perchè devono ancora poter insegnare?
Perchè devono essere pagati allo stesso modo di chi si impegna e si aggiorna?

E non voglio sentire cazzate del tipo "ma in italiano o in storia per cosa ti vuoi aggiornare"? Ogni anno ci sono mille nuove interpretazioni storiche, mille dibattiti, studi e controstudi... oltre agli studi di psicologia e di metodologia dell'insegnamento che uno dovrebbe fare per imparare a dialogare con giovani che, anno dopo anno, sono sempre più giovani rispetto a loro.

Quanto vorrei che uno di loro leggesse questo blog e provasse a darmi una spiegazione. Quanto desiderei capire davvero con che coraggio affrontano ogni giorno successivo ad una scelta del genere: scappare!

Magari qualcuno saprebbe anche farmi cambiare idea, chissà. Mi permetto di dubitarne.

13 giugno 2007

Ahh, il gelato

In questi giorni, alcuni senatori si sono un poco risentiti perchè non possono usufruire, alla buvette, di un sano gelato.

"Ma come", avranno pensato, "è appena uscito uno studio che indica il gelato come uno dei cibi che, per eccellenza, porta alla felicità e a noi, poveri ed unici veri lavoratori d'italia, ci viene negato?".



Come gli sarà sembrato strano: nella loro vita di stenti, devono rinunciare ANCHE al gelato!
Incredibile: ma chi glielo fa fare?? Che vita di privazione e stenti.
Chissà come si sono sentiti offesi quando hanno letto la
risposta dei senatori-questori.

La richiesta, in particolare, era la seguente:

"Ci rivolgiamo a voi con una richiesta di miglioramento della qualità della vita in Senato. La buvette non è provvista di gelati. Noi pensiamo che sarebbe utile che lo fosse e siamo certi di interpretare in questo il desiderio di molti. E' possibile provvedere? Si tratterebbe di adeguare i servizi del Senato alle esigenze della normale vita quotidiana delle persone."

Ora, in questa lettera già vedo due parole che non vanno. La prima, come fa notare il redattore dell'articolo di repubblica che denunciava l'accaduto, è "desiderio".

La seconda è "esigenza"; o meglio, tutta la frase "esigenze della normale vita quotidiana delle persone" mi fa veramente dare di matto.
Ma come è possibile che, in un periodo in cui si registra un forte scollamento tra cittadino e politica, si possa anche solo pensare di chiedere una cosa del genere? Proprio in un periodo in cui si dovrebbe trottare a testa bassa, e in silenzio...

Comunque, io sinceramente il gelato glielo concederei... a patto che poi si adeguino i servizi forniti al cittadino alle esigenze delle normale vita quotidiana del Senato: i loro vantaggi, i prezzi a loro applicati per molti servizi, le pensioni, eccetera.

La domanda (come è possibile? come è possibile? come è possibile???) mi ronzava in testa.
Poi ho capito (io? capito? miracooolo)!

In realtà non vogliono altro che tornare ad avere la "Antica Segreteria del Corso"!

Dice il saggio: meglio il culo gelato che un gelato al culo.

12 giugno 2007

Sveglia!!!

Oggi avrei voluto parlare dei "conti dormienti", ovvero di quei conti non movimentati per anni di cui le banche si "appropriano" e che sono, a dispetto di quanto uno possa credere, davvero tanti.

Avrei voluto fat notare di come, attualmente, le banche non siano tenute a cercare ed avvertire il correntista o gli "aventi diritto" in un qualsiasi modo, anche con una semplice telefonata del tipo "salve, lei si è dimenticato che ha tutti i soldi da noi"?

Avrei voluto dire che molti di questi conti rimangono "dormienti" per la morte del correntista (e pare che, con l'aumento delle morti violente per incidente stradale siano aumentati enormemente tali casi) ma anche per semplice dimenticanza (incredibile, c'è chi si permette di dimenticarsi di avere dei soldi) e le banche non sono tenute ad avvertirti, nè a sapere perchè tu non ti fai più sentire (e comportarsi, poi, di conseguenza).

Avrei voluto dire che solo alcuni politici suggeriscono maggiori tutele per il consumatore, mentre tutti gli altri desiderano utilizzare quei soldi per propri scopi: l'attuale governo sta facendo un passo avanti per obbligare le banche a segnalare ai correntisti che il conto sta per essere acquisito, ma poi, nella sostanza, suggerisce che quei soldi passino, dopo i famigerati 10 anni di dormienza, dalle banche alla banca d'Italia, che li utilizzerà per coprire vittime di frodi bancarie o li userà per il precariato.

Avrei potuto dire tutto questo, ma non mi va di innervosirmi. E poi, questo blog doveva parlare dell'attualità tecnologica e "gadgettistica", non politica...

E quindi, eccovi un simpatico regalo da fare a chi si sveglia con difficoltà: LA SVEGLIA CHE SI FA RINCORRERE!

Quante volte, la mattina, uno spegne la sveglia e si riaddormenta? Nel migliore dei casi, la sveglia ha lo snoozer, e dopo 8 minuti rieccola a ricordarci di alzarci. Nel peggiore dei casi, ci alziamo straniti (MA COME, E' COSI' TARDI??? COME E' POSSIBILE?) e costretti, in pochi minuti, a fare tutto quello che avremmo fatto in mezz'ora (o un'ora, a seconda delle abitudini). Mi viene in mente la scena di fantozzi, con i suoi "tempi dal valore europeo".

Bene, con questa sveglia tutto questo non accadrà più! La sveglia, appena comincia a suonare, inizia anche a girare per casa, obbligando lo sfortunato possessore ad alzarsi e a rincorrerla per la casa. Una volta in piedi, dopo aver strisciato ad occhi chiusi per casa, sdraiandosi sotto i mobili per stoppare quel maledetto mostro che ci urla nelle orecchie, chi avrebbe il coraggio di rimettersi a letto?

Questo simpatico oggetto di tortura quotidiana è prodotto dalla Nanda, e mi stupisco che ancora nessuno abbia fondato un partito contro quest'arma di distruzione di massa. In alto, un video preso da Youtube che mostra la terribile sveglia all'opera: per dovere di cronaca, il video si chiama "clocky is the evil"!
Io, per cattiveria e con un sorriso maligno sul volto, volevo regalarlo a mio fratello, ma sono stato, diciamo così, vivamente sconsigliato a farlo :-)

Per chi, invece, vuole svegliarsi davvero, ecco i riferimenti ai conti dormienti che ho potuto trovare (qui, qui, qui, qui e anche qui)