Internet e l'aborigeno
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04 agosto 2008

La verità svelata... e di nuovo coperta

Quando un gesto riesce a spiegare una realtà meglio di mille parole.

A Palazzo Chigi si è scelto di eseguire le conferenze stampa in una sala con alle spalle il quadro "La verità svelata dal Tempo". In questo quadro, però, la Verità mostra con semplicità il suo capezzolo (d'altronde è stata svelata, no?).

Oibhò, cosa penseranno tutti i telespettatori vedendo il capo del governo parlare con un capezzolo in primo piano dietro il capoccione a fatica coperto da capelli tirati da tutte le parti?
E poi cosa è tutta questa verità svelata? La verità non è cosa da mostrare in televisione!
Ed ecco che, magicamente, la Verità è stata ricoperta, smussata, mascherata, trasformata in qualcosa che possa essere più facilmente digerita ed accettata.
Il seno è stato coperto con due pennellate, un passaggio di cerone... non importa il valore della Verità, si nasconda tutto pur di non urtare i telespettatori.

Ecco che un quadro estremamente allegorico con sole due pennellate in più è diventato ancora più allegorico, spiegando senza parole cosa davvero pensi della Verità questo esecutivo.

Almeno ora ci permettano di andare in giro a disegnare baffi sui quadri più famosi senza per questo punirci.
Oppure si vadano a rivestire tutte quelle statue che mostrano le pudenda in pubblico: un bel pannolone a tutti, e magari una t-shirt per coprire il petto.

Che tristezza...

30 luglio 2008

Non so cosa fare...

Aiutatemi a capire...


cerco davvero un aiuto, non so come comportarmi, mi cadono le braccia.
Ho un abbonamento telefonico con una compagnia italiana, l'unica presente sul mercato quando ho cominciato la mia avventura nella telefonia mobile: la XXX.
In particolare, ho un vecchio abbonamento, molto conveniente, e non l'ho mai cambiato, nonostante mi abbiano offerto mille volte di modificarlo.
La XXX ha un suo programma interno, una raccolta punti con regalo: una cosa stupida a cui ho partecipato volentieri solo perchè, tra i premi, ci sono donazioni per Save the Children.
L'altr'anno ho inviato il mio contributo, non ricordo se di trenta o sessanta euro.
Poca roba, ma almeno qualcosa.
Quest'anno volevo rinnovare la donazione, ma c'era qualcosa che non quadrava.
Nella descrizione dell'invio non era specificata la cifra, ma una frase criptica: "2.500 'punti' sono sufficienti ad assicurare l'accesso a scuola per un anno a due bambini nella Repubblica Democratica del Congo".
In generale, quando posso, non amo fare le cose senza vederci chiaro, e così chiamo il servizio clienti. Il quale, poco servizievolmente, mi dice che non è compito loro ma di chiamare un altro numero.
Chiamo questo numero, mi risponde una ragazza che, gentilmente, mi chiede come mi può aiutare.
Buongiorno X, vorrei donare le lune a Save the Children, mi può aiutare a capire in cosa consiste la donazione?
X, servizievolmente, mi legge quello che è scritto sul sito, esattamente ed identicamente e semplicemente quello che c'era sul sito.
Allora le dico che sono già stato sul sito, ma vorrei MAGGIORI informazioni.
X, oramai non più servizievole come all'inizio della telefonata (ma le pagano a numero di telefonate giornaliere le persone ai call center?), mi dice che non può aiutarmi maggiormente e che se voglio posso telefonare a Save the children.
Perfetto, non mi scoraggio anche se già mi sono stufato (ma guarda te se per regalare una cosa devo pure telefonarti e farmi spiegare cosa è); anzi, ne approfitto per farmi spiegare qualcosa di più del progetto e come posso assicurarmi che queste donazioni gli arrivino sul serio (visto che anche questa informazione è completamente assente dal sito di XXX).
La signora che mi risponde dice che non si occupa del progetto e mi rigira nuovamente (ma perchè vi piace tanto rimpallare le persone? L'avete fornito voi questo numero a XXX per avere informazioni sul progetto!).
Finalmente riesco a parlare con una persona che sembra potermi rispondere con dovizia di particolari e mi specifica che XXX fornirà loro 30 euro.
Le dico che mi sembra molto poco e che quanto è scritto sul sito di XXX, ovvero "sufficienti ad assicurare l'accesso a scuola per un anno a due bambini nella Repubblica Democratica del Congo", mi sembra fortemente lontano dalla realtà, "a meno che a voi non bastino 15 euro a bambino per un anno intero per libri e scuola".
La mia interlocutrice prima dice "ah, davvero hanno scritto così?" e io le spiego tutto, le leggo il testo, le dico che dovrebbero vigilare su una cosa simile.
A quel punto lei dice "sa, ricevo ogni giorno telefonate del genere, e molti, dopo essersi informati con noi, preferiscono non proseguire con la donazione tramite XXX".
Ed io capisco: capisco che quella frase è stata scritta appositamente, che non gli interessa modificarla a nessuna delle due parti, che sto perdendo il mio tempo.
Oramai innervosito, chiedo se possono indicarmi anche come essere sicuro che i soldi siano realmente inviati da XXX a loro.
"Vede, XXX ci invia una lista di nominativi e la somma totale erogata..."
"Scusi se la interrompo... la cifra totale? Quindi non avete un modo di verificare quanto ha inviato ognuno? Non avete modo di avvertire ogni donatore che la cifra esatta vi è stata inoltrata? Non vi è controllo?"
"In effetti no. In ogni caso, quando ci arriva la lista, noi provvediamo ad inviare una lettera personale di ringraziamento".
"Davvero? Io l'altr'anno non ho ricevuto nulla..."
"Aspetti, mi faccia controllare... bè, anche l'altr'anno la politica era di inviare lettere di ringraziamento..."
Quindi, ho scoperto che i messaggi sono mal formulati (speriamo non appositamente), i soldi sono pochi, i metodi di controllo fallaci, il buon fine della donazione difficilmente verificabile.

La domanda è: ora che devo fare? Non mi va più di donare quei soldi, ma non mi va neanche di farla passare liscia... cosa faccio? Help
Ho scritto alla AGCM, ma non è, credo, l'organo adatto...

30 maggio 2008



Mannaggia mannaggia, non riesco a trovare il tempo per raccontare un poco di Valencia.
Evvabbè, per ora dico solo che è bella anche se piccola. Piccola per uno che viene da Roma... ma anche piacevole proprio perchè non conosce traffico e sovraffollamento.
Il viaggio RyanAir anche questa volta è costato molto poco (una quarantina di euro a testa) ma, a differenza delle altre volte, qui arrivare dall'aeroporto alla città è stato facile ed economico.
Infatti, dall'aeroporto si prende direttamente la metropolitana: 1,80 euro, 20 minuti di metro e si è al centro.
L'hotel l'avevamo trovato con un'offerta su www.venere.it. Hotel Astoria. Grandioso, al centro di Valencia (praticamente a piazza dell'Ayuniamiento), stanza grande e pulita, cassaforte, palestra e jacuzzi in un attico, al nono piano con vista sulla città... il tutto ad 80 euro a notte.

Per il resto, racconterò quando avrò tempo.

PS: voglio far notare una notizia che mi hanno fatto andare fuori di testa anche oggi.

Il vicesindaco di Treviso ha perso l'occasione di stare zitto. Io faccio notare solo che la sua ignoranza è fuori dal comune (se si vede il video, dice che la sua decisione è motivata da motivi di "economia floreale... insomma... no ma... insomma per gli animali"). Per il resto, ognuno si faccia la sua idea guardando qui.

28 maggio 2008

Fanculo



Oggi vorrei parlare di Valencia, di quanto è carina ma piccola, di quanto sia a dimensione di uomo e quindi forse strana per un romano come me; di quanto sia facile raggiungerla e di quanto io sia stato contento di raggiungerla con la mia lei; di quanto sia stato economico andarci, e di qualche consiglio per gli altri; di quanto sarebbe stata bella se ci fosse stato il sole e se non fosse stato tutto chiuso di domenica.
Ma oggi mi rode e mi devo sfogare, parafrasando "La 25-esima ora".
Valencia tornerà, con le sue foto, insieme al mio sorriso.

Fanculo alla benzina che aumenta sempre.
Fanculo a noi, che continuiamo a prendere la macchina.
Fanculo a 10 km fatti in 40 minuti.
Fanculo a questo caldo afoso fuori stagione, non hai motivo di esistere, scompari.
Fanculo a questi vestiti che devo indossare, solo con calzoncini ed infradito forse riuscirei a sopravvivere.

Fanculo alle persone che non si fermano davanti alle strisce, e che addirittura fanno gesti alla povera ragazza di colore che sta attraversando: sei un povero demente, non te ne accorgi?
Fanculo anche a chi ringrazia quando ti fermi sulle strisce, è un vostro diritto, non mi dovete ringraziare.

Fanculo a questo governo, non avete fatto ancora nulla di male, ma state leggittimando arroganza e violenza.
Fanculo a chi fa violenza, vorrei credere che la pagherete, ma so che purtroppo non sarà così.
Fanculo a chi crede che la legge sia solo per gli altri e che le regole non dovrebbero esistere: non vedete che poi rimane solo la legge del più forte? Puzzate di ingenuità posticcia, non di sincero candore.
Fanculo agli arroganti, a chi fa soprusi, a chi impone la legge del più forte: mi fate vomitare e nel vomito spero di vedervi finire.
Fanculo ai buttafuori violenti, siete il prototipo di un mondo che dovrebbe scomparire: la forza dovrebbe difendere la debolezza, non schiacciarla.
Fanculo alla Chiesa, per una volta sono d'accordo con voi, ma dovete smetterla di fare politica.

Fanculo ai genitori che portano i bambini a scuola, che parcheggiano in 100 davanti al cancello: siete delle bestie e state coltivando piccole bestie, abituati a pensare che la comodità di parcheggiare vicini vada oltre il rispetto dovuto alle altre persone.
Fanculo a chi ti risponde "Un attimo!", non voglio aspettare neanche un secondo del mio tempo per il tuo fottuto interesse.
Fanculo a chi crede che gli altri siano ostacoli, non persone.
Fanculo a quei genitori che hanno appena lasciato il bambino a scuola, con la macchina parcheggiata di traverso e rimangono lì, con l'amico, a fare commenti sulla bella ragazza in gonna che sta passando e che ha il seno grosso: sembrate usciti da un film sulla Sicilia di cinquanta anni fa, dite dite, ma sicuramente non fareste nulla, perchè siete solo una rappresentazione di uno stereotipo ridicolo e senza palle, ridicoli figli dei film porno.
Fanculo a quelle donne che, appena prima di lasciare i figli a scuola, gli lasciano perle di saggezza del tipo "mi raccomando, fai di tutto per non farti interrogare e, se vedi alle brutte, fai finta di stare male e chiama che ti vengo a prendere".

Fanculo a chi viene a lavoro, timbra, e poi esce per andare a prendere il caffè in giro per l'EUR: siete dei ladri, ma sicuramente sareste i primi ad attaccare chi ruba una mela per fame.
Fanculo ai capi che non sanno portare in alto con sé i loro lavoratori, ma li vedono solo come qualcosa da sfruttare.
Fanculo agli aumenti, dovrebbero essere un diritto, dovrebbero essere automatici ed annuali, non una richiesta.

Fanculo al mondo, così dannatamente storto: che cosa sta succedendo?

No, fanculo a te, Ale, che ti lamenti del mondo ma non riesci a fare nulla per cambiarlo se non progettare di andartene e non farlo mai, e che ti fai contagiare senza filtro da questo clima di intolleranza.

Oooo
Ora mi sono sfogato, posso tornare a stamparmi sul viso un sorriso positivo e fiducioso.
Buona giornata a tutti.

04 marzo 2008

Il pensiero parte dall'uccello

Si si, lo so, c'è una carrellata di doppi sensi sia nel titolo del post che nell'immagine usata.
Il contenuto, però, non parla nè di masturbazione nè di sesso... mi piacciono i doppi sensi e la malizia, ma non sono il mio primo ed unico pensiero. :-)

La realtà è che ieri, portando il cane, ho visto un uccello che tirava fuori dalla terra un verme (tra parentesi, un verme di 20 cm, da sfamarci tutti gli uccelli del parco!) e da lì sono partiti una serie di pensieri incontrollati, fors'anche stupidi, lo ammetto.

Il primo pensiero è stato sull'istinto, su quella capacità, sin da piccoli, senza che nessuno te lo insegni, di capire come trovare cibo e cosa è giusto mangiare o meno... affascinante.
Anche il mio cane... per purgarsi punta delle piccole foglioline d'erba, sempre lo stesso tipo; ma come lo sa? Sta da me da quando ha tre mesi, ed io, giuro, non gli ho insegnato a riconoscere l'erba giusta.

Il secondo pensiero è stato: da quando sono piccolo mi raccontano degli uccelli che mangiano i vermi, che li beccano, li tirano fuori dalla terra... eppure solo ora, a 34 anni, e per di più assolutamente per caso, ne ho visto uno.
Abbiamo una serie incredibile di ricordi indotti, ricordi sedimentati di cose raccontate da altri, mai vissute; mi fa un poco spavento, questa cosa.

Il terzo pensiero è stato: mamma mia quanto sono cittadino!
Guardo le piante e mi accorgo che non so il loro nome; anche quell'uccello non so assolutamente cosa fosse; e per la prima volta vedo un uccello con il verme a 34 anni!
E pensare che, invece, ci sono donne che il loro primo uccello lo vedono da piccolissime!
Ok, scherzavo :-)

Forse è anche per questo che mi attirerebbe avere una casa in campagna, dove poter andare per scappare dalla città ogni tanto. Non potrei mai vivere lontano da Roma, lo so (soprattutto ora che non faccio ore di traffico per andare a lavoro)... ma "finesettimanare" fuori dalla mia città... AVOJA.. camino, passeggiate e cose nuove da scoprire praticamente in ogni angolo, odori, sapori e colori, suoni e materiali: tutti i sensi impegnati ad imparare cose nuove.

Dove vuole portare questo discorso? Assolutamente da nessuna parte, ovviamente.

Solo due note.
La prima: sempre più spesso si inizia a parlare di "disintossicazione dalla tecnologia".
Tra queste idee, quella qui riportata, di stare "unplugged" una sera a settimana, mi è piaciuta molto.

La seconda è a sfondo politico, quindi chi non vuole sentir parlare di politica si astenga dal leggere qui di seguito.
Ma se il PDL un giorno dice che il PD gli ha copiato il programma ed il giorno dopo dice che il PD vende sogni... quale è la conclusione? La conclusione è quasi matematica: anche il programma del PDL vende sogni. E invece no, nessuno ha fatto notare questa cosa.
E' davvero incredibile come ci si possa permettere di dire tutto ed il contrario di tutto in soli due giorni.
Eppure Badget Bozzo spiegò anni fa che lo stile di Berlusconi è proprio questo: non dice mai una cosa a caso, ma fa indagini di mercato.
Buttò quella frase lì quasi per caso ("ci copiano il programma"), ha visto che, pubblicitariamente, non funziona, e allora via... proviamo a far finta di essere noi quelli seri e loro i venditori di sogni.
Ma ieri hai detto l'opposto! Fa niente, chi vuoi che si ricordi di ieri?
E via così, tastando il terreno. In questi giorni sta facendo il "vecchietto" saggio... poi chissà cos'altro proverà.
E' un genio dei "ricordi indotti", e questo fa davvero paura.

23 ottobre 2007

IO E TE + DI ALTRI

Joseph Conrad, nel suo romanzo "La linea d'ombra", definisce il fascino della gioventù come "il fascino dell'esperienza universale dalla quale ognuno si aspetta una sensazione particolare e personale – un po' di noi stessi".

E' normale, perciò, che quando uno è giovane viva di superlativi: nell'universalità si ha tutto il tempo e tutto lo spazio a disposizione, ogni esperienza è la più incredibile, ogni amore durerà per sempre. Poi si impara che non è così, ma si capisce anche che è stato bello lasciarsi andare alle esperienze con una simile, totalizzante partecipazione.

Quindi, uno si ama tanto tantissimo, l'amore durerà per sempre (anche se due giorni dopo, magari, ci si tradisce, in quel momento si pensa sul serio di amare per sempre), una storia o esperienza è la più incredibile che sia mai esistita.

Fino alle fastidiose gare di superlativi (come se si potesse dare una gradazione dell'assoluto):
"il mio amore è grande come l'infinito" "il mio di più"
"il mio amore durerà per sempre" "il mio di più"

Queste cose, però, in bocca a dei ragazzini o a degli innamorati folli (si sa che l'amore sovverte un pò le regole nei cervelli), sono però accettabili, a volte anche tenere.

Fa un poco più impressione, invece, che un 44-enne continui a mietere soldi scimmiottando il fare pischellesco del "tutto è meraviglioso e grandissimo".
(Poi scopri che Federico Moccia è figlio di Giovanni Moccia, in arte Pipolo, quello di Castellano&Pipolo e si capisce perchè i suoi libri - che se fossero stati scritti da una persona qualasiasi nello stesso identico modo non avrebbero neanche visto la luce - sono addirittura diventati dei film)


Dato questo lungo preambolo, arrivo però al tema.
Vicino casa mia, dove porto il cane a "pascolare", campeggia una scritta in caratteri cubitali:

IO E TE + DI ALTRI.

Non so davvero come interpretare questa frase.
Un innamorato che, mentre stava scrivendo "io e te più di tutti" ci ha ripensato, rendendosi conto che stava esagerando?
Un idiota che è convinto di aver scritto una frase carina al suo amore ma non sa bene cosa abbia scritto?

Ovviamente non so chi sia stato nè cosa lo abbia spinto.

Mi piace immaginare, però, che siano due geni, due ragazzini che si ribellano alla pochezza dei superlativi detti così, tanto per dire, e si siano detti la verità, ridendo di quegli irragiungibili, vacui, falsi e stupidi "tre metri sopra al cielo" di "mocciosa" memoria. Me li immagino ancora insieme, a ridere di quei deficienti che si sono ingegnati per scrivere sui ponti una frase già detta da altri, o sono corsi ad allucchettare il loro amore a Ponte Milvio fino a tirare giù il lampione solo dopo che qualcuno ne aveva scritto. Me li immagino ancora insieme a ridere di quelle persone, perchè loro, nella loro normalità, sono stati davvero ironici ed originali. E me li immagino a ridere di me, che cerco di capire cosa volessero dire con quella frase :-)

02 ottobre 2007

Incubi cittadini

Un incubo.
Ho vissuto un incubo.
Tutta la zona romanina tuscolana casilina.
Tutti quei maledetti centri commerciali.
E via, in un negozio megamaxigrandepieno per cercare vestiti sportivi per il mio dolce quarto (troppo più piccola di me di stazza per poterla chiamare metà :-)
Ero nervoso, e il posto non aiuta.
Mi aspettavo i forconi, Dante e Virgilio.
"Ciao Dante"
"Ehi, Virgi, senti, mi accompagni a cercare le scarpe?"
Sono allergico all'umanità, alla massa, letteralmente sbrocco.
Sono sociopatico? Forse
Una bestemmia si stava formando sulle mie labbra, come la canzone di Shannara prendeva corpo e sarebbe potuta essere così potente da distrugger tutto.
Ho resistito, applausi per Ted.
In ogni caso, ho avuto l'ennesima prova che dio non esiste(1) e che, se esistesse, dovrebbe avere una buona scusa.
La cosa più impressionante? I mille bambini in lacrime rimproverati a brutto muso dai genitori. Stanchi, rintronati dai rumori, letteralmente spappolati da luci colori consumismo pubblicità, devono anche sentirsi rimproverare dagli esseri inumani che li costringono a sopportare tutto questo.
Ne ho visto uno (e non sto scherzando) buttato per terra, sulla moquet, abbracciato ad una scarpa tipo orsetto, tra due corsie, che provava a dormire...

(1) prova della non esistenza di Dio, da Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams
"Ora, è così bizzarramente improbabile che una cosa straordinariamente utile come il pesce Babele si sia evoluta per puro caso, che alcuni pensatori sono arrivati a vedere in ciò la prova finale e lampante della non-esistenza di Dio. Le loro argomentazioni seguono pressapoco questo schema: 'Mi rifiuto di dimostrare che esisto' dice Dio 'perché la dimostrazione è una negazione della fede, e senza fede io non sono niente'. 'Ma' dice l'uomo 'il pesce Babele è una chiara dimostrazione involontaria della Tua esistenza, no? Non avrebbe mai potuto evolversi per puro caso. Esso dimostra che Tu esisti, e dunque, grazie a questa dimostrazione, Tu, per via di quanto Tu stesso asserisci a proposito delle dimostrazioni, non esisti. Q.E.D. Quod Erat Demonstrandum.' 'Povero Me' - dice Dio, e scompare immediatamente in una nuvoletta di logica."